MILAZZO: Commerciante litiga col figlio e gli spara. Luigi Certo, 64 anni, ha colpito il figlio trentatreenne al braccio e al torace. Il giovane ricoverato a Catania

10 marzo 2013 Cronaca di Messina

Esasperato dopo l’ennesima lite col figlio, ha preso la pistola che deteneva regolarmente e gli ha sparato colpendolo al braccio e al torace destro. Luigi Certo, 64 anni, incensurato, originario di San Pier Niceto ma da oltre trent’anni residente a Milazzo, titolare di una avviata rivendita di bibite, olio e vini nel quartiere di Ciantro ha ferito gravemente il primogenito Rocco, 33 anni. I carabinieri lo hanno fermato, appena avvertiti, all’interno della sua abitazione. In serata il magistrato di turno, il dottor Giorgio Nicola della procura di Barcellona, ha disposto gli arresti domiciliari del Certo, nella sua abitazione di via De Gregorio, sita al piano superiore del negozio dove è avvenuto il fatto di sangue. Nei suoi confronti l’accusa di tentato omicidio. Il giovane Rocco invece è ricoverato in prognosi riservata a Catania, dove è stato trasferito nel pomeriggio dopo aver ricevuto le prime cure all’ospedale di Milazzo. Il proiettile, che secondo quanto emerso, l’avrebbe attinto al braccio e poi al torace destro non avrebbe leso organi vitali anche se è ancora rimasto nel corpo del giovane. Le sue condizioni sono gravi e la prognosi è ovviamente riservata. Un altro dramma familiare sul quale i carabinieri della locale Compagnia, stanno cercando di far luce. Attività non facile anche perché al di là del fatto che ci fossero dei dissapori tra padre e figlio, non è venuto fuori sino ad ora nessun elemento che potesse giustificare un’azione così grave. Il ferimento è avvenuto ieri mattina, poco dopo le 10 nel retrobottega dell’esercizio commerciale di famiglia, ubicato nella via De Gregorio al civico 25, a due passi dalla nuova scuola elementare della Piana. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, in quel momento nel locale non c’erano clienti. Padre e figlio, pare nel retro del negozio, avrebbero iniziato una discussione che è ben presto sfociata in un diverbio. Oggetto del contendere, a quanto pare, questioni legate alla gestione dell’attività commerciale. Sarebbero volate parole grosse, i toni avrebbero raggiunto livelli eccessivi tant’è che l’anziano, a differenza di altre volte non ci avrebbe – come si suol dire – messo una pietra sopra. Quell’ennesima aggressione verbale, quel comportamento arrogante del figlio ha mandato in tilt Luigi Certo, che recatosi nella sovrastante abitazione anziché calmarsi, ha preso la pistola calibro 6,35 che conservava in un cassetto, l’avrebbe caricata ed è tornato al piano terra. Si è nuovamente imbattuto nel congiunto ed è stato il dramma. I carabinieri stanno cercando di appurare se l’anziano abbia subito premuto il grilletto alla vista di Rocco oppure abbia cercato solo di minacciare il figlio per farlo desistere dal suo comportamento e magari nella concitazione sia partito un colpo dall’arma. Di certo dalla canna della piccola arma è uscito il proiettile che ha attinto Rocco, il quale ha tentato di raggiungere l’interno del negozio per chiedere aiuto, ma dopo pochi  metri si è accasciato al suolo dolorante. Luigi Certo, in evidente stato di choc si è allontanato rifugiandosi nuovamente a casa e riponendo la pistola nel cassetto nel quale si trovava. Nel frattempo è stato chiamato il 118 per richiedere l’intervento dell’ambulanza. Dopo pochi minuti, Rocco Certo era già al pronto soccorso dell’ospedale Fogliani, dove i medici, constatando le ferite d’arma da fuoco, hanno informato i carabinieri. Giunti al “Fogliani” i militari dell’Arma hanno assunto informazioni sullo stato del ferito e si sono spostati subito a Ciantro nel luogo dove era avvenuta la sparatoria. Al piano superiore del negozio, hanno trovato il commerciante, seduto in cucina, in evidente stato di alterazione e di choc. L’uomo all’inizio avrebbe detto di non sapere nulla di quanto accaduto, poi che si sarebbe trattato di un incidente mentre puliva l’arma. Condotto in caserma, di fronte alle contestazioni degli inquirenti, ha confessato l’insano gesto, nel corso dell’interrogatorio alla presenza del legale di fiducia, avv. Giuseppe Cicciari. Massimo ovviamente il riserbo sulle cose dette dal Certo e sulla ricostruzione che ha reso dei fatti. L’uomo si sarebbe detto comunque fortemente dispiaciuto per quanto accaduto e si sarebbe sentito sollevato nell’apprendere che il figlio non era morto e che nonostante la gravità delle ferite forse riuscirà a salvarsi. Le indagini comunque proseguono per cercare di chiarire che tipo di dissidi da anni si protraevano nella famiglia Certo. Esclusa per il momento la questione economica, prende corpo l’ipotesi che padre e figlio si scontrassero spesso sui metodi di conduzione dell’attività commerciale e che le scelte adottate dal figlio non fossero condivise dal genitore. Divergenze che si sarebbero accentuate negli ultimi tempi, quando a detta di alcuni abitanti della zona, Rocco avrebbe avuto atteggiamenti anche particolarmente aggressivi nei confronti del padre e comunque dei familiari che avevano sempre più difficoltà a gestire la situazione. Un clima di tensione e di esasperazione che in pratica – si sostiene – rendeva impossibile la convivenza nell’avviata attività commerciale. Dissapori e scontri continui che avrebbero fatto perdere il controllo a Luigi Certo, portandolo ad un gesto inconsulto che ha gettato nella disperazione una famiglia di commercianti conosciuta e apprezzata a Milazzo per la lunga attività nel settore del commercio dell’olio, del vino e delle bibite e che ha fortemente scosso gli abitanti del popoloso quartiere mamertino.

Giovanni Petrungaro