L'interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro Profumo a proposito dell situazione dell'Ateneo messinese da parte dei Senatori PARDI, BELISARIO, GIAMBRONE

PARDI, BELISARIO, GIAMBRONE – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca –
Premesso che a quanto risulta agli interroganti: gli organi di governo dell’Università di Messina sono presieduti da un Rettore che ha già espletato due mandati, l’ultimo dei quali è scaduto a fine ottobre 2011. Il Rettore ha usufruito di ben due proroghe: una per l’anno accademico 2011/2012 sulla base della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e una per l’anno accademico 2012/2013 grazie all’art. 7, comma 42-ter, del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012. Negli organi accademici dell’Ateneo messinese continuano a sedere Presidi il cui mandato, mai prorogato, è scaduto il 31 ottobre 2011, e allo stesso modo i consiglieri d’amministrazione, il cui mandato è scaduto nel 2010, pur in assenza di proroghe, continuano a ricoprire detto incarico; numerosi risultano essere gli atti di sindacato ispettivo già presentati ed ancora inevasi sulla questione della legittimità delle proroghe delle cariche accademiche nell’Ateneo messinese (4-16740, 4-07852, 5-03167, presentate alla Camera, 4-03581, presentata al Senato); nell’adunanza del 20 ottobre 2012 il Senato accademico dell’Ateneo ha deliberato sul punto all’ordine del giorno, “Comunicazione MIUR – Deliberazione Statuto ed atto costitutivo della Fondazione Università”, istituendo una Fondazione avente come unico fondatore l’Università, e nella seduta del 23 ottobre 2012 il Consiglio di amministrazione ha deliberato sul punto all’ordine del giorno “Trasferimento risorse costituenda Fondazione Università”; lo statuto della Fondazione Università è stato autorizzato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca dopo un controllo di legittimità e di merito. Questo, a parere degli interroganti, risulta però incongruente rispetto allo spirito del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 2001, n. 254, in molte sue parti. In particolare l’art. 2 dello statuto affida alla Fondazione la realizzazione di attività non solo strumentali e di supporto, ma anche di ricerca. Secondo quanto sancito dall’art. 59 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, le fondazioni devono agire nell’osservanza del criterio della strumentalità rispetto alle funzioni istituzionali, che rimangono comunque riservate all’Università. Lo stesso art. 2 dello statuto attribuisce al Consiglio di amministrazione della Fondazione il compito di individuare settori di ricerca e progetti strategici da assegnare alla Fondazione; è parere degli interroganti che questo tipo di competenze possa configurare da parte della Fondazione attività sostitutive rispetto a quelle svolte dall’Università e dai suoi Dipartimenti; secondo quanto previsto dall’art. 3 dello statuto la Fondazione si propone di promuovere, organizzare e gestire strutture, progetti, eventi e ricerche anche interdisciplinari, attività formative comprese, istituire premi e borse di studio, svolgere attività di consulenza e formazione a favore di enti pubblici e privati. A giudizio degli interroganti l’organizzazione e la gestione di strutture rappresentano attività non meramente strumentali, quanto piuttosto sostitutive, mentre la ricerca, la consulenza e la formazione a favore di enti pubblici e privati sono indiscutibilmente riconducibili alla categoria di attività istituzionali proprie dei Dipartimenti; sempre all’art. 3 dello statuto è possibile individuare quali attività accessorie della Fondazione qualsiasi operazione, mobiliare, immobiliare, nonché l’acquisto o la vendita in qualsiasi forma di brevetti, licenze e procedimenti di fabbricazione, operazioni di amministrazione di beni volte alla migliore gestione ed amministrazione del patrimonio. È inoltre previsto che la Fondazione possa assumere, sia direttamente che indirettamente, interessenze e partecipazioni in altre fondazioni, società o imprese italiane ed estere aventi oggetto analogo, affine o connesso al proprio; come fondatore unico della Fondazione comparirebbe infine la sola Università di Messina. È dunque lecito chiedersi con quali risorse, se non quelle dell’Università stessa, possa essere costituito il patrimonio della Fondazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno rivedere il parere favorevole formulato nei confronti della Fondazione. (4-08850)