Messina: Asportata al “Piemonte” ernia gigante di 37 chili. Il paziente soffriva da più di 20 anni della malformazione

14 marzo 2013 Cronaca di Messina

Un intervento più unico che raro è stato eseguito all’ospedale Piemonte di Messina: ad operare il prof. Diego Celi, direttore del Dipartimento di Chirurgia dell’Azienda Ospedali Riuniti Papardo-Piemonte e primario della struttura complessa di chirurgia dell’ospedale di viale Europa. Sotto i ferri un paziente affetto da una patologia molto particolare, che in modo semplice può essere definita “ernia gigante”. In realtà, come spiega Celi, la malformazione congenita della parete addominale aveva determinato una gravissima situazione anatomico-funzionale, con in sostanza lo scivolamento dei visceri, tutto l’intestino tenue e il colon, nel sacco scrotale, che aveva raggiunto l’incredibile peso di 37 chilogrammi, arrivando alle ginocchia del paziente. L’uomo, un 63enne messinese, si trovava in questa insopportabile condizione da circa vent’anni e solo negli ultimi tempi ha deciso di farsi operare, non riuscendo più a convivere con le gravi disfunzioni di vario tipo causate da tale abnorme situazione. Una vera e propria sfida chirurgica quella con la quale si è cimentato il prof. Celi, che, come egli stesso chiarisce, ha dovuto procedere senza poter seguire alcun protocollo standardizzato, ma basandosi solo sulla propria esperienza e manualità. «I problemi –racconta –avrebbero potuto essere non solo di tipo tecnico, ma anche fisiologico: riposizionando i visceri nella loro sede naturale, infatti, si sarebbe potuta determinare un’insufficienza respiratoria, a causa della perdita di funzionalità del diaframma ». Fortunatamente l’intervento, eseguito da più di un mese, è perfettamente riuscito e ad un successivo controllo radiografico è stato confermato il completo riposizionamento dei visceri nella loro sede addominale naturale e la tenuta della parete addominale, ricostruita anche con l’ausilio di una protesi in materiale non riassorbibile. Sarà ora necessario un intervento di chirurgia plastica per ripristinare la normale dimensione dei tessuti. Il caso è stato documentato sul web ed ha destato molto clamore nel mondo scientifico, dove se ne è registrato solo uno, simile ma di gran lunga meno importante in un aborigeno australiano. «Ci hanno chiamato per congratularsi – afferma il chirurgo – non solo da altri centri italiani, ma anche dall’estero». Celi, 60 anni, originario di S. Filippo del Mela, si è laureato a Padova ed è stato docente della Scuola di specializzazione in chirurgia dell’ateneo di Padova e fondatore della rivista scientifica Medical Book. Dal 2003 è primario all’ospedale Piemonte. Intanto, nell’altro ospedale della medesima azienda si è registrato un importante intervento salvavita, eseguito in due tempi. In questo caso, il paziente era un diciottenne messinese, campione di karate e componente della nazionale italiana. Il ragazzo ha subito una craniotomia fronto-parietale con asportazione microchirurgica di un voluminoso ascesso cerebrale, eseguita al Papardo dal prof. Francesco Salpietro e dalla sua équipe neurochirurgica. Successivamente, il ragazzo è stato operato anche dal prof. Felice Cascio, che è intervenuto in via endoscopica transnasale per riaprire il seno frontale e drenare l’ascesso provocato da una grave forma di sinusite cronica che affliggeva il giovane atleta, provocandogli fortissime emicranie. Natalia La Rosa – GDS