IL PROCESSO AL PROCURATORE GENERALE DI MESSINA FRANCO CASSATA: RIPERCORRIAMO LA STORIA DEL PROCESSO ATTRAVERSO LA LETTURA DELLE DEPOSIZIONI DEI VARI TESTI. OGGI L'INTERVENTO DEL PM LUCA MICELI

cassata

TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA – GIUDICE DI PACE

AULA PENALE –
Procedimento penale n. R.G. 7/12 – R.G.N.R. 656/10
Udienza del 15/11/2012
DOTT.SSA SPINELLA LUCIA Presidente
DOTT. MICELI LUCA Procuratore Generale

PROCEDIMENTO A CARICO DI CASSATA ANTONIO FRANCO

Alle ore 10.40 si apre il dibattimento.
Si dà atto che sono presenti in aula:
– Il Pubblico Ministero, Dott. Luca MICELI.
– I Difensori di Parte Civile, Avv. Biagio PARMALIANA, Avv.ssa
Antonella PUGLISI.
– I Difensori di fiducia, Avv. Alberto GULLINO, Avv. Armando
VENETO; Avv.ssa Antonina VENTRA.

INTERVENTO PUBBLICO MINISTERO
P.M. – Allora, alla fine di questo lungo percorso come attività di udienza, di attività istruttoria, se pur concentrando (inc. audio difettoso) sufficiente per le esigenze di tutti, almeno per quello che è il mio parere, sono emersi degli elementi che a mio parere confortano quella che era l’ipotesi accusatoria nei limiti del capo di imputazione. Dico questo per sgombrare il campo da una(inc. audio difettoso) cioè la impossibilità di reperire (inc. audio difettoso) materiale dell’esposto anonimo di cui parleremo, all’imputato, in quanto la consulenza tecnica disposta dal Pubblico Ministero titolare delle indagini non (inc. audio difettoso) precisa corrispondenza tra lo scritto e la grafia dell’imputato. Abbiamo sentito qui in aula la dottoressa (inc. audiodifettoso) che non ha potuto fare altro che confermare quali erano i risultati della sua indagine tecnicoscientifica. Ma nell’ambito di quella indagine erano emersi tutta una serie di elementi tecnici, tra virgolette, indizianti, che poi (inc. audio difettoso) che riconducevano la paternità (inc. audio difettoso) ecco perché il capo di imputazione è formulato (inc. audio difettoso) per dare conto di quella che sarà la traccia (inc. audio difettoso) al di là di questo esposto diffamatorio nei confronti della memoria del professore Parmaliana, non sono stati (inc. audio difettoso) quello che l’ufficio di Procura (inc. audio difettoso) è il concorso nella predisposizione dell’azione (inc. audio difettoso) da qui la necessità (inc. audio difettoso) degli elementi che sono emersi (inc. audio difettoso). Per affermare o meno la responsabilità del dottore Cassata in ordine al capo di imputazione così come è stato formulato non ci serve la consulenza della dottoressa Contessini, è escluso che abbia (inc. audio difettoso) processuale, certo questo tipo di attività (inc. audio difettoso) del saggio grafico è certamente influenzabile, ma solo l’ufficio di Procura può sostenere un risultato contrario a quello che (inc. audio difettoso). Ecco perché stiamo parlando di una (inc. audio difettoso) plurale, il predisporre questo esposto anonimo, attraverso (inc. audio difettoso) e l’invio ai soggetti (inc. audio difettoso) bisogna porre l’attenzione su questi elementi, diciamo, indiziari, posti l’uno (inc. audio difettoso) e affermare o meno la responsabilità del dottore Cassata. Ora, per fare questo è assolutamente necessario, nei limiti, diciamo (inc. audio difettoso) porre l’attenzione sulla figura del professore Parmaliana, non (inc. audio difettoso) sulle figura professionale che certamente (inc. audio difettoso) lo conosciamo tutti, ma su quelle che erano conseguenze della sua (inc. audio difettoso). Non vi è dubbio infatti che, a seguito della sua passione politica, il professore Parmaliana avesse dei nemici, lui che (inc. audio difettoso) nei DS di Terme Vigliatore, dove (inc. audio difettoso) Comune sciolto per mafia nel 2005 (inc. audio difettoso) che era vicesindaco (inc. audio difettoso) assessore, e poi Filippo Giunta che era un collega di partito, ma nei partiti, come si sa, ci sono delle correnti, ci sono delle aspettative reciproche e (inc. audio difettoso) lo spunto affinché il professore Parmaliana negli anni dal ’98 al 2000 denunciasse dei fatti, denunciasse dei fatti (inc. audio difettoso) andò alla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto (inc. audio difettoso) del professore Parmaliana era quella di una Procura che in quel momento non ascoltasse, non recepisse le sue istanze. A me non interessa se questo è vero, quello che mi interessa è che in seguito quello che il professore Parmaliana temeva (inc. audio difettoso) il professore si rivolse a quello che era allora (inc. audio difettoso) alla Procura generale di Messina, in particolare nella persona del dottore Franco Cassata. (inc. audio difettoso) è controverso in questo procedimento se effettivamente (inc. audio difettoso) personalmente, certamente (inc. audio difettoso) ce lo dice per la verità il senatore Lumia, il senatore Lumia (inc. audio difettoso) in diretta dallo stesso professore Parmaliana (inc. audio difettoso) sia dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto che la Procura generale, avrebbe ottenuto di riunire il consiglio, di contattare (inc. audio difettoso) assicurazioni in tal senso. Questo è importante perché ci dà la (inc. audio difettoso) ci fu, che la conoscenza c’era e comunque negli atti del professore Parmaliana esistono quelle denunce, fino ad arrivare alla denuncia che il professore Parmaliana fece al CSM nei confronti poi del dottore Cassata. Si aprì(inc. audio difettoso) il professore Parmaliana quando(inc. audio difettoso) evidentemente il CSM non ritenne di dover dare (inc. audio difettoso). Ma è un dato che valuteremo se (inc. audio difettoso) cioè il contrasto tra il professore Parmaliana e l’imputato. Il senatore Lumia ci dice anche che in occasione di quell’audizione del professore Parmaliana al CSM il dottore Olindo Canali, sostituto procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto, marito della dottoressa Ruello, segretaria del dottore Cassata (inc. audio difettoso) del dottore Cassata, avrebbe cercato di influenzare il professore Parmaliana cercando di (inc. audio difettoso) che questi contrasti esistevano sicuramente (inc. audio difettoso) ma che portò allo scioglimento del consiglio comunale; anche lì in compartecipazione… grazie alla compartecipazione delle denunce del professore Parmaliana, quella di cui più volte si è parlato in questa sede, cioè la famosa informativa Tsunami che abbiamo anche acquisito (inc. audio difettoso) emergevano delle grosse problematiche che portarono allo scioglimento del consiglio comunale. I soggetti coinvolti in quella vicenda, direttamente o indirettamente (inc. audio difettoso) non solo sulla stampa locale, ovviamente in particolare sulla stampa locale, in cui (inc. audio difettoso) anche politicamente, perchè aveva (inc. audio difettoso) le tesi, le opinioni politiche, i progetti politici del professore Parmaliana (inc. audio difettoso). In quella occasione, nel 2005, il professore Parmaliana diffuse dei documenti, per la verità (inc. audio difettoso) il cui contenuto per la verità era abbastanza (inc. audio difettoso) ma penso sufficiente alla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto per (inc. audio difettoso) una richiesta di giudizio nei confronti del professore Parmaliana per diffamazione nei confronti di Domenico Munafò. (inc. audio difettoso) che ci avvicina al periodo triste (inc. audio difettoso) del suicidio del professore Parmaliana; infatti la richiesta di rinvio a giudizio arrivò intorno al 20 settembre del 2008, ci furono degli articoli di stampa, in particolare sulla Gazzetta del Sud (inc. audio difettoso) il professore Parmaliana parlò di questa vicenda anche con l’onorevole… senatore Lumia, e si è molto addolorato (inc. audio difettoso) lui la riteneva un’ingiustizia. Il 1° ottobre dello stesso anno, stiamo parlando del 2008, la Corte di Cassazione respinge il ricorso del professore Parmaliana (inc. audio difettoso) l’assoluzione in Corte d’Appello di tale Isgrò (inc. audio difettoso) per un’altra vicenda che nasceva da (inc. audio difettoso) del professore Parmaliana. Queste due vicende nello spazio, diciamo, di (inc. audio difettoso) temporale secondo quella che è poi la lettera lasciata dallo stesso professore Parmaliana, sono la genesi del suicidio del professore Parmaliana. Scatena questo senso di ribellione, che tra l’altro… io non sono certo uno psicologo, ma da quello che ci hanno detto i testi, da quello… non (inc. audio difettoso) disperata, una lucida decisione, quindi a volere con quella decisione fare l’ultimo atto di accusa nei confronti di quelli che lui riteneva essere i suoi persecutori. E quindi lascia quella famosa lettera (inc. audio difettoso) purtroppo il 2 di ottobre del 2008 decise di fare quel gesto. E nella lettera indica quelli che a suo dire erano responsabili morali di questo gesto, perchè dalla lettera non si può trarre altro che un’indicazione in senso morale, la Procura (inc. audio difettoso) barcellonese e messinesi
, indica quali sono i soggetti a cui chiedere conto del suo gesto, chiedere informazioni sul suo gesto (inc. audio difettoso) l’Avvocato Cicero, Lumia, cioè tutti (inc. audio difettoso) erano quindi a conoscenza di questo contrasto che secondo lui esisteva nei confronti della Magistratura messinese. Questa lettera ebbe un’immediata eco nazionale, anche il quotidiano La Repubblica (inc. audio difettoso) si diffuse questa lettera, vi furono dei(inc. audio difettoso), in particolare uno subito dopo la morte del professore Parmaliana, ci fu l’interessament dello scrittore Alfio Caruso, che ebbe l’intenzione di fare un libro sulle (inc. audio difettoso) uscì nelle librerie il 20 novembre del 2009, sul quale subito (inc. audio difettoso). Questa vicenda quindi (inc. audio difettoso) trovava la sua genesi in questi contrasti, spetterà a Lei stabilire se ciò è (inc. audio difettoso). Se poi si (inc. audio difettoso) all’interno del quale si sono svolti i fatti la lettera ci indirizzava verso alcuni uomini delle istituzioni che avevano avuto delle responsabilità (inc. audio difettoso). Dopo l’interessamento del dottore Alfio Caruso alla vicenda e quindi alla (inc. audio difettoso) del libro, inizia tutto un (inc. audio difettoso) di attività poste in essere dall’imputato, volte a indebolire in qualche modo (inc. audio difettoso) sia sul contenuto del libro, e sia sull’enfasi che si dava alla notizia, alla morte del professore Parmaliana (inc. audio difettoso) quanto piuttosto alla lettera, alle ragioni che avevano spinto il professore Parmaliana a quel tragico gesto. (inc. audio difettoso) Alfio Caruso ci dice che già nel maggio del 2009, anzi nel maggio del 2009 un suo (inc. audio difettoso) preoccupatissimo e che avrebbe dovuto fare (inc. audio difettoso), lo conosceva perché era di Barcellona Pozzo di gotto, il quale (inc. audio difettoso). Quindi Alfio Caruso ci dice che lui (inc. audio difettoso) del libro. Nel mese di giugno Olindo Canali (inc. audio difettoso) telefona ad Alfio Caruso (inc. audio difettoso) per lo stesso motivo (inc. audio difettoso) della personalità del professore Parmaliana. (inc. audio difettoso) l’imputato avesse l’interesse a cercare in qualche modo… prima la preoccupazione e poi (inc. audio difettoso) e quindi l’interesse di in qualche modo intervenire, avere anche un confronto con lo scrittore Alfio Caruso per dire quantomeno (inc. audio difettoso) anche perché poco prima dell’uscita del libro, ma in particolare (inc. audio difettoso) il dottore Cassata interessò (inc. audio difettoso) per contattare lo scrittore Caruso, che era cognato del fratello di Alfio Caruso, dello scrittore, in modo da poter o ottenere un incontro con lo scrittore, oppure fargli pervenire dei documenti che avrebbero (inc. audio difettoso) il professore Parmaliana. Questo per spiegare perchè ci dice il teste, perchè indica (inc. audio difettoso) in quel caso l’ispettore di Polizia Fontana, Alfio Caruso gli dice che probabilmente il dottore Cassata avrebbe avuto (inc. audio difettoso) e lo scrittore però rifiuta l’incontro, perché (inc. audio difettoso) che è quello poi il contributo del (inc. audio difettoso) ha scelto di indirizzare (inc. audio difettoso) perchè altrimenti il professore Parmaliana non avrebbe mai avuto la possibilità di replicare, nell’ambito di questa scelta non (inc. audio difettoso) ma in quell’occasione, siamo a settembre del 2009 (inc. audio difettoso) quindi non abbiamo più possibilità di (inc. audio difettoso) dopo la morte del professore Parmaliana, l’anniversario della morte del professore Parmaliana che aveva dei contatti professionali con l’università di Torino, questa istituzione decide di presentare il libro del dottore Alfio Caruso in un convegno all’aula magna, e anche lì vi è l’intervento del dottor Cassata, solo successivo alla lettera nella quale si lamenta dello spazio dato al professore… e questo (inc. audio difettoso) sul contenuto del libro, così come, intervistato da una giornalista di 109, un settimanale (inc. audio difettoso) locale, e chiede di tenere… Modica, la teste Modica, chiede di tenere un profilo basso sulla vicenda, immediatamente dopo la morte del professore Parmaliana, il profilo basso (inc. audio difettoso) la teste poi ci dice che qualche problema poi lo ebbe; il teste attribuisce questo a (inc. audio difettoso) al rapporto di amicizia tra il direttore della testata e il nostro imputato. Riassumendo abbiamo questi interventi antecedenti alla (inc. audio difettoso) del libro (inc. audio difettoso) dalle vicende di cui ha parlato (inc. audio difettoso) dal contrasto tra… la lettera che le indica, naturalmente sentendosi (inc. audio difettoso) al senatore Lumia, dicendo (inc. audio difettoso) dottore Cassata, prima della partecipazione (inc. audio difettoso) dove si dice parzialmente (inc. audio difettoso) non ci andare. Ora non è casuale poi che l’esposto anonimo per conto (inc. audio difettoso) sia stato inviato ai soggetti a cui è intestato (inc. audio difettoso) e al senatore Lumia, il quale (inc. audio difettoso) il soggetto cu cui Cassata aveva… in questo caso aveva maggiori interessi (inc. audio difettoso) perchè uno era l’autore del libro, l’altro era il senatore (inc. audio difettoso) della commissione antimafia, non ricordo se in quegli anni era addirittura presidente della commissione antimafia, ma certamente era l’autore di una interrogazione parlamentare nei suoi confronti, abbastanza critica nei suoi confronti, che(inc. audio difettoso) rifiuta un incontro con il dottore Cassata che voleva spiegare le sue ragioni. Ecco, arriva questo esposto (inc. audio difettoso) al Comune di Terme Vigliatore e nella persona (inc. audio difettoso) e alla Procura generale di Messina. E qui bisogna fare un passo indietro e tenere conto che uno degli allegati all’esposto è la famosa sentenza, è quella sentenza di cui parlavo in precedenza, della Corte di Cassazione, di rigetto del ricorso del professore Parmaliana avverso l’assoluzione del signor Isgrò, sentenza che era stata pronunciata… depositata (inc. audio difettoso) il giorno prima del suicidio del professore Parmaliana, sentenza che non fu pubblicata, non era pubblicata almeno fino al novembre del 2009 (inc. audio difettoso). Il giorno 14 di novembre del 2008 (inc. audio difettoso) Barcellona Pozzo di Gotto questa sentenza, copia, viene inviata alla Procura generale di Messina (inc. audio difettoso) non viene mai ricevuta (inc. audio difettoso) viene ricevuta dal fax installato presso la segreteria della Procura generale (inc. audio difettoso). Dico questo perchè vi sono una serie di strane coincidenze, però quando sono molteplici e quando sono logicamente e cronologicamente indirizzati verso un unico risultato, non sono più delle coincidenze, ma sono degli indizi, sono degli indizi che servono al Giudice, qualora li ritenesse precisi, concordanti per formare una nuova (inc. audio difettoso). Questi esposti, famosi (inc. audio difettoso) una delle copie dell’esposto le hanno inviate alla Procura generale di Messina. Guardate (inc. audio difettoso) quando la Polizia Giudiziaria (inc. audio difettoso) i dipendenti dell’ufficio nel quale (inc. audio difettoso) col fax ha certamente ricevuto quella prima copia, vengono accolti all’interno proprio della stanza dell’ufficio personale del nostro imputato, si è accorto che all’interno di un… alle spalle della scrivania, in una vetrinetta, così abbiamo il teste (inc. audio difettoso) il capitano dei Ros che si è occupato della vicenda, rinvengono un fascicolo (inc. audio difettoso) della Procura generale e l’indicazione copia esposto Parmaliana. Un esposto (inc. audio difettoso) quindi non è una copia di quel (inc. audio difettoso) ricevuto… dell’originale ricevuto (inc. audio difettoso) una copia dell’originale, perché non è protocollato, così come non era protocollato (inc. audio difettoso). Ora, non possiamo sapere (inc. audio difettoso) e nel dettaglio quello che (inc. audio difettoso) però abbiamo dei dati che sono incontrovertibili: la stessa dottoressa Ruello, di
cui abbiamo acquisito le dichiarazioni, in cui si è avvalsa della facoltà, possono essere utilizzati ai sensi del 513 (inc. audio difettoso). Ora, questa è una modalità palesemente… cioè così, un esposto non viene aperto (inc. audio difettoso) quindi noi dobbiamo ritenere (inc. audio difettoso) fossero copia dell’originale, gli elementi… innanzitutto il fatto che non fossero protocollati, il fatto che il dottore Cassata (inc. audio difettoso) quando gli viene contestata la circostanza (inc. audio difettoso) nulla dice, chiede di essere risentito (inc. audio difettoso) l’esposto gli sarebbe stato portato dal commesso (inc. audio difettoso) era in aula, ma lì per lì (inc. audio difettoso). Siccome la linea difensiva è che quell’esposto, essendo (inc. audio difettoso) la Procura generale, perché tutti sapevano dei contrasti tra Parmaliana e (inc. audio difettoso) allora non è credibile che il dottore Cassata non sapesse giorno 16 di dicembre del 2010, non ricordasse che quell’esposto gli era stato prima consegnato a mano dal commesso (inc. audio difettoso). Sono tutti esposti senza un bollo sul (inc. audio difettoso) sono stati quindi tutti depositati (inc. audio difettoso) il cinque per cento di queste lettere non vengono affrancate, perché è una procedura (inc. audio difettoso) però in quel cinque per cento ci vorrebbero entrare tutti e quattro gli esposti, ce ne potrebbe rientrare uno, due, ma tutti gli esposti (inc. audio difettoso) perchè sono tutti senza (inc. audio difettoso). Quindi statisticamente è impossibile che tutti e quattro entrassero in quel cinque per cento che non viene affrancato, quell’esposto ufficiale invece viene ricevuto e viene archiviato (inc. audio difettoso). Ma se c’è stata l’archiviazione per quale motivo (inc. audio difettoso) archivio il fascicolo, non devo fare nessuna copia, se invece,, nel momento iniziale in cui quell’esposto mi viene portato, tra l’altro senza protocollo, sono in dubbio se decidere di spedirlo, lascio la cose (inc. audio difettoso) perchè le copie (inc. audio difettoso) nel caso in cui volessimo tornare indietro (inc. audio difettoso) non c’è nessuna copia. Allora ci sono questi (inc. audio difettoso) che sono a conoscenza meglio del sottoscritto di questo processo, perchè io ho letto gli atti, ma tutto quello che vi è dietro non fa parte del mio bagaglio culturale, e mi posso (inc. audio difettoso). Allora, questa ricostruzione (inc. audio difettoso) le modalità di ricevimento per esempio del dottore Alfio Caruso attraverso forse la signora (inc. audio difettoso) ma questo non è (inc. audio difettoso) il problema è che quell’esposto è stato inviato, le valutazioni le ho (inc. audio difettoso). E allora chi aveva interesse? (inc. audio difettoso) chi aveva interesse a (inc. audio difettoso) chi ha ricevuto materialmente la (inc. audio difettoso) chi è il soggetto che ha ritirato la sentenza? (inc. audio difettoso) Calabrese, imputato in un procedimento a Barcellona Pozzo di Gotto, la cui (inc. audio difettoso) viene trovata nella stessa cartella dove furono trovate le copie dell’esposto (inc. audio difettoso) del dottore Cassata. (inc. audio difettoso). Allora se queste sono tutte le risposte (inc. audio difettoso). E allora se così stanno le cose, che queste sono le (inc. audio difettoso), non possiamo non attribuire all’imputato quell’esposto (inc. audio difettoso) ci sono tre tipi di esposti, ce li descrive (inc. audio difettoso) non può non dire che comunque, anche se questo tipo di esposto non rientrava nemmeno in quelli che dovevano essere (inc. audio difettoso) comunque non erano di quelli che (inc. audio difettoso) tutti questi fatti, mesi uno accanto all’altro (inc. audio difettoso) ci devono portare (inc. audio difettoso).

INTERVENTO Procuratore Generale Procuratore Generale PARMALIANA
AVV. PARMALIANA – Illustrissimo signor Giudice, come Procuratore Generale può comprendere è oggi difficile per me parlare e stare qui ad analizzare i fatti e le motivazioni di questa amara vicenda. E confesso che ho anche qualche difficoltà, non avendo la tecnica del penalista, e chiedo venia anzitempo, darò modo alla collega, difensore dell’imputato, al collega, per qualche attimo in più che ruberò per consultare qualche appunto, per rielaborare le mie idee, per essere al passo, per esporre chiaramente, perché a mio avviso l’imputato ha commesso questo reato. E mi sono riproposto un compito, anche perché poi parleranno gli altri due difensori di Procuratore Generale, ad esporre magari i profili più tecnici, di aiutarla a comprendere dove è successo il fatto, chi sono i soggetti del fatto, a descrivere sostanzialmente la cornice entro cui va a collocarsi la vicenda. Il tutto si svolge nel distretto di Procuratore Generale d’Appello di Messina, fra la città di Messina, Barcellona, Terme Vigliatore, e non si può comprendere ciò che succede nel distretto di Procuratore Generale d’Appello di Messina se non comprendiamo cosa sia Messina, quella famosa Procuratore Generale babba, secondo le indicazioni giornalistiche, ma che tale proprio pare non lo sia. E le dico che pare che non lo sia avvalendomi di due testimonianze di grande rilievo, che non appartengono Procuratore Generale Repici, Procuratore Generale Cicero, Procuratore Generale Parmaliana o al professore Parmaliana, ma una voce che ci riportò nel 2006 la Gazzetta del Sud, in cui il vescovo Mara, l’ex vescovo di Messina, abbandonando la città, disse: in questa città vi è una cappa massonica che impedisce ogni sviluppo. Non lo dice Procuratore Generale Parmaliana, non lo dice Procuratore Generale Repici, non lo dice Procuratore Generale Cicero, lo dice il vescovo di Messina. Ma ancor più recentemente, ironia della sorte, conferma lo stesso fatto il dottore Lo Forte, in un’intervista del 28 aprile 2010, al Sole 24 Ore, non al giornale La Gazzetta del Sud o ad altro giornale della Procuratore Generale, dice testualmente… gli si chiede come trova questa città, cosa pensa di questa città, e dice: “Molti fanno riferimento a una diffusa presenza della massoneria, ma io aggiungerei che l’influenza negativa maggior viene esercitata da una massoneria coperta, caratterizzata dalle infiltrazioni”, e così via, nelle istituzioni, scambio con esponenti delle istituzioni. Questo per dirle che quando poi sentirà parlare anche in questo processo, per qualche profilo, di potere, potere massonico, non sono fantasie, ma sono realtà documentate da un vescovo per dichiararlo, ma ancor più dal procuratore capo di Messina Lo Forte. E poi esiste Barcellona, tristemente famosa alle cronache, basti pensare che ospitò mafiosi di primaria importanza, pensiamo al Santapaola fra il ’92 e il ’93, è la città ormai certo da dove partì il telecomando per la strage di Capaci; una città sicuramente non di gradevole presenza, neppure, diciamo, ambientale, che non è piacevole vivere, ma dove emergono dentro, per guanto riguarda… e per l’utilizzo in questo processo, due soggetti, una è la Corda Fratres, e l’altra è la Procuratore Generale della Repubblica di Barcellona. La Corda Fratres, checché se ne dica, è un gruppo di potere, nessuno lo può affermare, ma tutti ne parlano, a copertura massonica, copre qualcosa che sta dietro, esternamente sembra il luogo delle riunioni dove il Procuratore Generale riceve gli amici, quasi l’ufficio del Procuratore Generale, ce lo dice il teste Caruso, l’altro è il suo museo; sembra un luogo di divertimento, ma di fatto è la continuazione, ed è l’unico residuo italiano che è in continuazione di quella certa loggia massonica fondata nel 1844 a Procuratore Generale dal Pascoli; d’altronde proprio il libro depositato dalla Difesa dell’imputato dice: è ormai l’ultima sopravvissuta dell’associazione ottocentesca, l’unica in Procuratore Generale a custodire e servire un messaggio glorioso di libertà e di pace. Queste sono le espressioni tipiche della famosa fratellanza, della famosa massoneria. Più rilievi… ce lo dice in un suo memoriale il dottore Canali, più indizi per dirci che Corda Fratres non è una semplice associazione. E poi, le dicevo, un altro soggetto che dovremo analizzare, di importanza cruciale in questa vicenda è la Procuratore Generale della Repubblica di Barcellona. Ma su questo tornerò fra un attimo. E’ poi un ulteriore luogo Terme Vigliatore, paese confinante con Barcellona, diremmo la figlia babba di Barcellona, mi passate l’espressione, governata dai barcellonesi tramite il dottore Cipriano dal ’93 al 2002, e oggi, dopo la sua ulteriore nomina a sindaco nel 2008, il grande vecchio della politica di Terme Vigliatore, contro cui il Parmaliana aveva intrapreso una lotta politica e di legalità con denunce fortissime rivolte principalmente alla Procuratore Generale della Repubblica di Barcellona, in modo alquanto vano; peraltro, per darle un’idea di cosa sia stato quel periodo, dal ’93 al 2008, al momento in cui arriva a Barcellona il nuovo procuratore della Repubblica, si pensi che in una sentenza il Tribunale di Barcellona ebbe a dire, essendo un farmacista mancherebbe di dolo il Cipriano, pur avendo fatto il sindaco per almeno quindici anni. Terme Vigliatore era il paese di Parmaliana, Parmaliana lo amò terribilmente, lo abbiamo sentito qui dal teste Coluccio, rinunciando alla sua carriera, alla sua possibilità di ergersi oltre quanto già riconosciuto dal mondo scientifico, non volle ma abbandonarlo questo paese che lui voleva indirizzare, da grande utopista, da grande illuso potremmo oggi dire, io lo posso dire sicuramente, verso la legalità di cui denunciava… un uomo fortemente idealista, di cui denunciava tutte le illegittimità e illegalità. Direi un fanatico credente nello Stato. E io che, come Procuratore Generale ben sa, ho un ruolo, posso dire, spogliandomi un attimo della mia veste, facendo finta di essere in piazza, essendo solo fratello di Adolfo Parmaliana, credeva in uno Stato, uno Stato che lo portò alla morte. E io posso dirlo, penso che posso prendermi oggi questa licenza. Un paese, Terme Vigliatore, che fu sciolto per infiltrazione mafiosa, per l’opera incessante di denuncia proprio del professore Parmaliana, e alla fine, vedremo, ha pagato solo Parmaliana, ha pagato Parmaliana per vicende che sono entrate in questo processo, per comportamenti, e vedremo come, tenuti dall’imputato di questo processo, e ha pagato Parmaliana dopo la morte con l’anonimo oggetto di valutazione in questo processo. Le dicevo, prima voglio dirle cos’è Messina, e gliel’ho detto con le parole del dottore Lo Forte e del vescovo Mara che cos’è Barcellona, Terme Vigliatore, ma le devo dire forse qualcosa su quella che fu ed è la magistratura messinesi, almeno fino al 2008, ricordo la famosa celebre frase di Nichi Vendola, dell’onorevole Vendola sul verminaio, ma tempi recenti ci ricordano l’arresto del procuratore Siciliano, di altri magistrati. Ma principalmente mi soffermo un attimo a dirle che cosa è stata la Procuratore Generale della Repubblica, dove in parte, o meglio che sicuramente è cornice a questo reato. Cosa sia stata la Procuratore Generale della Repubblica di Barcellona dal ’92 sino al 2008. I cittadini forse non si sono mai accorti della sua esistenza, o forse si sono accorti al negativo, e aveva due personaggi chiave questa Procuratore Generale della Repubblica, che la governarono dal ’92 al 2008 fin quando si insediò il dottore De Procuratore Generale: il capo, il dottore Procuratore Generale Sisci, che come ci scrive un Procuratore Generale di questo Tribunale, del Tribunale di Procuratore Generale Calabria, non era una persona molto dedita al lavoro, non ci dedicava più di tanto, perché così dicono anche i suoi procuratori, aveva, io le aggiungo, una grande passione notoria a tutti, quella del pescespada, era un appassionato delle pesca del pescespada, se Procuratore Generale entrava anche nella sua stanza vedeva i quadri relati
vi al pescespada, c’era poi chiaramente il quadro del Presidente della Repubblica, la croce, ma pochi codici; ma ce lo dicono i suoi procuratori, ce lo dice un Procuratore Generale di questo Tribunale, dal punto di vista lavorativo non era molto incline ad assumere informazioni sulle attività in corso, di un capo dell’ufficio che quindi era molto assente, ci dice una testimonianza che Procuratore Generale ha agli atti, veniva verso le undici, andava al bar, prendeva il caffè, così passava la sua giornata. Ma direi di più: Procuratore Generale Sisci, capo di quella Procuratore Generale, un giorno andò a comprare un auto da un pregiudicato, questo pregiudicato gli regalò una pistola al posto dei tappetini, lui chiese tappetini e questo pregiudicato gli regalò la pistola, è un fatto noto, portato alla stampa, non smentito e commentato dallo stesso Sisci dicendo: ma non aveva un grande valore. Questo era uno dei due soggetti che governavano la Procuratore Generale della Repubblica di Barcellona, quella Procuratore Generale cui il professore Parmaliana rivolgeva le sue denunce, quella Procuratore Generale che rappresentava lo stato per il professore Parmaliana, cui lui si rivolgeva e chiedeva certezze, quella Procuratore Generale in cui avvenne il fattaccio che chiaramente non poteva che avvenire in quella Procuratore Generale, non sarebbe mai avvenuto nella Procuratore Generale di Procuratore Generale Calabria, o nella Procuratore Generale del dottore Lo Forte, ma solo in quella Procuratore Generale. Sisci, per darle l’ultima chicca, era quello che quando l’Avvocato Cicero gli chiese di una denuncia fatta dal professore Parmaliana, dice: ah, chi, Parmaliana? Quello che ci disturba tanto con tante denunce. E poi l’altro grande soggetto della Procuratore Generale di Barcellona: Procuratore Generale canali, il dottore Procuratore Generale Canali venuto da Procuratore Generale per occuparsi di mafia, e intanto condannato in primo grado per falsa testimonianza resa in un processo di mafia, anzi era stato imputato con l’aggravante mafioso e poi fu solo condannato per falsa testimonianza. Ma le voglio ricordare che Canali fu uditore di Di Maggio, Di Maggio oggi è tristemente noto alla cronache per essere stati colui che firmò i famosi decreti di scarcerazione dal 41 bis al DAP, Di Maggio, originario di Barcellona, non è così isolata Barcellona. Io mi fermo qua, probabilmente l’Avvocato Repici le farà un quadro più ampio e completo, e l’imputato non è estraneo a questo quadro che io oggi succintamente le faccio, e che l’Avvocato Repici le farà meglio. Di Maggio, oggi morto, fu quel magistrato che introdusse, come ci dice lo stesso dottore Canali, il Canali a Barcellona, Di Maggio era un originario di Barcellona e conoscente Procuratore Generale Cattafi, oggi altresì tristemente noto alle cronache giudiziarie. Era il soggetto, Canali, in cui purtroppo Parmaliana aveva riposto le sue speranze, lo riceveva, però poi vediamo che non agiva secondo quanto Parmaliana pensava che dovesse essere fatto, lo ascoltava, ma di fatto scopriamo che alle spalle, e possiamo usare l’espressione alle spalle, lo tradiva. L’indagine Tsunami, che è in questo processo, ci dice che, mentre Parmaliana denunciava Cipriano e canali lo riceveva, lo incoraggiava, gli diceva: adesso succede questo, e questo, gli dava notizie, il canali voleva che Cipriano diventasse, in protezione, un confidente dei Carabinieri, ce lo dice l’indagine Tsunami, ce lo dice il capitano Piermarini di Barcellona, e il capitano Piermarini dice: per la posizione che lui ha, mai e poi mai potrà farlo. E’ il marito della Ruello, che non abbiamo ascoltato, ma di cui conosciamo le s.i.t.; e’ depositata, mi pare dalla Procuratore Generale Procuratore Generale Repici, un’intercettazione telefonica in cui si rivolge al dottore Cassata chiamandolo “lo zio”, parla con la moglie e del dottore Cassata dice “lo zio”; è un’espressione che, siamo meridionali tutti, generalmente si riferisce a posizioni di subordinazione, direi, mafiosa o paramafiosa, dà il senso del potere, ecco, un senso del potere, rivolgersi a qualcuno dicendo “lo zio”, è innegabile che vuol dire che quel signore a cui mi rivolgo ha il senso del potere, gestisce un potere. Di lui dice il dottore Cassata, e ce lo ribadisce il Procuratore Generale in una sentenza di cui ora le dirò, ma che è già depositata, “è come mio figlio”; dello stesso Cassata dice il dottore Canali, come ci ricorda il Procuratore Generale di Procuratore Generale Calabria, è un po’ maldestro, quando si muove fa danni, dice Canali di Cassata. Il rapporto è molto stretto tra i due. E vedrà nel prosieguo perché ho voluto fare questo quadro introduttivo. E’ in questo quadro che si muove l’imputato, è in questo quadro che si commette il reato. E allora mi permetta adesso di analizzare chi è il dottor Franco Procuratore Generale Cassata. Capisco bene che sembra incredibile che un Procuratore Generale possa compiere il reato per cui oggi è imputato, ma voglio dimostrare che egli può compierlo, e le sue funzioni non devono ingannarci. Voglio fare emergere se gli può aver fatto il reato, commesso il delitto, se può essere stato un soggetto che poteva delinquere con quel reato che gli viene ascritto; le sottoporrò fatti che dimostreranno che il soggetto, non solo lo ha commesso, ma che lo poteva commettere. Nel 2001 la prima commissione Procuratore Generale aprì una pratica per incompatibilità ambientale nei confronti del dottore Cassata, le denunce venivano dal senatore Santalco, Procuratore Generale Procuratore Generale Colonna, Procuratore Generale Procuratore Generale Repici, dall’onorevole Nichi Vendola, e in questo procedimento vi fu la famosa testimonianza del professore Parmaliana relativamente a un aspetto della vita del dottore Cassata. Il Procuratore Generale analizzò tutti questi fatti denunciati, alcuni li ritenne non utili ai fini della pratica di incompatibilità ambientale, e pose l’attenzione principalmente su tre fatti, portò all’esame del plenum, dopo aver fatto l’istruttoria, tre fatti che riteneva il Procuratore Generale che potevano essere importanti ai fini di una valutazione di incompatibilità ambientale o meno del dottore Cassata. Un primo intervento che lo stesso Procuratore Generale censura nel fatto, dice non doveva, non poteva, non doveva sapere, succede che il dottore Cassata si incontra e scambia delle battute con Venera Rugolo, Venera Rugolo è la moglie del boss Gullotti, già condannato ai tempi in cui avvenne il fatto. Gullotti è il capomafia di Barcellona, capomafia riconosciuto, assoluto, di Barcellona; il fatto avvenne accidentale, il fatto avvenne di certo, il fatto avvenne nei pressi delle Cordra Fratres, un carabiniere fece relazione di servizio, tale maresciallo Campolo se non ricordo male. E’ emerso, dice il Procuratore Generale, che il dottore Cassata chiese al maresciallo Campolo di cambiare la relazione, di modificare la relazione, il Cassata dice che sia intervenuto perché era infastidito dalla genericità, ribatte il Procuratore Generale, Procuratore Generale troverà agli atti, depositato da questa Difesa, il fascicoletto relativo a questa procedura, il Procuratore Generale dice: no, non era generica la relazione di Campolo, questo è un fatto da valutare. Quindi il dottore Cassata, non so se ai tempi era un facente funzione, comunque già un sostituto Procuratore Generale, interviene perchè il suo potere, pensava lui, potesse portare il maresciallo alla sostituzione di una relazione di servizio che aveva visto lui insieme con la moglie del capomafia di Barcellona. Un secondo fatto ritenuto grave dal Procuratore Generale attiene a un processo che era in corso dinanzi al Procuratore Generale di Barcellona, riguardava un tale Cannata, che era rinviato a giudizio, vi era una richiesta di rinvio a giudizio per appropriazione indebita, falso in bilancio, estorsione, concussione, e che aspirava alla posizione di vicepresidente del consiglio comunale di Barcellona; il dottor Cassata intervenne sul dottor Cappuccio, che oggi è in servizi
o in questa Procuratore Generale d’Appello, ai tempi era Procuratore Generale di Barcellona, perchè l’udienza si tenesse dopo che questo Cannata, un suo amico, un suo conoscente, del dottore Cassata, con questo rinvio a giudizio che poc’anzi le ho letto, perchè questa udienza si tenesse dopo la sua nomina a vicepresidente; l’udienza poi si rinviò perchè presentò un certificato medico, immagino io il dottor Cappuccio non diede nessuna disponibilità, anzi il dottor Cappuccio denunciò il fatto al Procuratore Generale, agli organi competenti. Un terzo fatto che il Procuratore Generale dal 2001 al 2003, è un procedimento che durò circa due anni, disse che aveva un rilievo in quella procedura per incompatibilità ambientale, era una vicenda strana in cui il carabiniere Aniello Napoletano, che credo facesse parte della scorta del dottore Cassata, o quantomeno vi erano stati problemi familiari e ingiurie fra una signora e la moglie del carabiniere Napoletano, questa signora terza, possibilmente per rapporti personali o che sia, ha proposto querela contro la moglie del Napoletano; il dottore Cassata si pose il compito, si assunse il compito di intervenire sull’Avvocato Calderone, che era l’Avvocato di questa signora, affinché la facesse un po’ spaventare, rimettesse la querela dicendo fra l’altro: sì, Tommaso, è un mio amico, ci faccio quello che voglio, l’Avvocato gliela porge in maniera che è pericoloso anche per Procuratore Generale, qua e là, eccetera, se può farla impaurire un po’; il dottore Cassata dice questo, che sarebbe intervenuto sull’Avvocato Calderone per sistemare questa vicenda. Sono tre fatti di gravità, io direi, da cittadino e da Avvocato, guai se un Avvocato entrasse nella sua stanza a chiederle qualcosa di simile a quello che ha chiesto il dottore Cassata al dottore
Cappuccio, guai se un privato si rivolgesse a un carabiniere per cambiare una relazione di servizio, guai se un privato si assumesse un ruolo in un procedimento penale; ma nel caso di specie il Procuratore Generale, dall’alto della sua saggezza, disse: beh, questi tre fatti ci sono, sono fatti gravi, sono fatti in cui vi è un superamento dell’etica, delle norme deontologiche, però sono dovuti a un atteggiamento interventista del dottor Cassata. Ecco dove nasce l’aggettivo “interventista”, questo suo modo di fare così interventista ha portato il dottor Cassata a sbagliare per quei tre fatti, che io ritengo di gravità assoluta, e che il Procuratore Generale nel 2003 ritenne non lo fossero, per cui dice: sì, è un atteggiamento interventista, cosa volete farci, lui è così, è fatto così. E dice: va bene, siccome per due fatti il Procuratore Generale già li conosce, non è successo nulla, intanto mandiamo per il suo intervento presso l’Avvocato Calderone per la vicenda Napoletano, gli atti al Procuratore Generale in sede di Procuratore Generale per l’eventuale azione disciplinare, poi non sappiamo se fu mai avviata o non avviata quest’azione disciplinare. Perché le racconto questi fatti che le descrivono l’imputato? Ma se il dottore Cassata si muove da interventista in simili fatti, pensiamo che non possa aver commesso questo reato? Penso proprio di sì. E andiamo al 2005. si avvia un procedimento di scioglimento del Comune di Terme Vigliatore, da un lato l’aspetto amministrativo, dall’altro lato la Procuratore Generale della Repubblica di Barcellona deve necessariamente aprire un’inchiesta, che viene affidata al dottore De Feis per quanto riguarda la Procuratore Generale, e al capitano Cristalli per quanto riguarda la Polizia Giudiziaria. E cosa succede in questa indagine? Ecco che torna forte, forte, fortissimamente forte l’imputato,
torna la personalità di questo imputato che, se ancora
una volta commette questi fatti, mi sa che può commettere
assolutamente il reato che gli viene ascritto. Si scopre,
facendo questa indagine –siamo nel maggio 2005,
l’indagine è totalmente ai suoi atti- che un
luogotenente, un agente di Polizia, un maresciallo della
Finanza, di Polizia Giudiziaria di sede presso la
Procuratore Generale, amico personale, intimo del
Cassata, ce lo dice il Procuratore Generale del Tribunale
di Procuratore Generale Calabria, ce lo dicono gli altri
procuratori della Procuratore Generale di Barcellona,
rivela al Cipriano, all’indagato, che sulla sua macchina,
o quantomeno si intuisce da una intercettazioni, che
stava rivelando al Cipriano che sulla sua macchina c’era
una cimice. Questo lo fa il Pino. Nell’ambito della
stessa indagine, per una serie di accertamenti e
intercettazioni ambientali, telefoniche e così via, si
scopre che il dottore Canali ha rapporti con il dottore
Rugolo, il dottore Rugolo è il cognato di Gullotti,
capomafia di Barcellona, il fratello di quella Venera
Rugolo, il figlio del potentissimo boss dei tempi di
Barcellona, Cicino Rugolo. E allora, quando nella
Procuratore Generale di Barcellona De Feis scopre questi
fatti, De Feis naturalmente si rivolge a Sisci. Almeno

una volta che il dottor Sisci assume il ruolo di
procuratore capo? No, il dottor Sisci cosa fa
chiaramente? Chiama l’amico Cassata per la soluzione del
problema. L’amico Cassata, al tempo facente funzione
Procuratore Generale. Le riassumo fatti che emergono da
una sentenza del Procuratore Generale di Procuratore
Generale Calabria e da un’indagine condotta dalla
Procuratore Generale della Repubblica di Procuratore
Generale Calabria. E il Cassata ci sta, il Cassata
interviene nella vicenda, ma lui è un interventore, lo ha
detto il Procuratore Generale, si immagini Procuratore
Generale, lo ha legittimato il Procuratore Generale, e
lui interviene. Una mattina di maggio del 2005 si ferma
in Procuratore Generale a Barcellona, perché lui vive a
Barcellona, ma la Procuratore Generale generale è a
Messina, e c’è un incontro, un incontro nella stanza del
dottore Sisci, in cui partecipa canali, in cui vi è
Sisci, e casualmente entra e partecipa pure il dottore De
Feis. Leggendo la sentenza, leggendo gli atti che io ho
depositato, Procuratore Generale vedrà come si sono
svolti i fatti. E lì il dottore Cassata dice: dobbiamo
fermare questa indagine, non può uscire fuori questa
indagine, con il comandante di Messina, per fermare il
dottore Cristalli ci parlo io. L’intervento al massimo
livello. Col comandante dei Carabinieri, col colonnello
dei Carabinieri, penso sia un colonnello, quello

provinciale, ci parlo io. Ma De Feis non ci sta, il
dottore De Feis non ci sta e invia gli atti a Procuratore
Generale Calabria. Siamo nel 2005, e invia pure gli atti
alla Distrettuale antimafia di Messina. Ma il dottore
Cassata, che, poi vedremo, non solo come ci dice il
Procuratore Generale di Procuratore Generale Calabria, si
era offerto di intervenire per fermare questa indagine
con il comandante dei Carabinieri di Messina, ma
dall’altro, vedremo, commette un’ulteriore illegittimità,
come ci afferma lo stesso Procuratore Generale. Ma
torniamo Procuratore Generale. Si pare un’inchiesta,
velocissima, me ne permetto e me ne scuserà il P.M., a
mio avviso molto leggera, erano i tempi in cui il
procuratore capo era un essinesi, il dottor Catanesi, e
viene formalizzata una richiesta depositata per stralcio
dalla Difesa dell’imputato, depositata da me per intero,
una richiesta di archiviazione accolta dal Procuratore
Generale del tempo di Procuratore Generale Calabria. Ma
voglio precisare, ecco, quella richiesta di archiviazione
non trattava del dottore Cassata, era una richiesta di
archiviazione sul dottore Canali. E’ chiaro che questa
Procuratore Generale della Repubblica è nelle mani del
dottore Cassata, per i suoi rapporti personali col Sisci,
con Canali, ma a Messina al dottore Croci questa
situazione non convince; era poi il tempo in cui vi era
una indagine… vi era mi pare la commissione antimafia

in città, e il dottore Croce chiede al dottore Canali(?)
di revocare l’applicazione del dottore Canali alla
Distrettuale antimafia; il dottore Canali revoca
l’applicazione, ma dopo un inciso, vista la richiesta, ma
che solo leggendo la richiesta si può sapere cosa si
dice, di fatto dispone la cessione dell’applicazione
perchè Barcellona è sovraccarica di lavoro e non ci sono
altri sostituti, c’è un visto, la richiesta, ma non c’è
una motivazione principale perchè se Barcellona era senza
sostituti non lo era da un mese, non lo era da quando si
scoprì a maggio 2005 i rapporti del dottore Canali e ciò
che succedeva nella Procuratore Generale della Repubblica
di Barcellona. Ma sempre questa indagine Tsunami, per
tratteggiarle sempre l’imputato, ci dice che nel 2003,
quando una mattina i Carabinieri andarono ad arrestare un
tale Calabrese Tindaro perché imputato di 416 bis, questo
signore, nel momento in cui stava per essere chiaramente
arrestato, rivolgendosi alla mamma dice: dici a papà di
chiamare il Giudice Cassata, che è un amico e posso
sistemare la situazione, e uscendo da casa, mentre era
già ammanettato, incontra il papà, e Calabrese Tindaro
dice: papà, chiamagli a Cassata e digli di risolvere
questa situazione. Il calabrese ha risposto, ci dice la
relazione di servizio, portata dentro Tsunami e mai
smentita: non ti preoccupare, ci penso io, a costu ‘u
pigghiu e vaiu ‘nda casa. Ma ci dice la stessa indagine

Tsunami, o meglio addirittura la sentenza del Procuratore
Generale del Tribunale di Procuratore Generale Calabria,
che abbia avuto modo di dire, a proposito di Gullotti,
che è un cretinetto, dice così il dottore Cassata, e che
addirittura Rugolo era una persona perbene. Questi sono
elementi, valutazioni, giudizi del dottore Cassata che
ritroviamo nell’indagine Tsunami, e nella sentenza del
Procuratore Generale. Questo è il personaggio dottore
Cassata. E diciamo che pare, almeno così pare, che quando
in quel momento almeno agire nei confronti dell’amico
Pino, Polizia Giudiziaria, aveva tenuto comportamenti non
consoni e agire con i poteri dell’articolo 17 delle norme
di attuazione del Codice di Procedura Penale, non abbia
fatto nulla, perché, quando parte l’indagine Tsunami e la
Procuratore Generale della Repubblica di Barcellona nel
2008 chiede quali provvedimenti siano stati presi,
segnalazioni disciplinari a carico di Pino Santi, la
Procuratore Generale di Barcellona risponde: “Non
risultano presso questa Procuratore Generale segnalazioni
di tale natura, se non uno scambio di note tra il dottore
Sisci e il dottore Cassata, ma che neppure ne rinveniamo
alcuna copia”. Questi sono atti dell’indagine Tsunami
fatta nel 2008 dal dottore Perrone Capano, e questo ve lo
racconto per dirvi che il dottore Cassata continua,
interventore prima, interventore dopo, non esercita qua,
da quello che leggiamo, i suoi poteri, ex articolo 17, da

quello che ci dice la Procuratore Generale della
Repubblica di Barcellona. Nel 2007… sono atti di una
gravità notevole a mio avviso da cittadino e anche da
Avvocato, e se il dottore Cassata li ha potuti
commettere, e li ha commessi, se li ha fatti questi atti,
ma sono documentali, risultano, ripeto, dalla sentenza
del Procuratore Generale del Tribunale di Procuratore
Generale Calabria, volete che non commetta il reato per
cui oggi è imputato? Se mettessimo una scala di gravità
quelli sono anche più gravi. Nel 2007 la Procuratore
Generale di Barcellona ritrasmette a Procuratore Generale
Calabria l’indagine Tsunami, e poco dopo arriva a
Procuratore Generale Calabria il dottore Pignatone, e
poco dopo Adolfo Parmaliana mette il suo corpo sul banco
per far saltare il banco, come dice l’autore del libro e
come concorda il dottore Canali delle stesso professor
Parmaliana; quell’indagine, quei fatti che per un
qualsiasi cittadino sdono di gravità inaudita, dovevano
venir fuori, Adolfo Parmaliana sa che il solo mezzo è
mettere il suo corpo sul tavolo. Riparte l’indagine
Tsunami e viene rinviato a giudizio il dottore Sisci per
rivelazione di segreto d’ufficio, per aver rivelato al
dottore Cassata che vi era l’indagine Tsunami. Il
Procuratore Generale di Procuratore Generale Calabria
scrive settanta pagine di sentenza, ricostruisce
meticolosamente, in modo meticoloso e preciso tutto ciò

che avvenne in quella Procuratore Generale di Barcellona.
La sentenza è la numero 19 del 2011 che io ho depositato.
E dice: “Il dottore Cassata non poteva e non doveva
andarci, perché ci sono le circolari del Procuratore
Generale che dicono che il Procuratore Generale, tranne
il potere di avocazione, non può conoscere le indagini in
corso alla Procuratore Generale, non può conoscere il
contenuto delle indagini in corso alla Procuratore
Generale, può svolgere la sua sorveglianza limitatamente
a se lavori o non lavori, se c’è, non c’è, ma non può
conoscere il contenuto di un’indagine. Lo dice il
Procuratore Generale e lo riprende il Procuratore
Generale di Procuratore Generale Calabria nella persona
della dottoressa Silvana Grasso. Dice: Il dottor Cassata
quindi non doveva sapere, ma non poteva neppure sedersi a
quel tavolo, e ha commesso tutto quello che mi dice De
Feis, ha commesso… ha detto quelle cose, ha detto che
avrebbe provveduto lui a parlare per fermare
quell’indagine, per arrestare quell’indagine col
comandante dei Carabinieri di Messina. Vi era stato un
intervento a gamba tesa, un intervento da grande
interventore. Poi scrive settanta pagine e assolve per
mancanza di dolo il dottore Sisci, cioè il dottore Sisci
non doveva, il dottore Cassata non doveva; ma il dottore
Sisci, come ci dicono i suoi P.M., non era una persona
che col diritto aveva una grande confidenza, lo dice De

Feis, lo dice Canali, e quindi “verosimilmente si è
confuso”, usa questo termine; e dice meglio: “Quindi non
sapeva cosa fare”, e allora non aveva il dolo specifico
del reato. E dispone il non luogo a procedere. La
Procuratore Generale della Repubblica di Procuratore
Generale Calabria non ci sta, e fa ricorso in Procuratore
Generale. Ho depositato la sentenza di Procuratore
Generale, una sentenza che questa volta ancor di più
interessa il dottor Cassata. La Procuratore Generale dice
sostanzialmente, io gliela riporto per sommi capi: quel
Procuratore Generale ha motivato, e siccome dopo le
riforme Pecorella e così via, se c’è una congrua
motivazione, roba del genere, io non posso annullare il
non luogo a procedere, rigetto il ricorso del dottor
Pignatone, della Procuratore Generale del dottore
Pignatone, ma ritiene il Procuratore Generale, dice la
Sesta Sezione Penale, Di Virginio Presidente, Fidelbo
estensore, il Procuratore Generale ritiene di dover
trasmettere gli atti alla Procuratore Generale generale
in sede per quanto riguarda eventuali responsabilità di
tipo disciplinare a carico dei magistrati coinvolti nel
procedimento in oggetto. Non usa a carico del magistrato
dottore Sisci, che tra le altre cose a dicembre 2008,
furbescamente aveva intuito qual era l’aria che tirava
nel distretto di Procuratore Generale d’Appello di
Messina dopo la morte di Adolfo Parmaliana, che lo fece

per cambiare… oggi le posso dire che ha cambiato il
volto di quella Procuratore Generale, e dopo l’arrivo del
dottore De Procuratore Generale a Barcellona, il dottore
Lo Forte a Messina, l’aria era tutta diversa, il dottore
Pignatone, che, ex articolo 11, sarebbe stato competente
sulla Magistratura essinesi, il dottore Sisci va via. La
Procuratore Generale dice nei confronti dei magistrati
utilizzando il plurale. E se mi permettete in questa
storia abbiamo solo Sisci, Cassata. Non sappiamo qual è
l’esito di questa sentenza del 2011 e dell’eventuale
azione disciplinare avviata dalla Procuratore Generale
generale, comunque ancora non prescritta, quindi
possibilità ancora in istruttoria. Di questa seconda fase
dell’indagine anche la Procuratore Generale quindi non
può avallare simili comportamenti del nostro
interventore, anche la Procuratore Generale ritiene che i
comportamenti del dottore Cassata insieme agli altri
violano le regole. E se lo dice la Procuratore Generale
pensate voi che non possa commettere il reato per cui
oggi è imputato? Ma di questa indagine, per farle
conoscere ancor di più l’imputato, le voglio proprio
testualmente leggere quattro righe che dice il dottor De
Feis in sede di indagini preliminari, interrogato dal
dottor Perrone Capano e dal dottore Pignatone dice: “Io
sapevo perfettamente chi era –riferito al dottor Cassatalo
riconoscevo perché lo avevo visto in più di una

circostanza, ma il procuratore Cassata non si ricorda
assolutamente di me, nel senso che tutte le volte che lo
avevo visto magari nei corridoi del Tribunale –ripeto, il
Tribunale era distante rispetto alla Procuratore Generale
della Repubblica- lo incontravo magari mentre andavo in
udienza, e lui era nel corridoio del Tribunale; ricordo
con precisione che una volta l’ho salutato: buongiorno
procuratore, e lui mi rispose: buongiorno Avvocato,
quindi il procuratore Cassata non ricollegava il mio nome
alla mia persona, di questo ne sono certo; invece in
quell’occasione…” l’occasione è la famosa mattina del 5
maggio 2005 in cui vi fu quella famosa riunione nella
Procuratore Generale di Barcellona per bloccare
l’indagine Tsunami, con la partecipazione illegittima, e
io posso solo dire è legittima dal punto di vista
amministrativo, almeno per violazione delle regole del
Procuratore Generale, ma in violazione di regola. “In
quell’occasione inizia a farmi delle domande molto
personali, e quindi diciamo che era come se fosse la
prima volta che lui si riferiva a me e che aveva a che
fare con me, inizia a fare delle domande molto personali
facendo capire che lui sapeva le risposte, che è stata la
cosa che mi ha inquietato non poco”. Lo dice un sostituto
procuratore della Procuratore Generale di Barcellona.
“Nel senso che lui diceva: allora, ho sentito dire che
vuoi trasferirti. Dove te ne vuoi andare? E dico: ma ho

fatto domanda di trasferimento… Non mi ricordo se era
già il periodo che avevo fatto domanda di trasferimento
per rientrare nelle Marche oppure ne avevo pendente
un’altra, perché ricordo che una volta sono stato
chiamato per avere la possibilità di trasferirmi a
Procuratore Generale, non ricordo se era quello il
periodo, lo snodo, a giudicare dal fatto che eravamo nel
2005 doveva essere quella di Procuratore Generale; dico:
sì, ho fatto domanda di trasferimento. Ma dove te ne vuoi
andare, ma perché te ne vuoi andare? Qua in Sicilia si
sta tanto bene, mi dice il dottore Cassata. Poi so che tu
ti trovi bene qua, e sì, so che ti stai per sposare…”
gli dice il dottore Cassata. “Sì, procuratore, mi sto per
sposare. Ah, ho capito, è del nord oppure del sud?
Procuratore, non è del nord. Continuava a farmi delle
domande –dice De Feis al dottore Pignatone- a stringere
in cui sostanzialmente lui mi dava nettissimo la
sensazione di sapere perfettamente le risposte, al punto
che io iniziavo non dico a preoccuparmi, ma a non essere
tanto contento di questa conversazione, che era molto
diretta, in cui si dava per scontato quella che era la
conoscenza della mia vita privata. E quando dice: ah, ma
ti sposi con una ragazza, con una ragazza siciliana?”,
gli dice il dottore Cassata. “E chi è questa fortunata,
di Barcellona? Ah, no, mi hanno detto cose che è di Terme
Vigliatore”, gli dice il dottore Cassata. “A quel punto,

quando ho capito che mi faceva delle domande e invece mi
diceva: vedi che io so quello che ti riguarda, io ricordo
che con difficoltà ho interrotto la conversazione, cioè
ho proprio voluto fargli capire basta, non accetto più
domande”, è De Feis che parla col dottor Pignatone. “Non
mi fare più domande perchè io non ti rispondo e cambio
completamente discorso, e io ricordo che in quella
circostanza ero rimasto molto perplesso –dice il dottore
De Feis- cioè veramente tanto perplesso, veramente una
brutta sensazione –dice il dottore De Feis- perchè
comunque erano quattro anni che stavo in Sicilia e nei
quattro anni che sono stato in Sicilia ho capito che per
dire estorsione si dice che fiore mi dai, ho capito che
per fare una minaccia non si dice ti faccio questo, ma si
dice so tutto di te. Questo io l’ho intuito, poi magari è
stata un’impressione sbagliata”. E il dottore De Feis,
che racconta questo incontro, è il dottore De Feis che dà
le sue impressioni al dottore Pignatone, sono impressioni
non Procuratore Generale Parmaliana, non Procuratore
Generale Repici, o della Cicero, del professor
Parmaliana, di Beppe Lumia, di Procuratore Generale
Alfano, no, sono le impressioni, sono il racconto di un
sostituto procuratore della Repubblica riferito al
Procuratore Generale Cassata, con una similitudine alla
mafia, agli ambienti mafiosi. Il dottore Cassata quindi è
quel soggetto che ci racconta il dottore De Feis, non

inganniamoci dal suo ruolo, lui può commettere il reato
che gli è ascritto. Non possiamo dimenticare che il
dottore Cassata è a Barcellona per un periodo presidente
del circolo Corda Fratres, quel circolo Corda Fratres che
pare ai molti essere in copertura massonica; ma un
rilievo in questo senso ce lo dà anche il dottore canali
nel suo memoriale. E’ poi animatore culturale di un suo
museo intitolato al padre, quel museo di cui l’Avvocato
Calderone ci dice che non gli piace perché sono cose
vecchie. Nel 2008 non viene eletto all’unanimità
Procuratore Generale di Messina, attenzione, le voci
della Procuratore Generale, il giornale della Procuratore
Generale, anzi il giornale del dottor Cassata parla di
unanimità; no, fu eletto a maggioranza dal plenum del
Procuratore Generale; già il Procuratore Generale mostrò
dubbi, votarono contro i magistrati di Magistratura
Democratica, tranne la dottoressa Maccora, è pubblica la
nomina di un Procuratore Generale, quindi non dico nulla
di riservato o di particolare, bastava solo collegarsi al
dito il giorno dopo del mi pare 24 luglio e vi era la
possibilità dell’audizione proprio della seduta; votò
contro la dottoressa Maccora, un Giudice appartenente
alla corrente di magistratura Democratica di Bergamo, ma
figlia di un funzionario dell’Università di Messina,
laureata a Messina; votò… cioè si astenne la dottoressa
Maccora, mi scusi, e votò a favore della sua nomina,

ahimè, un tale Avvocato Tinelli di Procuratore Generale
Procuratore Generale, nominato ai tempi al Procuratore
Generale dal PD, poi coinvolto nella famosa P4, P5, roba
del genere, l’Avvocato Tinelli di Procuratore Generale
Procuratore Generale, luogo dove era procuratore della
Repubblica il dottore Materia.
AVV. GULLINO – (Inc. Fuori microfono).
AVV. PARMALIANA – Penso di sì, io non lo so.
AVV. GULLINO – (Inc. Fuori microfono).
AVV. PARMALIANA – Ah, DS, non lo so. Ma di certo io che sono
esponente del PD, protestai fortissimamente per il
comportamento Procuratore Generale Tinelli, del dottore
Materia mi hanno dato la notizia che è di Messina, io
pensavo che invece fosse un romano. Di Messina. Okay,
grazie Avvocato Gullino. Nel 2011 la Gazzetta del sud ci
dà notizie che a settembre 2011 vi è un’indagine con dei
sequestri, e non è la nostra indagine, alla Procuratore
Generale generale di Messina, alcuni blogger riprendono
la notizia che l’indagato per mafia sia proprio il
Procuratore Generale, ma riferisco ciò che la stampa ci
ha dato nel settembre 2011, di certo, al di là se lui è
indagato o meno, non è certo bello che nella stanza del
Procuratore Generale si esegua un sequestro della
Procuratore Generale di Procuratore Generale Calabria ex
articolo 111, collegato comunque a indagini di mafia, e
roba del genere, perché questo ce lo conferma la Gazzetta

del sud. Nel 2012, proprio perché lui è un interventore,
perchè lui può stare sopra qualche regola, il figlio, è
notizia giornalistica, certezza, è indagato per
associazione al fine di commettere truffe nel campo delle
assicurazioni. La notizia rimbalza sulla stampa, vi è una
richiesta di proroga di indagini, non abbiamo notizie
ulteriori, ma come la vedo io un Procuratore Generale
deve allontanarsi da Messina, doveva farlo
spontaneamente, ma invece resta, resiste. E allora, se un
Procuratore Generale non ha quella sensibilità, io penso
che possa commettere questo reato. E’ di pochi giorni fa
l’ulteriore notizia giornalistica non smentita, portata
sempre dal giornale del dottore Cassata, La Gazzetta del
Sud, che vi è un’ulteriore procedura di incompatibilità
ambientale aperta al Procuratore Generale alla prima
Sezione, proprio giorni fa, perchè il figlio pare che
eserciti anche nel settore penale, come Procuratore
Generale ben sa i magistrati devono dichiarare se hanno
incompatibilità in tal senso, il figlio, essendo lui un
Procuratore Generale, non può esercitare in settore
penale, e lo stesso procuratore, come ci riporta la
Gazzetta lo afferma, dice: ma erano pochi incarichi. Che
cos’era dire Procuratore Generale Calderone fai
spaventare la tua cliente? Dire al dottore Cappuccio:
dai, rinvia l’udienza? Sono poche cose!
Quell’atteggiamento di forza, di potere, che gli ha

permesso di compiere tutto quello che io oggi qui ho
rappresentato, gli permette di compiere anche il reato a
lui ascritto. Questo è il Procuratore Generale Franco
Procuratore Generale Cassata, questo è l’imputato, questo
è il soggetto che Procuratore Generale oggi deve
giudicare, signor Giudice, e le ho voluto tracciare
documentalmente la persona, la personalità, il modo di
essere, di fare, per fare emergere come egli, che abbia
commesso tutti questi fatti, perché questi fatti li ha
commessi, e nessuno lo ha mai smentito, possa non
commettere il reato. E non ci facciamo ingannare
assolutamente dalle sue funzioni, anzi l’esercizio del
potere di Procuratore Generale, anzi per le sue funzioni
ha violato, come è emerso, come documentalmente provato,
le regole. E adesso brevemente mi permetta, e mi permetto
di tratteggiare, dopo aver tratteggiato l’imputato,
qualche aspetto materiale, direbbero i penalisti, del
reato, il perchè lo abbia commesso. La Contessini esclude
che egli abbia redatto le buste e stop, e solo le buste,
io non credo, ma sul punto se quel saggio grafico, se
quella perizia ha valenza scientifica, saranno gli altri
difensori di Procuratore Generale a dire qualcosa in più.
I testi a difesa nulla dicono, nulla, nessuno può
escludere motivazioni, comportamenti che hanno portato il
dottore Cassata a commettere il reato; chiama a difesa i
due nemici storici e politici, chiama a testimonianza i

due nemici storici del professor Parmaliana, chiama a
testimonianza quel Calabrese, imputato e sotto processo a
Barcellona per diffamazione nei confronti del professor
Parmaliana, ho depositato i relativi atti,
l’attendibilità, ammesso che abbia potuto dire al dottore
Cassata non lo ha commesso, poteva solo dire l’ho
commesso io al limite, ma non dice neppure questo
chiaramente, e non lo può dire; non ha detto nulla che
interferisse su questo processo. Recupero… ricordiamo
tutti la testimonianza di Recupero. Nulla ci dicono gli
altri dipendenti della Procuratore Generale. Per
commettere un reato simile ci vuole un grande astio, ci
vogliono motivazioni, rancori nei confronti di un
soggetto, nel caso di specie il professore Parmaliana, e
la motivazioni di Cassata a commettere tale reato sono
tante. Analizzerò brevemente alcune di queste motivazioni
e alcuni comportamenti, poi gli altri difensori
completeranno la mia analisi. Le motivazioni: nel 2003, e
Procuratore Generale addirittura può sentire la voce del
professore Parmaliana, ma è documentale proprio, quando
il professore Parmaliana doveva andare a testimoniare nel
procedimento Procuratore Generale, le invia a casa un
soggetto per dissuaderlo, ma il professore Parmaliana…
era un soggetto del suo stesso partito, un tale Siracusa,
sceglie di andare ed è un fatto che per un potente non è
accettabile. Dal 2001 al 2008 Parmaliana fa tutta una

serie di esposti. Le voglio ricordare che il motivo di
quel viaggio a Procuratore Generale del professore
Parmaliana è un esposto molto personale nei confronti del
dottore Cassata, e non poteva il dottore Cassata non
ricordarselo, gli aveva toccato il figlio, gli aveva
detto io denuncio Terme Vigliatore, Terme Vigliatore dà
incarichi al figlio. Oggi il professore Parmaliana
avrebbe anche denunciato che il figlio del Procuratore
Generale è il fiduciario dell’Avvocatura dello Stato sul
Tribunale di Barcellona ad esempio, avrebbe fatto anche
questo, perché se uno è figlio del Procuratore Generale
lui lo avrebbe denunciato. Fra il 2001 e il 2008
Parmaliana denuncia Terme Vigliatore, denuncia le
problematiche di Terme Vigliatore, denuncia quella
Procuratore Generale che è considerata da Cassata come
qualcosa di personale, denuncia Sisci e Canali, i cui
rapporti strettissimi ce li ha messi in evidenza
l’inchiesta Tsunami, la sentenza del Procuratore Generale
di Procuratore Generale Calabria. E voi pensate che il
dottore Cassata poteva non ricordare cosa aveva fatto
Parmaliana? Nel 2008, prima della sua nomina, ne ha
parlato il senatore Lumia, il senatore Lumia fa
un’interrogazione, dicendo insieme… un’altra
interrogazione la fa l’onorevole Di Procuratore Generale:
non può il dottore Cassata fare il Procuratore Generale.
Ma nel territorio essinesi dire Lumia, e ce lo ha detto

lui, è dire Parmaliana. Nel 2008 il professore Parmaliana
ne combina una delle sue, si suicida per far saltare
fuori quel marciume che ruota attorno alla Procuratore
Generale della Repubblica di Barcellona, e quindi il
dottore Cassata. Lascia quella lettera, e come dice lo
stesso dottore Cassata, a quel punto è la mia fine, tutti
dicono che quei magistrati cui faceva riferimento il
professore Parmaliana eravamo io e il dottore Canali. Lo
riporta la stampa, e il dottore Cassata si lamenta
proprio di questo nel primo interrogatorio del dottore
Pignatone. Motivazioni tante, motivazioni confermate.
Poco fa… anch’io voglio ricordare le mail del figlio, a
me personalmente, in prossimità di una manifestazione di
ricordo della morte del professore Parmaliana i primi di
novembre 2008. Perchè tanto attivismo del figlio? Fra
l’altro in un periodo ancora in cui la notizia
giornalistica del collegamento Parmaliana-Canali-Cassata
non era nota, questa mail del figlio risale ai primi di
novembre, se ricordo bene il 12, 13 novembre, lo stesso
dottore Cassata ci dice la notizia giornalistica arriva
da lì a poco tempo. Perché tanto attivismo preventivo del
figlio? La conferma delle motivazioni, l’amico di
famiglia, quello che lui riceve nel suo ufficio di Corda
Fratres, quello che io ho chiamato il suo ufficio, il
teste Salvatore Caruso, imbarazzato, e mi immagino,
preoccupato, e mi immagino, ma ci racconta, e io oggi,

anche per brevità di tempo e perchè poi si soffermeranno
gli altri colleghi, non le sto a ricordare le frasi: “mi
disse che stava male, mi disse che prendeva medicine, mi
disse che soffriva per questa vicenda, non doveva
pubblicarsi questo libro”. Il teste Caruso è la
confessione del dottore Cassata! Il teste Caruso ci dice
chiaramente, l’amico di famiglia del dottore Cassata ci
dice chiaramente Cassata lo ha commesso. Gli altri
tentativi di non fare uscire il libro, ricordati anche
dal P.M., Collura, Freni e così via. Se queste sono le
motivazioni e la conferma delle motivazioni vi sono anche
i comportamenti materiali della commissione del reato. Il
fax allegato all’esposto, su questo credo che non vi sia
contestazione alcuna, della famosa sentenza in
Procuratore Generale, proviene dalla Procuratore Generale
generale, dalla segreteria della Procuratore Generale
generale, e nessun dipendente della Procuratore Generale
generale può dire che quell’atto rientra in atti di
routine, può dire che quell’atto non sia stato mai dato,
anzi incidentalmente, l’inverso, quell’atto era solo
nella disponibilità del Procuratore Generale. Le carpette
sequestrate con le copie del… fra l’altro non solo
dell’anonimo, e su cui precisamente ha parlato il
Pubblico Procuratore Generale, ma quell’ordinanza che
mandò in tilt il dottore Cassata, lo posso anche dire,
quell’ordinanza che atteneva al Calabrese, il suo

testimone, che non poteva mai essere nella sua vetrina,
che non poteva mai essere nel suo ufficio, perché non
era, come lui disse subito, una di quelle ordinanze, la
circolare Flick e roba del genere, per poi correggersi:
no, ce l’avevo lì perchè me l’aveva dato mio figlio per
fare una lettura piacevole. Quell’ordinanza lì era lì per
trarre gli argomenti da mettere dentro l’anonimo, perché
argomenti di quell’anonimo vi sono in quell’ordinanza,
quell’ordinanza non doveva mai starci, quale figlio…
come è possibile credere che… tra le altre cose anche
questo sarebbe di una gravità notevole, il Procuratore
Generale si interessa all’amico del figlio, vuole leggere
questa ordinanza che riguarda un amico, un conoscente del
figlio. Ma non è credibile, né la prima… ecco, un
procuratore della Repubblica è andato in tilt, sbaglia e
dice: è un atto della circolare Flick, restituirmela, poi
si rende conto di aver commesso un grande errore e si
inventa il fatto del figlio. Quell’ordinanza, Procuratore
Generale la leggerà, ci sono fatti che sono nell’anonimo.
Daniela… la giornalista Modica, un’altra motivazione
confessata, perché non prendiamo le testimonianze per ciò
che loro dicono, ma per ciò che loro ci riferiscono del
dottore Cassata, e quindi delle confessioni del dottore
Cassata sulla commissione del reato. Poi lo dice poco fa
il P.M., ma lo voglio ripetere: l’amica dottoressa
Ruello, moglie del dottore Canali, segretaria di assoluta

fiducia, lo condanna, lo manda alla condanna quando
dice… interrogata la seconda volta in sede s.i.t.:
quando vi è un anonimo… va agli atti, perchè non ha
alcuna importanza, perché sull’anonimo che il Procuratore
Generale ritiene, afferma di aver ricevuto, quello
protocollato, vi è scritto agli atti. Ora, tutti noi
viviamo nelle aule dei Tribunali, tutti noi siamo ogni
giorno a contatto con le inefficienze non a noi dovute,
ma al sistema giustizia, tutti noi sappiamo che quando si
dice agli atti si archivia, si toglie dal tavolo dieci
giorni, quindici giorni, in una normale cancelleria un
mese, ma in una segreteria, in una cancelleria del
Procuratore Generale, che non ha fascicoli, non ha
scartoffie voluminose, non ha indagini da seguire, la
segreteria, composta da cinque, sei persone, vuole
Procuratore Generale, signor Giudice, che non passi a far
pulizia, che non passi a prendere tutto ciò che deve
andare agli atti? E che ci fa dopo un anno ancora là? E’
la Ruello a condannare il dottore Cassata, col suo
tentativo di essere essinesi, a dirci che quell’atto non
poteva stare là, se non che era un atto del dottore
Cassata, era un atto di un interesse particolare, era un
atto fatto, creato per commettere il reato, era l’atto,
la conferma dell’aver commesso il reato. E così sono
l’ulteriore conferma della commissione del reato anche le
sue giustificazioni sulle tre, quattro copie, che poi non

spedisce, quando il dottore Pignatone gli dice: ma perché
non l’ha spedito? Mah, pensavo, è ormai è morto il
poveretto, come a salvaguardia del professore Parmaliana.
Che è credibile? Lui che col professore Parmaliana ha un
vecchio astio, non l’avrebbe resa nota… quegli atti non
li avrebbe un anno prima spediti prontamente per
sbugiardare, ove fosse possibile, il professore
Parmaliana? Ma vi ricordo Caruso, il teste Caruso che ci
dice: ti voglio dare documenti, atti da dare ad
Procuratore Generale Caruso. Io ho documenti che se li do
ad Procuratore Generale Caruso il libro non esce. Ma più
confessione di questa cosa cerchiamo? Questa è la frase
clou di questo processo! Mi sembrano quelle
giustificazioni sulla carpette come quelle di uno
spacciatore che, trovato con una piantina in terrazza,
dice: no, ce l’ho qui per non fargliela prendere ai
vicini, la tengo io buona qua perchè sennò i vicini la
usano. Signor Giudice, l’imputato ha certamente commesso
il reato, ha motivazioni, ha comportamenti materiali
confermati dai testi, confermati dall’evidenza dei fatti
per commettere il reato. Infine mi si permetta solo due
battute sul professore Parmaliana. E per un mio dovere
morale, se la Difesa non ha nulla in contrario, abbiamo
dimenticato di produrre il suo curriculum scientifico, se
posso produrlo, lasciarlo agli atti di questo processo,

non per altro, la statura scientifica, se non ci sono
opposizioni…
PRESIDENTE – Non ci sono opposizioni.
AVV. PARMALIANA – E’ semplicemente il curriculum scientifico
che potrete trovare sul sito Il Lume, quindi… ecco, per
un mio omaggio morale, non per altro. La statura
scientifica del professor Parmaliana, e devo dare atto,
la stessa Difesa dell’imputato non la mette in dubbio, la
statura civica del professor Parmaliana non si può
mettere in dubbio, al di là della sentenza scritta in un
certo modo, al di là della sentenza Isgrò e del teste
Calabrese. Lui credeva fermamente nello Stato, e per lui
lo Stato era la Magistratura, era un fanatico idealista
della giustizia, un fanatico idealista dello Stato. Le
racconto un aneddoto: quando Berlusconi arrivò al potere
scrisse a Pertini: sono preoccupato per il mio paese,
Presidente, intervieni tu. Era così fatto, credeva
nell’assoluta supremazia dello Stato e della giustizia. E
che alla fine non molla, perchè il suo atto è un atto
scientifico, quella scienza in cui lui credeva, è un atto
stoico, è un atto fatto per far saltare il banco, per far
uscire fuori una certa magistratura, una certa politica,
un certo modo di essere la Procuratore Generale di
Messina, e oggi le posso che quel fatto ha cambiato
l’opinione pubblica in Procuratore Generale di Messina,
che unitamente a quei fatti che le dicevo prima, la

nomina del dottore Lo Forte, De Procuratore Generale,
Pignatone, ha cambiato la Procuratore Generale di
Messina, e lui ne è un artefice, oggi lo posso dire. Fa
saltare il banco, dice mio padre… lo riporta il libro
di Procuratore Generale Caruso: lui capì, e detto da un
genitore è forte: lui capì che ci voleva il morto, solo
un morto avrebbe detto stop a quella serie di connivenze,
a quella serie di coperture, a quegli interventi, o
meglio a quelle azioni dell’interventore, così come
gergalmente chi conosce la vicenda del Procuratore
Generale, chiama in Procuratore Generale di Messina il
dottore Cassata. E vorrei dire una cosa: sia
l’interrogatorio del dottore Cassata del dicembre 2010 mi
pare, se ricordo bene, e sia la Difesa, insistono su una
linea difensiva in cui dice: Parmaliana è morto il 2
ottobre, si è suicidato il 2 ottobre non per colpa di
Canali, non per questo sistema, ma perché vi era la
sentenza Isgrò che in Procuratore Generale aveva
rigettato un ricorso. Le spiego in due minuti la vicenda.
Tale Isgrò, ex componente dello stesso partito di
Parmaliana, per una bega di partito, perché soggetto che
ubbidiva a una corrente a cui capo vi era il Giunta, il
nemico politico all’intero del partito di Parmaliana,
scrive un articolo su un giornalino locale, Parmaliana ne
fa querela e viene fuori una sentenza formalmente di
condanna di Isgrò, ma di fatto è una condanna morale del

Parmaliana, con fatti che poi non sono veri, ma
Parmaliana scelse in quel processo di non difendersi, lui
aveva un’idea che il diritto avrebbe fatto la strada da
solo, io che non svolgevo attività nel penale, ahimè, il
mio grande errore, lo affidai a colleghi, non l’Avvocato
Cicero e Repici, gli consigliai un collega che forse non
entrò nel meccanismo di quel processo, venne fuori una
bruttissima sentenza. Per inciso quella sentenza comunque
era errata sulla base di alcuni documenti, scritta da uno
dei migliori magistrati del distretto di Procuratore
Generale d’Appello di Messina, ma comunque errata, tant’è
che ho fatto azione di responsabilità civile e
l’Avvocatura dello Stato mi stupisce, l’Avvocato
Procuratore Generale, un essinesi, non vi abbia dato,
insieme all’atto mio ci citazione per responsabilità
civile, l’ordinanza del Tribunale civile di Procuratore
Generale Calabria che dichiara ammissibile la mia azione
di responsabilità civile, e la dichiara ammissibile sulla
base di un’esposizione che io faccio in citazione, questo
fatto è sbagliato, questo fatto è sbagliato, questo fatto
è sbagliato, è ancora pendente il ricorso, il giudizio.
Nessuna richiesta, è un’azione che serve proprio a
demolire quella sentenza e l’uso che se ne fa di quella
sentenza, nessun astio nei confronti di chi scrisse
quella sentenza. Poi in Procuratore Generale d’Appello,
con una motivazione opinabile, ma collegata alla sentenza

di primo grado, fu addirittura assolto l’imputato che era
stato condannato in primo grado, e la Procuratore
Generale… ma il ricorso in Procuratore Generale, mi
spiegano meglio i penalisti, ha una sua logica, ha un suo
modo di funzionare, per cui poi fu rigettata. Ma a
Parmaliana non gliene fregava niente della sentenza Isgrò
in questa vicenda, perché, come le ripeto, i fatti non
erano veri documentalmente, tant’è che quando li
documento adesso al Tribunale civile di Procuratore
Generale Calabria mi dichiarano ammissibile l’azione di
responsabilità civile. Parmaliana a un certo punto si
rende conto, pochi giorni prima riceve un’imputazione,
riceve un rinvio a giudizio, si rende conto che era sotto
tiro, che la Procuratore Generale della Repubblica di
Barcellona, che quell’operazione Tsunami che lui aveva
fatto scoperchiare, che lui aveva scritto su quella… e
sul punto tornerà sicuramente l’Avvocato Repici,
Parmaliana aveva dato fastidio alla Procuratore Generale
generale e alla Procuratore Generale della Repubblica,
era sotto scopa, Parmaliana intuisce questo.
L’imputazione che riceve Parmaliana è inverosimile, viene
sciolto il consiglio comunale di Terme Vigliatore,
vengono pubblicati due volantini col simbolo dei DS, del
partito, si dice “non siete atti a governare,
dimettetevi”, in un altro si riprendono le parole del
Presidente della Repubblica che aveva sciolto il

consiglio comunale, dicendo “siete stati sciolti”. Per
questi due volantini insieme a un articolo in cui
Parmaliana denuncia un’ipotesi di lottizzazione abusiva,
che poi così risultò in un processo penale, come ci dice
il teste Recupero, e non le dico anche che su quel fatto
della lottizzazione abusiva quando Parmaliana scrive
l’articolo nell’agosto 2006, vi era pendente il
procedimento i Procuratore Generale, quindi una
Procuratore Generale più attenta, ma il dottore Sisci non
poteva essere attento; il dottore Musto, in quel caso
sostituto procuratore, lo rinvia a giudizio, ma lo rinvia
a giudizio in modo così frettoloso che addirittura prima
gli fa un rinvio a giudizio sbagliandolo e imputandolo di
un abuso edilizio commesso a Lipari, che non c’entrava
niente, avevano necessità di chiudere su Parmaliana,
avevano necessità di mettere sotto tiro il Parmaliana, e
gli fanno un rinvio a giudizio, ed era quello sbagliato,
dopodiché gli fanno questo rinvio a giudizio pochi giorni
prima in cui lui decide: e adesso vi faccio vedere io. E
la conferma che a Parmaliana non interessa nulla di…
voglio dire anche in questo caso ho fatto azione di
responsabilità civile nei confronti del dottore Musto, ve
la poteva dare l’Avvocato Procuratore Generale, ed è
stata dichiarata ammissibile del Tribunale civile di
Procuratore Generale Calabria. Non perché devo inseguire
il dottore Musto, ma perché la verità sulla vicenda è

importante per noi familiari. Quindi Parmaliana non si
suicida, come dice il dottore Cassata, per Isgrò,
assolutamente. Peraltro voglio dirvi una cosa: è agli
atti il sequestro dei documenti trovati il giorno della
morte sulla scrivania del professore Parmaliana, non
attengono al processo, ma attengono a quello che lui
considerava… e glielo dice uno che due-tre giorni prima
ci ha parlato, certo non pensavo mai quello che avrebbe
fatto, si immagini Procuratore Generale, ma che sapeva
che era addolorato per quel rinvio a giudizio. Gli atti
che lui ci fa trovare su quel tavolo sono gli atti
connessi a quel suo rinvio a giudizio, non gliene frega
niente della sentenza Isgrò, perché era il segno che lo
dovevano colpire, che la Procuratore Generale della
Repubblica, la Procuratore Generale generale, la
Procuratore Generale della Repubblica, Sisci, canali,
l’organizzazione di potere, ce, come le dicevo prima,
gliel’ho raccontata con le parole del procuratore capo Lo
Forte, Parmaliana non doveva andare avanti, e lui lascia
quei documenti ed un biglietto, un biglietto che non
sequestrarono i Carabinieri, non si resero conto che con
quel pacco di carta restò lì, con una frase di Don Zeno:
gli utopisti perdono sempre. Nella sua ultima lettera,
lui, che era un grande idealista, scrive al figlio: stai
attento, non essere come sono io, non sempre le idealità
hanno un senso. Eppure le posso dire che in tanti anni

gli ho detto lascia stare, la Procuratore Generale della
Repubblica di Barcellona… ipo non facevo penale, ma
giravo nel Tribunale civile, sapevo cos’era la
Procuratore Generale della Repubblica di Barcellona: non
credere in questo Stato. Ma lui continuava a credere,
alla fine la sera dell’1 ottobre scrive: gli utopisti
perdono sempre. Bene signor Giudice, oggi il professor
Parmaliana può avere solo una grande vittoria, una grande
soddisfazione, ma più che lui lo Stato può avere la
grande soddisfazione che azioni da interventista non sono
più ammessi, che simili comportamenti del reato per cui
oggi è processo non sono ammessi da chiunque li commetta;
che un suo figlio, che credeva in quello Stato, non è
morto invano; che quella frase di Don Zeno che lui ci
lascia, può essere cancellata, e se tornasse potrebbe
scrivere tutt’altro, potrebbe ancora inneggiare allo
Stato e alla giustizia. Noi non dobbiamo farci
impressionare che Franco Procuratore Generale Cassata è
un Procuratore Generale, la sua vita, le sue vicende ci
dicono che è un soggetto che può commettere quel reato, i
fatti materiali di questo processo dicono tutti che ha
commesso quel reato; i testimoni hanno confessato per lui
che ha commesso il reato, Salvatore Caruso, l’amico, la
Modica. E io qui vi chiedo la condanna dell’imputato, e
chiedo un risarcimento per i genitori, un risarcimento
che non gli restituirà mai il figlio, ma che potrà solo

dare il senso dell’esistenza di quello Stato che il
figlio per tanto tempo ha cercato, lo scrisse anche in
uno dei suoi volantini che abbiamo dimenticato di
produrre, e che purtroppo lo Stato non ha saputo
proteggere, direi così, ma che oggi lo Stato può
riconoscere come vittima di un reato che mai pensassimo
possa essere stato commesso e invece è stato commesso, un
reato che ha quelle aggravanti di cui al capo di
imputazione, Parmaliana è stato vittima di questo reato,
e Franco Procuratore Generale Cassata, il dottore Franco
Procuratore Generale Cassata, l’interventore, come lo
chiama il Procuratore Generale, il potente Procuratore
Generale della Repubblica di Messina lo ha commesso.
Concludo chiedendo quindi che venga dichiarata la
responsabilità dell’imputato per il reato ascritto e
venga condannato alle pene di legge.