BARCELLONA: DICHIARATA FALLITA L'AICON SPA. L'AZIENDA HA DEBITI PER 49 MILIONI E 900 MILA EURO SUSCETTIBILI DI AUMENTI

22 gennaio 2013 Cronaca di Messina

Barcellona – L’Aicon Spa, la holding quotata in borsa il cui titolo nelle more è stato sospeso, che operava nell’area industriale di Giammoro nella progettazione, costruzione e commercializzazione di imbarcazioni da diporto e navi di lusso, è stata dichiarata fallita con sentenza depositata ieri dai giudici del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto. La dichiarazione di fallimento della holding, sancita nella tarda mattinata di ieri con il deposito del provvedimento emesso dai giudici della sezione fallimentare del Tribunale, presidente Michele Galluccio, relatore Assunta Cardamone e componente Danilo Maffa, è frutto della contestuale revoca della procedura di concordato preventivo a cui la stessa società era stata ammessa con decisione del tribunale del 12 giugno dello scorso anno. Successivamente, il 4 ottobre dopo la lettura dei rilievi avanzati sulla stessa procedura dal commissario giudiziale avv. Francesco Ruvolo, i giudici della fallimentare avviavano l’apertura del procedimento volto all’accertamento dei presupposti per la revoca del Concordato preventivo, fissando la comparizione delle parti in camera di consiglio per il 27 novembre del 2012. In aula fu poi la stessa Procura, con il pubblico ministero Fabio Sozio a chiedere la revoca del concordato preventivo e la dichiarazione di fallimento, con relativa trasmissione degli atti negli uffici del Procuratore. Curatore del fallimento è stato nominato lo stesso commissario giudiziale avv. Francesco Ruvolo. Il crollo del colosso siciliano della cantieristica da diporto che a quanto pare poggiava su fondamenta labili, potrebbe adesso provocare ulteriori macerie di natura giudiziaria. Infatti i giudici hanno disposto la trasmissione degli atti del procedimento alla Procura della Repubblica diretta dal procuratore Salvatore De Luca. La stessa Procura che nell’udienza del 27 novembre scorso aveva chiesto il fallimento dalla casa madre. Agli stabilimenti Aicon di Giammoro restano apposti i sigilli per impedire ulteriori sottrazioni di impianti industriali e di imbarcazioni da diporto, così come già avvenuto nell’estate dello scorso anno. Secondo i prospetti presentati dalla società che risalgono a fine aprile dello scorso anno, l’Aicon Spa ha debiti per 49 milioni e 900 mila euro suscettibili di ulteriori aumenti. La società che aveva avuto otetnto nel giugno dello scorso anno, l’ammissione alla procedura di “Concordato preventivo”, puntava ad un ipotetico “risanamento” che prevedeva – col piano presentato – la “cessione di beni ai creditori”. Nell’attuazione del piano previsto con il “Concordato preventivo” sarebbero state evidenziate anomalie da parte del commissario giudiziale che potrebbero avere ben presto conseguenze giudiziarie per i responsabili della gestione aziendale. La società siciliana che aveva il suo quartier generale nell’area industriale di Giammoro a Pace del Mela, dalla cui quotazione il presidente l’arch. Pasquale Siclari incamerò ben 120 milioni di euro finiti nel portafoglio della holding lussemburghese Airon, socio di maggioranza, (società questa controllata al 100 % dall’arch. Pasquale “Lino” Siclari) per anni era stata considerata un miracolo economico dell’imprenditoria messinese. Lo stesso Pasquale Siclari, azionista di riferimento e presidente della società per la quale è stato dichiarato il fallimento, a lungo ha fatto parte degli organi direttivi della Confindustria di Messina. Lo stesso Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto già il 5 ottobre del 2012 aveva dichiarato il fallimento della “Aicon Yachts Spa”, controllata dalla casa madre. La società dichiarata fallita da oltre un anno aveva collocato in cassa integrazione tutti i dipendenti. Di recente è stato raggiunto l’accordo per la messa in mobilità dei 324 lavoratori, ovvero il licenziamento per tutti, in quanto il prossimo 31 gennaio scadrà – senza alcuna possibilità di proroga – la Cassa integrazione straordinaria. L’Aicon Yacht presentava debiti 90 milioni 993 mila e 581 euro a fronte di un totale di attivo dello stato patrimoniale per euro 49 milioni 561 mila e 414 e ricavi delle vendite e dalle prestazioni per 8 milioni 840 mila euro. Prima ancora era stata dichiarata fallita anche la “New Co. Aicon Marine srl”, la società di comodo a cui era stato ceduto un ramo d’azienda dal gruppo Aicon. La “New Co. Aicon Marine srl” è stata l’ultima illusione per tutti i lavoratori, partorita dalla galassia del gruppo Aicon, che speravano in una ripresa dell’attività industriale del gruppo. A chiedere per primi il fallimento “New Co. Aicon Marine srl” sono stati 13 ex dipendenti licenziati il 17 ottobre del 2011 dopo l’insabbiamento del progetto di rilancio che prevedeva l’impiego di circa 60 lavoratori e il rientro graduale in azienda dei restanti. Leonardo Orlando – GDS