MESSINA, INCHIESTA GIUDIZIARIA: L'arresto dell’ex commissario capo della Polizia Municipale, Aldo Bruzzano. Si allarga l'inchiesta. Nove indagati, tra cui tre vigili urbani

18 dicembre 2012 Cronaca di Messina

bruzzano

MESSINA- Sale a nove, tra cui tre vigili urbani, il numero degli indagati nell’inchiesta che ha avuto molto clamore in città: quella che ha visto, indagato eccellente, l’ex responsabile della sezione ambientale dei Vigili Urbani, Aldo Bruzzano, sottoposto agli arresti domiciliari perché accusato per ricettazione in concorso, peculato, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.Tra le accuse l’utilizzo per fini personali dell’auto di servizio.

A chiusura indagini, i sostituti procuratori Adriana Sciglio e Diego Capece Minutolo hanno disposto la notifica di avviso di garanzia anche agli amministratori della Carpe Diem, società di Compro Oro, Giuseppe Bruzzano, figlio dell’ex Commissario Capo, e Rosa Forte. E ancora gli avvisi hanno raggiunto Daniela Irrera, dipendente della stessa società; i vigili urbani Sebastiana Reina, Rosalba Ragazzi e Giacomo Visalli, agenti in servizio alla sezione Tutela del territorio; il proprietario di un appartamento, Vito Cavallo e la stessa società “Carpe Diem srl”. Accusati, a vario titolo, di ricettazione, peculato, falso, omessa denuncia del pubblico ufficiale, abuso d’ufficio, soppressione o occultamento di atti, rifiuto di atti d’ufficio.

Le indagini, che la procura aveva affidato ai carabinieri, avrebbero accertato che Bruzzano avrebbe effettuati parecchi spostamenti con un veicolo sul quale, per regolamento, doveva viaggiare solo nell’esercizio delle sue funzioni.

Inoltre, secondo gli investigatori, avrebbe “chiuso un occhio” su qualche abuso edilizio. In particolare,in una relazione di servizio, relativa ad un sopralluogo effettuato, Bruzzano- sostiene l’accusa – avrebbe attestato l’avvenuta sanatoria ed omesso di segnalare le successive modifiche apportate all’immobile. Aldo Bruzzano è accusato anche di ricettazione poiché – secondo indagini- nella qualità di socio ed amministratore occulto della Carpe Diem, e con lui il figlio Giuseppe, Rosa Forte e Daniela Irrera, avrebbe acquistato oggetti preziosi, probabilmente provento di furti e rapine. Pare che a dare il via all’inchiesta siano state alcune segnalazioni pervenute in Procura. Ai tre vigili della sezione Tutela del territorio viene contestato il reato di peculato, mentre per Vito Cavallo, proprietario di un appartamento in via Consolare Valeria, l’accusa è concorso in falso. Il concorso è con Aldo Bruzzano, accusato anche di omessa denuncia del pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e soppressione, distruzione o occultamento di atti.