IL SINDACO: "SERVE SEGNALE FORTE DELLO STATO": Capodanno di sangue a Barcellona. Vertice in Procura a Messina

3 gennaio 2013 Cronaca di Messina

E’ stato ucciso con due colpi di fucile caricato a pallettoni Giovanni Perdichizzi, freddato ieri sera a Barcellona Pozzo di Gotto mentre si trovava in un bar del rione Sant’Antonino. Un’esecuzione in stile mafioso per il quarantunenne, ritenuto dagli investigatori esponente emergente della violenta mafia barcellonese e del racket delle estorsioni. Il killer gli ha sparato alle spalle colpendo alla nuca e alla schiena, mentre un complice lo attendeva fuori.

Perdichizzi, dunque, non si sarebbe accorto di niente: era girato di spalle e stava consumando una bevanda. Le indagini condotte da polizia e carabinieri sono serrate. Senza sosta gli interrogatori e le perquisizioni.

Alla base dell’esecuzione ci potrebbe essere un regolamento di conti in ambito mafioso e nella gestione degli affari legati alle estorsioni. Forse Perdichizzi, considerato appartenente alle nuove leve della mafia locale, aveva pestato i piedi a qualcuno all’interno della cosca, rompendo equilibri consolidati. Già ieri sera, ma anche stamattina sono stati eseguiti diversi controlli, perquisizioni ed esami stub. Sono state interrogate le poche persone che si trovavano nel bar, ma nessuno avrebbe visto niente. Intanto, è stata disposta l’autopsia: il sostituto della Dda di Messina Giuseppe Verzera ha conferito l’incarico al medico legale Claudio Crinò. Nella tarda mattinata un vertice operativo in procura per fare un primo punto sulle indagini.

Un mese fa, l’1 dicembre, sempre a Barcellona, Giovanni Isgrò, 23 anni, incensurato, è stato freddato mentre si trovava dal barbiere, in pieno centro. I sicari hanno esplo contro di lui 5 colpi di pistola.

Il sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, Maria Teresa Collica, in un comunicato stampa parla del rischio di “una nuova escalation di omicidi”. Secondo il primo cittadino “la circostanza che la mafia sia disposta a portare a segno delitti plateali, in pieno giorno, contravvenendo alle regole opportunisticamente scelte della invisibilità e della sommersione, fa pensare all’assestamento di nuovi equilibri. I barcellonesi, però, non possono più sentirsi sotto assedio, specie nel momento in cui i vertici del Gotha mafioso sono in carcere. Occorre pertanto un segnale forte e tangibile della presenza dello Stato”.

Il sindaco chiede inoltre “di adeguare uomini e mezzi delle forze dell’ordine alla grave situazione locale diventa a questo punto ancora più stringente e indifferibile. La sete di giustizia e di legalità di questa città non può e non deve rimanere inascoltata. Ho grande fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine che hanno già dimostrato in tante circostanze di avere competenza e professionalità. E’ necessario conoscere in fretta la dinamica di questi omicidi, il movente e gli esecutori per restituire serenità ad un intero territorio che altrimenti rischia di ripiombare nell’insicurezza e nella paura”.