MESSINA: Firmato il decreto per il “Salva Messina”. La quota minima per la città dello Stretto è di 33 milioni, ma potrebbe aumentare

23 gennaio 2013 Cronaca di Messina

I soldi ci sono, non sono virtuali ma veri e contanti. Che poi arrivino tutti a Messina e in tempi utili per salvare il Comune come recita l’appellativo dato alla norma varata dal governo Crocetta, “Salva Messina”, lo potremo constatare solo nelle prossime settimane. Perché ormai, alle nostre latitudini, siamo stati abituati a fare come San Tommaso: toccare per credere. Ma chi chiedeva atti concreti alla Regione può ritenersi abbastanza soddisfatto: dopo la norma “Salva Messina” varata negli ultimi giorni del 2012 dal governo Crocetta, ieri è stato pubblicato il decreto firmato venerdì scorso dal dirigente del servizio Finanza locale del dipartimento Autonomie locali della Regione, Luciana Calandra, e che forse è ancora più importante della norma stessa. È il decreto col quale viene impegnata la somma di 40 milioni sul capitolo del bilancio di previsione 2012 della Regione «destinata ai Comuni che abbiano attivato le procedure di predissesto», ed in particolare «in favore dei Comuni di Messina, Monreale, Belmonte Mezzagno e Caccamo». Se si considera che Monreale supera di poco i 38 mila, Belmonte gli 11 mila, Caccamo gli 8 mila, è facile dedurre come la fetta più grossa della torta spetterà a Messina. Quanto? «La quota minima – ci spiega telefonicamente l’assessore regionale all’Economia Luca Bianchi – è di poco oltre i 33 milioni ». Ma non si può escludere che alla fine a Messina possano essere destinati tutti i 40 milioni. Il riparto delle somme, infatti, avverrà in un secondo momento, ma pare che Messina sia molto più avanti con le procedure rispetto agli altri tre comuni. Come si è arrivati all’individuazione dei quattro enti siciliani lo si evince dal decreto stesso: sono gli unici comuni ad aver violato il patto di stabilità nel biennio 2010-2011 (anche se la violazione da parte del Comune di Messina è “sospesa” in attesa della pronuncia del Cga e della Corte costituzionale) e, al tempo stesso, ad aver deliberato il ricorso alla procedura di riequilibrio nel 2012, come confermato agli uffici della Regione rispettivamente dal funzionario del ministero del Tesoro Pasqualino Castaldi e dal funzionario del ministero dell’Interno Giancarlo Verde.