MESSINA, CONDANNATO L'ASSESSORE ALLE FINANZE DEL COMUNE DI TAORMINA FABIO D'URSO (E COGNATO DELL'EX SINDACO BUZZANCA): Due funzionari della BNL sono stati condannati a due anni di reclusione e due assolti nel processo per le presunte truffe ai danni dell'istituto di credito. Secondo l'accusa avrebbero fatto in modo di assegnare prestiti e fidi, rimasti insoluti, per oltre 800.000 euro

28 gennaio 2013 Cronaca di Messina

durso

Due funzionari della BNL sono stati condannati ed altri due colleghi assolti dai giudici della Prima sezione del Tribunale. Due anni di reclusione, con la sospensione della pena, sono stati inflitti a Fabio D’Urso e Fabio Alibrandi, assoluzione totale per Vincenzo Di Benedetto, parziale per Pietro Angelo Squadrito, assolto dal reato associativo ma per il quale è stata dichiarata la prescrizione per la truffa. La vicenda iniziò quattro anni fa con una denuncia partita dalla sede centrale della Banca Nazionale del Lavoro che riguardava Pietro Squadrito, responsabile dell’agenzia di Taormina, Fabio Alibrandi, responsabile dell’agenzia 1 di Messina e Fabio D’Urso, di quella di Pace del Mela. Nel mirino degli investigatori il ruolo che avrebbero avuto nelle procedure per la concessione di prestiti bancari a persone che non avevano i requisiti necessari, o che avevano fornito documentazione carente o addirittura falsa. Squadrito, Alibrandi e D’Urso erano accusati di aver agevolato le pratiche, per fare accreditare sui loro conti correnti personali, importi fra 500 e 600 euro. Inoltre avrebbero stabilito prestiti e fidi, rimasti in maggior parte insoluti, per un milione 842mila 810 euro. Complessivamente avrebbero intascato 6.800 euro. Per quanto riguarda il quarto funzionario, Vincenzo Di Benedetto, dirigente del settore pubblica amministrazione della Bnl, era accusato di aver consentito l’apertura di conti correnti alle società Folgore Pace di Messina e Taormina Celtic Volley, con conseguente esposizione debitoria di 25mila euro per la prima, di 62mila euro per la seconda: superiore rispetto al fido accordato. Per ripianare questa esposizione De Benedetto avrebbe ottenuto dalla BNL un contributo di 90mila euro per sponsorizzazione delle due squadre. Ma avrebbe ottenuto una fattura dello stesso importo, che attestava l’abbinamento del marchio BNL con la squadra di pallavolo femminile per la stagione 2005/2006 nella quale la società non si iscrisse al campionato e fu sciolta. Ma il suo legale, l’avvocato Carmelo Raspaolo ha dimostrato che il suo assistito, per il quale è giunta l’assoluzione, era solo esecutore di un mandato conferitogli da superiori. da tempostretto.it

Per quanto concerne D’Urso, ecco il quadro della situazione e gli esiti esatti del processo, in una nota  del suo legale, l’avv. Gianluca Gullotta.

“Il Tribunale Collegiale I ° sez. presieduto dalla Dott.ssa Eliana Zumbo, con dispositivo di sentenza emesso venerdì sera – spiega l’avv. Gullota – ha così deciso per il dott. Fabio D’Urso:

Capo A (associazione a delinquere): assoluzione per tutti gli imputati a formula piena “perché il fatto non sussiste”;

Capo B (truffa per €1.800.000,00): assoluzione a formula piena “per non aver commesso il fatto” nei confronti di D’Urso ed Alibrandi e sentenza di prescrizione nei confronti di Squadrito;

Capo C (truffa per €90.000,000): assoluzione per tutti gli imputati a formula piena “perché il fatto non sussiste”;

Capo D (furto per €6.800,00): condanna alla pena di anni 2 di reclusione con la concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena a carico di D’Urso ed Alibrandi;

Il collegio di difesa del dott. D’Urso composto dagli avv.ti Antonio Strangi, Gianluca Gullotta e Massimo Mazzullo dopo che leggeranno la motivazione della condanna per il solo capo D che sarà depositata tra 90 giorni redigeranno i motivi di appello al fine di accertare la totale estraneità del dott. D’Urso dai fatti a Lui attribuiti.

Il D’Urso – conclude l’avv. Gullotta – presenterà una denuncia per calunnia nei confronti della BNL per i gravissimi reati di cui è stato ingiustamente incolpato e per cui è stata già accertata la sua totale estraneità”.