BLITZ CONTRO COSCHE IN AFFARI CON TERRORISTA IRA, ARRESTATO PADRE DI SCULLI

Maxi blitz delle forze dell’ordine contro le cosche calabresi Morabito e Aquino. L’operazione, denominata “Metropolis” ha portato all’arresto di 20 persone e al sequestro di beni per 450 milioni. E’ emerso un quadro di criminalità sconcertante. La ‘ndrangheta era in affari con un gruppo di imprenditori spagnoli per costruire villaggi turistici e residence di lusso sulle più belle aree balneari della Calabria. Agli affari partecipava anche un terrorista dell’Ira. Si tratta di Henry James Fitzsimons, irlandese di Belfast. L’uomo, secondo la Dda di Reggio Calabria, aveva trovato nel rapporto con le organizzazioni criminali calabresi il modo per reimpiegare le ingenti somme di denaro in suo possesso, grazie all’intermediazione di un noto imprenditore campano. C’è inoltre Francesco Sculli, capo dell’ufficio tecnico del comune di Bruzzano Zeffirio, nel reggino, tra le 20 persone arrestate dagli uomini del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, dello Scico di Roma e dal Gruppo di Locri. Sculli è padre di Giuseppe, calciatore attualmente in forza al Pescara. Francesco Sculli è imparentato con il boss di Africo Nuovo, Giuseppe Morabito, detto “Tiradritto”. I venti arrestati devono rispondere di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valore e reimpiego di capitali illeciti. I militari hanno eseguito il sequestro di beni mobili e immobili, societa’ e villaggi turistici per un valore complessivo di circa 450 milioni. Le investigazioni avrebbero consentito di accertare come le cosche Morabito e Aquino, attraverso un’articolata e complessa rete di societa’ italiane ed estere, fossero riuscite a garantirsi, con la forza dell’intimidazione mafiosa, la gestione, il controllo e la realizzazione di decine di importanti e noti complessi immobiliari turistico-residenziali, ubicati nelle piu’ belle aree balneari della Calabria. In particolare, partendo da un “controllo passeggeri” effettuato nel 2008 da un Reparto del Corpo di Bari, che lasciava ipotizzare un coinvolgimento di personaggi legati alla ‘ndrangheta nella costruzione di un complesso turistico-alberghiero riconducibile alla Metropolis 2007 S.r.l., le indagini erano state estese alla gestione di numerosi complessi turistico-residenziali in Calabria. Sarebbe cosi’ emerso, hanno spiegato gli inquirenti, un intreccio trasversale di interessi tra le potenti famiglie di ‘ndrangheta Morabito e Aquino e importanti imprenditori spagnoli. Le indagini, condotte anche a livello internazionale, coordinate dal procuratore capo della Repubblica facente funzioni di Reggio Calabria Ottavio Sferlazza, sono state dirette dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri e dai sostituti procuratori Miranda e Sirleo. Sono stati quindi ricostruiti gli investimenti nel settore turistico da parte di personaggi calabresi e spagnoli, a loro volta in affari con esponenti di vertice della ‘ndrangheta della fascia jonica, i quali sono risultati essere i veri artefici e promotori del business. A partire dal 2005, era stata creata una vera e propria “joint-venture” tra esponenti della criminalita’ organizzata calabrese e imprenditori spagnoli, che ha dato vita a un articolato intreccio di societa’, italiane e straniere, finalizzato alla realizzazione di complessi immobiliari destinati al settore turistico-residenziale. Dalle indagini sulla “filieria societaria italo-spagnola”, e’ emerso che gli investimenti milionari erano il frutto della specifica volonta’ delle ‘ndrine Morabito e Aquino, le quali avevano sostanzialmente monopolizzato tale settore. In pratica, tutti gli investimenti individuati farebbero capo a un “centro d’interesse occulto”, ben organizzato e collegato, che ha consentito di dare al fenomeno una chiave di lettura unitaria e verticistica, permettendo, nel contempo, di accertare le responsabilita’ penali dei singoli. In tale contesto, gli esponenti di vertice coinvolti sono l’espressione delle cosche che governano il territorio ionico, nonostante gli investimenti abbiano riguardato anche altre parti del territorio calabrese e, specificatamente, la Provincia di Catanzaro e Vibo Valentia.