Patti, “Operazione Fake”: Ultimi interrogatori. Poi il via ai ricorsi al tribunale del riesame. Oggi tocca alle sorelle Irene e Antonella Cappadona. Per tutti l’accusa di brogli elettorali e truffa alla Regione

14 marzo 2013 Cronaca di Messina

Sono proseguiti ieri gli interrogatori di garanzia da parte del Gip del Tribunale di Patti, Onofrio Laudadio, delle dodici persone raggiunge da provvedimenti cautelari nell’ambito dell’operazione “Fake”. Nella giornata di ieri sono stati ascoltati Raffaele Aliberto, Alessio Arlotta, Filippo Tripoli, Maria Pia Germanà e Pasqualino La Macchia. Raffaele Aliberto, difeso dall’avv. Fabio Di Santo, ha risposto alle domande del giudice, chiarendo la propria posizione e rigettando tutte le accuse. Anche Alessio Arlotta, rappresentato dall’avv. Pinuccio Calabrò, ha negato ogni addebito, rispondendo alle domande del Gip e spiegando i fatti che gli venivano addebitati. Il legale ha richiesto al giudice per le indagini preliminari la revoca delle misure cautelari. Assistito dall’avv. Maria Rita Cicero, anche il consigliere Filippo Tripoli ha risposto alle domande del giudice, respingendo le accuse e chiarendo la propria posizione. Si è invece avvalsa della facoltà di non rispondere il consigliere comunale di opposizione di San Piero Patti, Maria Pina Germanà, difesa dall’avv. Pinuccio Calabrò. Infine ha risposto a tutte le domande del giudice il consigliere Pasqualino La Macchia, difeso dagli avvocati Tino Giusto e Vladimir Solano, chiarendo la propria posizione e rigettando tutte le accuse. I legali hanno chiesto la revoca della misura cautelare o, in subordine, una misura meno afflittiva. Questa mattina, toccherà rispondere alle domande del Gip alle sorelle Irene ed Antonella Cappadona, entrambe agli arresti domiciliari. Lunedì scorso, invece, il Gip aveva ascoltato l’ex vice sindaco Francesco Gullo, l’ex vice comandante della polizia municipale Carmelo Lembo, il consigliere comunale Domenico Pontillo e i vigili urbani Giuseppe Panzalorto e Giuseppe Foresti. Gullo si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre gli altri indagati hanno risposto alle domande del giudice spiegando la loro posizione e rigettando tutte le accuse. Tutti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati che vanno dall’associazione finalizzata alla commissione di falsi e reati elettorali, alla truffa in danno di Enti pubblici. Sabato scorso, invece, erano state sentite anche le altre tre persone indagate per le quali il Gip del Tribunale di Patti ha lasciato in sospeso l’emissione di eventuali provvedimenti. Si tratta dei funzionari comunali Marcella Gregorio, Nunzio Pontillo, e l’ex direttore generale del Comune di Patti Roberto Ribaudo. Tutti e tre hanno risposto alle domande del Gip Onofrio Laudadio, chiarendo le rispettive posizioni. Da oggi tutti gli avvocati difensori inizieranno a presentare le istanze presso il tribunale del riesame per chiedere la revoca dei provvedimenti cautelari. Novità in merito, dovrebbero registrarsi entro la fine del mese. Potrebbe, invece, decidere tra domani e lunedì il Gip di Patti in relazione alle istanze presentate dai legali nel corso degli interrogatori di garanzia. L’operazione Fake, complessivamente, ha visto l’emissione di dodici misure cautelari e ben 156 persone deferite all’autorità giudiziaria per vari reati. L’indagine condotta dagli agenti del commissariato di Patti avrebbe consentito di accertare che alcuni candidati politici alle ultime elezioni amministrative, con l’ausilio di compiacenti vigili urbani, avrebbero indotto numerose persone a spostare fittiziamente le proprie residenze a Patti, per poi indirizzare in loro favore le preferenze di voto.