MESSINA, L'ARRESTO DI ANTONIO RUGGERI NELLE PAROLE DEL GIP: 'EVIDENZIATA OBIETTIVA SPREGIUDICATEZZA' IN UN CONTESTO SOCIALE DISPERATO

ruggeri

Foto di Enrico Di Giacomo

HA SUSCITATO PARECCHIO CLAMORE IN CITTA’ L’ARRESTO DELL’EX COMMISSARIO DELL’ATO 3 ANTONIO RUGGERI, ACCUSATO DALLA PROCURA DI MESSINA DI PECULATO PER UN COMPENSO DI OLTRE 136 MILA EURO CHE SI E’ ‘AUTOLIQUIDATO’ POCO PRIMA DI LASCIARE L’INCARICO PUBBLICO. LA SUA PARABOLA DI ‘UOMO TUTTOFARE E SERVENTE’ DELL’EX SINDACO BUZZANCA E’ FINITA NEL POMERIGGIO DI LUNEDI’, QUANDO GLI INVESTIGATORI DELLA SEZIONE DI PG DELLA POLIZIA GLI HANNO NOTIFICATO UN’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE AI DOMICILIARI SIGLATA DAL GIP SALVATORE MASTROENI SU RICHIESTA DEL SOSTITUTO PROCURATORE LILIANA TODARO, DOPO MESI DI ACCERTAMENTI, ANCHE BANCARI. IN PRATICA RUGGERI, NELLA SUA QUALITA’ DI COMMISSARIO LIQUIDATORE DELL’ATO 3, POCO PRIMA DI LASCIARE L’INCARICO SI E’ ‘AUTOLIQUIDATO’ 136.689,48 EURO, COME COMPENSI EFFETTIVI PER LA CARICA RICOPERTA E PER IL PERIODO COMPRESO TRA IL LUGLIO 2010 E L’AGOSTO 2012. C’E’ UN PASSAGGIO DELL’ORDINANZA, QUELLO CONCLUSIVO, NEL QUALE IL GIP DA’ UN SEVERO GIUDIZIO SULL’ATTIVITA’ NELLO SPECIFICO DELL’ EX CAPO DI GABINETTO ANTONIO RUGGERI, DEFINENDOLA  ‘SPREGIUDICATA’. ECCOLO.

“E’ INDUBBIO CHE OGNI ATTO HA UN SUO VALORE, O DISVALORE CARATTERIZZATO PIU’ SPECIFICAMENTE, RISPETTO ALLA NORMA GENERALE, ANCHE NEL CONTESTO SOCIALE E TEMPORALE IN CUI VIENE POSTO IN ESSERE. CON SOCIETA’ PIENE DI DEBITI A CARICO DEI CONTRIBUENTI, CON SOGGETTI CHE NON HANNO POSTO DI LAVORO, LO PERDONO, O NON VENGONO PAGATI, CHIUNQUE ABBIA IL BENEFICIO DI UN LAVORO, ANCHE DI DUE O PIU’, LEGITTIMI SE NON CONTRA LEGEM, DEVE SCRUPOLOSAMENTE ATTENERSI, ANCORA DI PIU’, ALLE PREVISIONI DI LEGGE E GRAVE E’ LUCRARE, POSIZIONI PRIVILEGIATE E SOTTRARRE SOMME INDEBITAMENTE. CIO’ E LA PENA EDITTALE IMPEDISCE ALLO STATO DI IPOTIZZARE SOSPENSIONI DELLA PENA. LA SPREGIUDICATEZZA OBIETTIVAMENTE EVIDENZIATA, LE POSSIBILITA’ OPERATIVE, LA FACILITA’ DIMOSTRATA NELL’OTTENERE INDEBITI VANTAGGI A DANNO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, EVIDENZIANO IL CONCRETO E ATTUALE PERICOLO DI REITERAZIONE DEI REATI, ESCLUSA OGNI RESIPISCENZA ANCHE DALLA NON OTTEMPERANZA ALLA DIFFIDA A RESTITUIRE LE SOMME. LA MISURA RICHIESTA APPARE ADEGUATA AL FATTO E DI UTILE PRESIDIO AL RISCHIO DI REITERAZIONE DI CONDOTTA DELLA STESSA SPECIE.”