BEPPE GRILLO A MESSINA PER LO TSUNAMI TOUR: Contestazioni a Messina per lo Stretto. «Reddito di cittadinanza per chi non ha lavoro»

30 gennaio 2013 Cronaca di Messina

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FOTO DI ENRICO DI GIACOMO

È tornato in Sicilia. Questa volta non a nuoto. Beppe Grillo attraversa lo stretto e continua il suo Tsunami Tour mentre i sondaggi lo danno in risalita. Così, dopo il botta e risposta con Bersani sul Monte dei Paschi di Siena, ripiomba nella regione dove il M5S si è consolidato strappando agli avversari il 18% dei consensi nelle ultime consultazioni amministrative. Voti e preferenze che Grillo sa bene di aver sottratto anche a sinistra: «Bersani ha detto che sbrana chi tocca il Pd. Cosa vuol sbranare? lo fa con le gengive? così come ha fatto con Berlusconi in questi anni?», ha tuonato su Twitter il comico genovese, senza mettere fine alle polemiche con il segretario del Pd.

IL REFERENDUM SULLO STRETTO – E se internet serve ad attaccare gli avversari, il comico continua a riempire le piazze italiane. Dove non mancano però le contestazioni, così come capitato a Livorno. A Messina nella centrale piazza Cairoli segni di insofferenza sono arrivati da chi non ha gradito, ad esempio, la battuta sul ponte dello stretto: «Non bisogna farlo perché i siciliani non hanno nulla a che spartire con i calabresi», aveva detto Grillo. «Battuta superficiale», è stata la replica della piazza. «La faccio sempre, nessuna offesa, io sono in parte calabrese», è stata la risposta del comico, «ma non ci dividiamo, queste critiche non hanno senso e danno linfa a chi ci vuole disunire». Poi Grillo ha aggiunto: «Ancora si parla del ponte. Il ponte serve solo a fare dei progetti da 600 milioni e per dare le solite tangenti alla stessa gente. Noi vogliamo introdurre nella Costituzione i referendum propositivi senza quorum, la metà più uno vince, se vince chi vuole il ponte si fa altrimenti niente».

IL LAVORO DEI GIOVANI – Oltre lo Stretto, Grillo è tornato a parlare di una delle proposte del Movimento Cinque Stelle: «La prima cosa che dobbiamo fare appena entrati in Parlamento è il reddito di cittadinanza per chi perde il lavoro o chi non lo ha». «È un sistema che c’è in tutta Europa, non lo abbiamo solo noi e la Grecia, così i giovani non saranno più costretti ad accettare qualsiasi lavoro», ha aggiunto Grillo, secondo cui «non è giusto che chi si laurea ed, per esempio, ottiene un master all’estero debba poi lavorare in un call center a 400 euro al mese. Il lavoro è un’altra cosa. Con il reddito di cittadinanza per tre anni si daranno mille euro al mese, la persona che perde il lavoro avrà il tempo di cercare il lavoro con gli uffici di collocamento dove ci saremo noi con la rete, offriremo due o tre lavori se non accetti perdi il sussidio. La prima cosa da fare è questa, siamo in emergenza, nessuno deve rimanere indietro». Marta Serafini – CORRIERE.IT

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GRILLO A MESSINA – FOTO DI ENRICO DI GIACOMO