MESSINA. CGIL COMMEMORA LE VITTIME DELLO SCIOPERO DEL ’47

6 marzo 2013 Cronaca di Messina

Fu un episodio buio nel dopoguerra siciliano e del nostro Paese presto seguito da altre vicende analoghe e sfociate in fatti di sangue: l’eccidio di Portella della Ginestra, l’attentato a Togliatti. Segno che nonostante a Roma si lavorasse per la Costituzione una e democratica, i conflitti e le tensioni sociali erano ancora forti. È la storia della Manifestazione del 7 marzo 1947 davanti alla Prefettura di Messina e delle tre vittime della repressione delle forze dell’ordine. Si scioperava contro l’aumento delle imposte per i generi di prima necessità e contro la mancata applicazione del contratto nazionale che stabiliva un aumento delle retribuzioni del 15%, ma le forze dell’ordine fecero fuoco sulla folla – qualche organo di informazione del tempo riporta “al grido viva i Savoia”-, uccidendo tre persone: il commerciante di calzature Giuseppe Maiorana di 41 anni, il manovale Biagio Pellegrino di 34 anni e l’operaio Giuseppe Lo Vecchio di 19 anni. Domani, alle ore 10.30, in piazza Unione europea, davanti alla Prefettura, una delegazione della Cgil di Messina guidata dal segretario generale Lillo Oceano, deporrà una corona di fiori sulla lapide dedicata alle tre vittime e a ricordare quei tragici eventi. “Nell’Italia che ancora doveva metabolizzare la fine della guerra, della monarchia e il ritorno alla democrazia, si manifestava per il pane e per la libertà – osserva il segretario generale della Cgil Lillo Oceano-. Analogie non casuali perché la storia ci insegna che le conquiste di libertà e dei diritti sono sempre passate dalle lotte dei lavoratori e dei cittadini”.