Ponte sullo Stretto, Eurolink: "Il mancato pagamento delle penali è un'espropriazione, il governo ci risarcisca"

4 marzo 2013 Cronaca di Messina

Eurolink, il general contractor del Ponte sullo Stretto di Messina, avvierà il contenzioso per inadempienza contrattuale contro la Stretto di Messina spa, società committente del progetto del Ponte di Messina. Si evince dalla lettera che Eurolink ha inviato all’amministratore delegato della Stretto spa, Pietro Ciucci in cui si evidenzia come il mancato rispetto delle penali da riconoscere al consorzio di imprese che si era aggiudicato il contratto sia da considerarsi “un’indebita espropriazione” e i danni, soprattutto per le aziende quotate in Borsa, “non potranno che essere addebitati al governo italiano”. La mancata sottoscrizione dell’atto aggiuntivo di cui nei giorni scorsi aveva parlato il ministro per le Infrastrutture Corrado Passera prevedeva la sospensione del progetto per due anni e nel frattempo l’avvio di alcune opere a terra non necessariamente collegate con il progetto del Ponte. Previsioni del governo che Eurolink ha subito respinto e le cui contestazioni oggi ha ufficializzato con la lettera inviata a Stretto di Messina spa. “La mancata sottoscrizione dell’atto aggiuntivo al contratto per il Ponte da parte di Eurolink è stato condizionato dalla contestata esigenza di dare attuazione a disposizioni legislative con cui il Governo ha inteso ‘sbarazzarsi’ – si legge nella lettera – di un contratto legittimamente assegnato a seguito di una gara europea e modificare unilateralmente il contenuto e l’efficacia di tale contratto, pretendendo di conculcare diritti e indennizzi contrattualmente consacrati in capo al contraente generale, peraltro con ogni evidente perdita di credibilità del sistema Paese”. Secondo il consorzio guidato da Impregilo, cui partecipano la Sacyr (Spagna), la Società italiana per condotte d’acqua, la Cooperativa muratori & Cementisti-C.M.C. di Ravenna, la Ishikawajima-Harima Heavy Industries (Giappone) e Aci (Consorzio Stabile), “spiace dover ancora una volta ricordare che altro non chiede che il puntuale rispetto del contratto stipulato e contesta con fermezza la volontà di espropriare l’affidatario dei propri diritti contrattuali e finanche del rimborso delle spese sostenute, con assoluta noncuranza dei 9 anni di vincolo contrattuale, del mantenimento di ingentissime fidejussioni e linee di credito dedicate, dell’inutile impegno delle migliori forze del team internazionale affidatario, dell’altrettanto inutile mobilitazione delle migliori professionalità internazionali per la realizzazione di una delle più difficili opere di ingegneria al mondo ed infine dei danni che tale azione provoca alle imprese affidatarie ed in particolare a quelle quotate in Borsa, che non potranno non essere addebitati al governo italiano”. Eurolink ricorda alla società Stretto di Messina che “non può certamente sottostare a tale indebita espropriazione delle proprie legittime posizioni derivanti dalla sottoscrizione di un contratto assegnato a seguito di regolare aggiudicazione di una gara internazionale, ma resta pur sempre disponibile a riconsiderare il recesso dichiarato qualora il governo intenda effettivamente realizzare l’opera in un quadro di ripristinata situazione di regolarità contrattuale e, soprattutto, in un quadro normativo di assoluto rispetto delle pratiche internazionalmente riconosciute e della legalità, come individuata dai trattati e dalle convenzioni a tutela degli investimenti e del legittimo affidamento dei contraenti nazionali ed internazionali”.
Il contraente generale Eurolink non ha sottoscritto, entro il termine del 1 marzo, l’atto aggiuntivo con il quale lo Stato italiano di fatto chiedeva di accettare la cancellazione delle penali. Secondo le fonti finanziarie che sono venute in possesso della lettera, la sola capofila Impregilo avrebbe dovuto incassare come penali stabilite attraverso il contratto originario circa 300 milioni di euro. Secondo l’ultima rivalutazione, comprese le opere di rifacimento della stazione di Messina, il progetto del Ponte sullo Stretto ammontava a più di 8 miliardi di euro.