L'INCHIESTA: Sono quattro i magistrati indagati. Dopo la Procura di Salerno si muove pure quella di Napoli che aspetta la decisione del Gip. Per tre di loro il giudice ha ritenuto insussistente l’ipotesi di reato

4 gennaio 2013 Mondo News

Salgono a quattro i magistrati indagati nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Dda di Catanzaro, tesa ad accertare «l’esistenza e l’operatività nel Vibonese di un’associazione ’ndranghetistica facente capo a Pantaleone Mancuso (cl. 47)» e le cui competenze sono passate alle Procure di Salerno e Napoli. Nel primo caso il gip ha respinto la richiesta di interdizione dal servizio per quanto concerne tre magistrati del distretto di Catanzaro (Giampaolo Boninsegna, Paolo Petrolo e Giancarlo Bianchi) anche se la Procura ha presentato ricorso al Tribunale del riesame. Un’altra posizione, riguardante il giudice Cristina De Luca – attualmente in servizio a Salerno dopo un lungo periodo trascorso al Tribunale di Vibo – è ancora pendente davanti al gip del capoluogo campano. Anche nei suoi confronti gli inquirenti hanno chiesto la sospensione dal servizio. I magistrati a vario titolo debbono rispondere di rivelazioni del segreto inerenti alcune indagini e di abuso. Nello stesso procedimento sono indagati un avvocato del Foro di Vibo Valentia, Antonio Galati – che aveva rapporti di amicizia e frequentazioni con i magistrati – e il boss Pantaleone Mancuso, ritenuto dagli inquirenti una delle figure apicali dell’omonima cosca.