BARCELLONA PG: Omicidio Perdichizzi, eliminato uno scomodo 'emergente'

3 gennaio 2013 Cronaca di Messina

Da tempo stava cercando di allargare il raggio dei propri affari. Forse voleva mettersi in proprio, scalare le gerarchie della criminalità barcellonese aggirando le rigide regole che regnano nelle famiglie mafiose. E’ una delle chiavi di lettura che in queste ore gli inquirenti stanno seguendo nelle indagini per l’omicidio del 41enne Giovanni Perdichizzi, ucciso ieri sera a Barcellona con due fucilate esplose da distanza ravvicinata. Un’esecuzione di stampo mafioso che non lascia dubbi sulla matrice. Perdichizzi era all’interno di un bar in piazza Sant’Antonino. Il 41enne era accanto al bancone quando ha fatto irruzione il killer con il volto coperto da casco da motociclista. Perdichizzi non si è accorto quasi di nulla. Il sicario gli ha esploso una prima fucilata alla schiena. Poi quando l’uomo è stramazzato a terra gli ha sparato il colpo di grazia alla nuca. Il killer è poi fuggito all’esterno dove l’attendeva un complice in sella ad una motocicletta. Erano le 19,30. Nella zona c’era tanta gente che visitava un presepe allestito in un vicino convento ma nessuno ha visto nulla. Stamani si è svolto in Procura un vertice coordinato dal sostituto procuratore della DDA, Giuseppe Verzera presenti gli investigatori di Carabinieri e Polizia che stanno effettuando le indagini. Per tutta la notte sono state eseguite perquisizioni in casa di pregiudicati barcellonesi e sono state sentite decine di persone compresi il titolare del bar in cui è avvenuto l’agguato e molti abitanti del quartiere e sono stati eseguiti diversi stub l’esame che accerta la presenza di residui di polvere da sparo sugli abiti e sulla pelle. Perdichizzi era considerato un personaggio in ascesa negli ambienti della criminalità  di Barcellona. Non a caso era stato arrestato l’anno scorso nell’operazione Mustra volta a decapitare le nuove leve di Cosa Nostra barcellonese. Sempre lui due anni fa era stato arrestato e poi scagionato dall’accusa di essere il mandante dell’attentato al gruppo Bonina. In quell’occasione l’esecutore materiale esplose diversi colpi di pistola contro l’auto del direttore commerciale dell’azienda. Intanto, Maria Teresa Collica, sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, chiede aiuto allo stato dopo l’omicidio di ieri, preceduto da un altro un mese fa, “episodi – dice – che fanno presagire una nuova escalation di violenza. La circostanza che la mafia sia disposta a portare a segno delitti plateali, in pieno giorno, contravvenendo alle regole opportunisticamente scelte della invisibilità e della sommersione, fa pensare all’assestamento di nuovi equilibri”. “I cittadini, però, non possono più sentirsi sotto assedio, specie nel momento in cui i vertici del gotha mafioso sono in carcere. Occorre – conclude – un segnale forte e tangibile della presenza dello stato. La legalità deve essere a Barcellona Pozzo di Gotto un punto di non ritorno, per questo lancio un appello agli organi di governo nazionale e regionale di immediata attenzione per questa città”.