ASSENTEISMO, LE NOSTRE FOTO E IL VIDEO DELLA TRUFFA. ECCO TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI: BLITZ ALL'IACP DI MESSINA, 4 ARRESTI E 76 INDAGATI (54 CON L'OBBLIGO DI FIRMA)

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IL BLITZ  DELLA GUARDIA DI FINANZA ALL’ISTITUTO CASE POPOLARI – FOTO ENRICO DI GIACOMO

Quattro dipendenti dell’Istituto autonomo case popolari di Messina (Salvatore Cicero, Eugenio La Bella, Gaetano Sidoti, Antonino Novak) sono stati arrestati dalla guardia di finanza nell’ambito di un’inchiesta contro l’ assenteismo coordinata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Antonio Carchietti. Per loro il Gip ha disposto i ‘domiciliari’ per oltre 50 ore di assenze ingiustificate in un mese. Per altri 54 loro colleghi è stato emesso un provvedimento di obbliga di firma: dovranno presentarsi in caserma prima di andare al lavoro e all’uscita (va distinta però la posizione tra chi ha come misura coercitiva l’ obbligo di firma 2 volte al giorno, e chi ha obbligo di firma 3 volte alla settimana). Per gli altri solo avviso (22). Complessivamente nell’operazione ‘badge sicuro’ sono indagati 81 dei 96 dipendenti dell’Iacp di Messina. ECCO I LORO NOMI: Antonino Salvatore Aliberto, Maria Bignoli, Sebastiano Pino, Maria Grazia Arena, Giuseppa Testagrossa, Salvatore Barbaro, Ninfa Oliva, Giuseppa Galeano, Maria Mollura, Giovanni Luigi Santoro, Maria Della Neve Barbera, Francesco Ragno, Concettina Tommasini, Giuseppe Vento, Giuseppa Rosalba Billè, Giuseppe Ioffrida, Alfonsina Raffone, Paolo Bombaci, Antonio Danzè, Antonino Bonanno, Liliana Buffo, Santi Panarello, Carmelo Mario Cacciola, Patrizia Emanuele, Antonino Cardile, Pietro Visalli, Pietro Certo, Salvatore Cicero, Vincenzo Musicò, Antonino Puglisi, Loredana Cipitì, Valentina Denaro, Maria Gaudio, Rosa Orioles, Tommasa Grasso, Eugenio La Bella, Elio Sidoti, Gaetano Sidoti, Vincenza Matrascia, Marianna Ricci, Maria Grazia Micalizzi, Giuseppe Previti, Antonino Novak, Domenico Oliva, Angela Mazzone, Giovanni Rinaldo, Gabriele Scolaro, Antonio Zanghì, Gaspare Accordo, Ilenia Algisi, Giuseppina Cacciola, Ulisse Cambria, Valerio Antonio Colicchia, Filippo Di Stefano, Daniele Gemelli, Carmelo Gibilisco, Maurizio Giliberto, Donata Latteri, Antonio Giuseppe Mancuso, Paolo Milone, Antonino Sergio Piana, Ernesto Scorza, Alessandro Sisci, Carmela Tringali, Tiziana Versaci, Francesco Anastasi, Giovanni Bombaci, Silvio Costanzo, Gaetano De Salvo, Santi Grillo, Rocco Micale, Salvatore Pietrafitta, Salvatore Scarcella, Giuseppe Crisafulli, Pasquale Mazzeo, Giovanni Micali, Anna Morabito, Giovanni Munafò, Salvatore Pizzi, Renato Villari, Maria Zona. Le indagini sono state effettuate per un mese dalla guardia di finanza che si è servita anche di telecamere nascoste agli ingressi dell’istituto. I particolari sull’operazione sono stati resi noti durante una conferenza stampa che si è tenuta nella sede del comando provinciale della guardia di finanza con il procuratore aggiunto di Messina, Sebastiano Ardita, e il sostituto Antonio Carchietti. Tutti gli indagati sono accusati di truffa ai danni dello Stato. Sarebbero circa 1.500 le ore di assenze ingiustificate, in un mese, contestate agli indagati. Grazie alle telecamere nascoste agli ingressi dell’Iacp è stato possibile rilevare, sostiene la Procura di Messina, come gran parte del personale era solito assentarsi arbitrariamente dal posto di lavoro. Le indagini delle Fiamme Gialle hanno consentito di accertare che i dipendenti, a piccoli gruppi, si mettevano d’accordo tra loro affinché uno timbrasse i badge degli altri. Alcuni trascorrevano gran parte del tempo al bar, altri passeggiavano per le vie dello shopping insieme ai colleghi. In altre occasioni la pausa per il pranzo, fissata in 30 minuti, durava oltre due ore e qualcuno, dopo il pranzo, sceglieva di non tornare dietro la scrivania. Gli indagati, spiega la guardia di finanza di Messina, rischiano, “oltre al licenziamento, una condanna da uno a cinque anni di reclusione e una multa da 400 a 1.600 euro prevista per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato” e, se riconosciuti colpevoli, “saranno chiamati a risarcire il danno patrimoniale, pari agli stipendi dei periodi di mancata prestazione lavorativa e al danno all’immagine subita dall’amministrazione pubblica”. da GDS

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IL BLITZ DI QUESTA MATTINA DELLA GUARDIA DI FINANZA ALL’ISTITUTO CASE POPOLARI – FOTO ENRICO DI GIACOMO

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LA CONFERENZA STAMPA DI QUESTA MATTINA – FOTO DI ENRICO DI GIACOMO

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