MESSINA, GIUDIZIARIA: MENTRE INFURIANO LE POLEMICHE PER LE DIMISSIONI DI TOMASELLO DOPO AL CONDANNA A 3 ANNI E MEZZO, ENTRA NEL VIVO IL PROCESSO PER IL CONCORSO A MEDICINA DEL LAVORO. MA LE INTERCETTAZIONI NON REGGONO

1 marzo 2013 Cronaca di Messina

Accantonato il processo per il concorso pilotato a Veterinaria con la condanna del rettore Franco Tomasello e 12 professori e mentre l’Ateneo si spacca tra chi chiede le dimissioni del Magnifico e chi è impegnato nella corsa per l’ermellino, entra nel vivo un altro processo che riguarda l’Università di Messina. Davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale, infatti, si è aperto il dibattimento per gli otto imputati del concorso pilotato a Medicina del Lavoro, andato all’ex presidente del consiglio comunale Umberto Bonanno.

L’udienza è stata quasi subito aggiornata ad aprile prossimo dopo che la Corte ha sciolto la riserva sulle intercettazioni telefoniche, dichiarandole inutilizzabili. La gran mole di conversazioni captate dalla Squadra mobile e che fondano parte delle accuse della Procura, quindi, non entrerà nel giudizio, come richiesto dalle difese degli imputati. Un colpo, per l’impianto accusatorio, che si basa comunque su molti altri elementi. La sentenza su questo ennesimo concorso è tutta affidata al processo che si appena aperto, perciò.

Alla sbarra otto persone: il Magnifico Rettore Franco Tomasello, la moglie Carmela Grasso e l’ex presidente del consiglio comunale Umberto Bonanno, il presidente della Provincia Nanni Ricevuto, l’ex direttore sanitario del Policlinico, Giovanni Materia, il docente di Medicina del Lavoro Carmelo Abbate, il medico del lavoro Concetto Giorgianni, e la ricercatrice Giovanna Spatari. I retroscena del concorso emersero grazie al lavoro di indagine della Squadra Mobile.

Abuso d’ufficio, falso e truffa i reati ipotizzati dalla magistratura al termine degli accertamenti.

ALESSANDRA SERIO – TFC