Sicilia, Rosario Crocetta: ‘Spero che Totò Cuffaro faccia rivelazioni importanti’

7 gennaio 2013 Mondo News

“Nessuna rabbia, soltanto rispetto nei confronti delle Istituzioni, che è un rispetto che dovrebbero avere tutti. Le Istituzioni si rispettano quando ti mettono alla prova, altrimenti è ipocrisia, non è rispetto. Io sono stato condannato per aver favorito la mafia, questo dice la sentenza. Devo espiare la mia pena, senza sconti, ed è giusto che sia così”.

Lo ha detto , con amarezza, l’ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, parlando a Raffadali della condanna a sette anni per favoreggiamento a Cosa nostra che lo costringe dal 22 gennaio 2011 a rimanere in cella a Rebibbia, dove ha già scritto il libro “Il candore delle cornacchie”, in cui racconta la sua esperienza carceraria. Ma prima di lasciare Raffadali – dove è arrivato grazie a un permesso speciale che gli ha consentito di partecipare alla tumulazione della salma del padre – Cuffaro annuncia: “Fra sei mesi dovrebbe essere pronto il prossimo libro, sarà ricco di rivelazioni. Racconterò quello che so del sistema per farlo conoscere alla gente. Ci saranno tanti fatti, parlerò di tante persone e personaggi, racconterò cose brutte e cose belle. Ma le cose belle della vita alla fine vincono sempre. Alla lunga, ma vincono sempre”.

Cuffaro, detenuto a Rebibbia per favoreggiamento alla mafia, non aveva ottenuto in tempo il permesso per partecipare al funerale del padre Raffaele ma poi gli è stato concesso un permesso speciale di 24 ore per poter stare coi familiari in questi momenti di dolore. E’ giunto a Raffadali sabato pomeriggio, ha dormito a casa della madre. Poi, domenica mattina, al cimitero per la sepoltura del padre e un momento di preghiera con gli amici arrivati numerosi a trovarlo. Niente applausi. Solo baci e abbracci di conforto, lacrime di commozione.

“Tra tutte le gioie che mi ha dato, mio padre mi aveva promesso anche che mi avrebbe fatto uscire dal carcere, almeno per un giorno c’è riuscito”, ha detto Cuffaro scoppiando in pianto. Totò Cuffaro non nasconde le emozioni, piange, a tratti sorride, consola le nipoti. Deciso quando parla della sua condanna: “Nessuna rabbia, soltanto rispetto nei confronti delle Istituzioni… Ma in un libro scriverò quello che so del sistema”. Dopo il cimitero, a pranzo a casa del fratello, il saluto a mamma Ida, la firma in caserma, il viaggio per Palermo, aeroporto “Falcone e Borsellino”, per prendere l’areo che lo ha portato ieri a Roma, destinazione carcere di Rebibbia.

“Spero che davvero Cuffaro nel suo nuovo libro faccia delle rivelazioni importanti, sarebbe un’ottima scelta. Speriamo che davvero sveli il sistema in cui ha vissuto per anni, sarebbe un bell’atto di coraggio”.

Lo ha detto all’Adnkronos il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta commentando l’annuncio dell’ex Governatore Salvatore Cuffaro di voler scrivere un libro “per raccontare le tante cose che so. Faranno del male a molte persone, ma faro’ del male anche a me stesso. Ci sono cose del sistema che e’ giusto che la gente conosca”. “Ma questi meccanismi – ha detto Crocetta all’Adnkronos – oggi cominciano a essere chiari, molto chiari”.

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