BARCELLONA: No ai funerali pubblici di Perdichizzi. Il questore di Messina Carmelo Gugliotta ha disposto la forma privata solo per i familiari per motivi di sicurezza

4 gennaio 2013 Cronaca di Messina

Niente funerali pubblici per chi in vita ha condiviso strategie mafiose e seminato terrore tra la popolazione. Ieri il questore di Messina Carmelo Gugliotta ha imposto il divieto di celebrazione dei funerali pubblici che erano stati fissati per oggi pomeriggio nella Basilica di San Sebastiano in suffragio di Giovanni Perdichizzi, 41 anni, ucciso nell’agguato mafioso la sera di Capodanno all’interno del bar “Jolly” nel quartiere Sant’Antonino con due colpi esplosi da un fucile a canne mozze caricato a pallettoni. Oggi non ci saranno cortei funebri e non si vedrà nemmeno la bara portata a spalla e accompagnata da saluti e persino applausi all’uscita dalla chiesa, così come avviene di consueto anche per i funerali di quanti sono stati ammazzati per fatti di mafia. Lo Stato per la prima volta vieta a Barcellona Pozzo di Gotto un corteo funebre e una celebrazione religiosa pubblica per “motivi di sicurezza” in quanto la vittima in vita ha fatto parte di una delle più temibili organizzazioni mafiose dell’Isola. Il questore Carmelo Gugliotta ieri in serata ha fatto notificare dagli agenti della polizia del Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto ai familiari e all’arciprete della Basilica di San Sebastiano il provvedimento con cui si vietano funerali pubblici e si impone un accompagnamento in carro funebre dall’obitorio al cimitero. Nell’ordinanza, notificata anche al Comune di Barcellona Pozzo di Gotto ed al responsabile comunale dei servizi cimiteriali, si “impongo – no”funerali all’alba in forma privata e senza cortei.