Messina, gli occupanti del Teatro in Fiera Pinelli: “Noi non molliamo”

Annunciano di voler aprire uno squarcio nelle coscienze di una città addormentata per favorire “la crescita civile e culturale della comunità” e dopo essersi costituiti formalmente in comitato, hanno redatto un fitto calendario di appuntamenti in occasione dei quali confrontarsi e contribuire alla liberazione di uno spazio culturale lasciato per anni in balia del degrado e dell’abbandono. Ad oltre un mese dall’occupazione del Teatro in Fiera di Messina, ribattezzato Teatro in Fiera Pinelli, continua la mobilitazione.

Un gruppo di cittadini, studenti, artisti, lavoratori dello spettacolo e professionisti impegnati in diversi settori, chiedono la demanializzazione del Teatro in Fiera, e degli spazi attigui dell’ex Irrera a mare e della cittadella fieristica, la cui gestione è di competenza dell’Autorità Portuale di Messina.

Il Teatro in Fiera ha una storia lunga e complessa. Aperto nei primi anni Settanta, è stato l’unico teatro comunale della città dello Stretto, nonché quartier generale di tutte le attività di programmazione artistica e culturale. Nel 1995 ha chiuso definitivamente i battenti, diventando oggetto di infinite discussioni su un possibile recupero e di numerosi progetti di riqualificazione che non sono mai stati attuati. Stesso triste destino dell’Irrera a mare, che vanta un passato glorioso, attraversato da artisti internazionali e manifestazioni prestigiose, e tra le cui sale si svolsero le prime edizioni del Festival del Cinema di Messina e Taormina. Un’area vasta oltre 30mila metri quadri, affacciata sul mare, della quale ai messinesi rimane solo un nostalgico ricordo. Intanto gli occupanti del Teatro Pinelli organizzano le attività future.

“La nostra occupazione – fanno sapere – ha toccato un nervo scoperto di questa città e lo dimostra il consenso ampio e trasversale che stiamo ricevendo”. Il 15 dicembre scorso, dopo una manifestazione di protesta contro la scelta di Forza Nuova di riunirsi in corteo regionale a Messina, una rete di associazioni, collettivi, militanti NoPonte e attivisti per i diritti civili ha iniziato l’esperienza di mobilitazione al Teatro in Fiera. Gli occupanti però, prendono le distanze dalla politica in senso stretto e rispondono a chi li definisce “anarchici” sostenendo:“Vogliamo fare lotta politica nei termini di recupero del bene comune. Siamo antifascisti ma parlare di noi come anarchici è riduttivo. Non tutti lo siamo. E poi, simili critiche non svelano altro che una criminalizzazione della cultura anarchica che non condividiamo. La nostra scelta di iniziare con l’occupazione il 15 dicembre coincide con una idea ben precisa: piuttosto che dar vita ad una manifestazione antifascista mummificata abbiamo voluto indirizzare le nostre energie verso una delle tante emergenze della città, ovvero l’abbandono degli spazi culturali”.

Da qui, la dedica all’anarchico Giuseppe Pinelli, morto proprio il 15 dicembre del 1969. Nelle ultime settimane, un gruppo sempre più numeroso di persone si è unito alla protesta. Tra loro anche gli orchestrali dell’Ente Teatro di Messina – chiedono la stabilizzazione del posto di lavoro, dopo anni di contratti a termine – che nella notte di Natale hanno eseguito un concerto proprio al Teatro Pinelli e i 15 dipendenti dell’Ente Fiera, sciolto con una delibera del 21 giugno 2012 dalla giunta Lombardo a seguito di una grave crisi finanziaria.

Per loro, ben 13 mensilità arretrate e nessuna risposta in merito al proprio futuro lavorativo. Il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta si è mostrato disponibile a risolvere la questione. Martedì scorso a Palermo ha ricevuto i dipendenti dell’Ente che al momento sono in attesa di sapere quale provvedimento verrà adottato dalla giunta regionale.

E in tutto questo, qual è la posizione dell’Autorità portuale di Messina? “Abbiamo notato – fanno sapere dal Teatro Pinelli – un comportamento molto ambiguo. Prima ci avevano espresso solidarietà riconoscendo la legittimità delle nostre richieste. Da qualche giorno invece, hanno chiesto lo sgombero forzato”. Stamattina, nei locali del Teatro Pinelli, un gruppo di agenti della Digos ha effettuato un sopralluogo ma non è stato notificato alcun atto agli occupanti che concludono: “Noi crediamo nel dialogo e nella mediazione. Abbiamo fatto rivivere uno spazio dimenticato. La nostra causa riguarda tutti, è una sfida per la democrazia vera, un impegno in nome del bene comune”.

Molti gli artisti che hanno sposato il progetto del Teatro Pinelli, tra loro Nino Frassica, Ninni Bruschetta, Maurizio Marchetti e Moni Ovadia che ha inviato una lettera di solidarietà. Intanto, il “Comitato Aperto di promozione sociale Teatro in Fiera Pinelli, Centro per l’Arte, la Cultura e la Ricerca – Bene comune” prosegue nelle proprie attività (che è possibile conoscere meglio visitando il sito internet www.teatropinellioccupato.tumblr.it ed il profilo facebook Teatro Pinelli Occupato) con un unico grande desiderio, la concretizzazione di quell’ideale di partecipazione civile dal quale le istituzioni sembrano essere sempre più lontane. di Veronica Femminino – http://messina.blogsicilia.it/messina-gli-occupanti-del-teatro-in-fiera-pinelli-noi-non-molliamo/161331/