MILAZZO: Turbativa di una gara d’appalto. Un anno e due mesi all’ex sindaco Italiano. Con l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, pena sospesa

17 marzo 2013 Cronaca di Messina

Lorenzo Italiano sindaco milazzo

I giudici del Tribunale di Barcellona, presidente Maria Celi, componenti Francesco Catanese e Simona Finocchiaro, hanno condannato ad 1 anno e 2 mesi di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, pena sospesa, l’ex sindaco di Milazzo Lorenzo Italiano, 53 anni, perché riconosciuto colpevole dei reati di turbativa di gara d’appalto di un pubblico incanto e di induzione indebita a dare o promettere utilità, reato questo riqualificato dal Tribunale rispetto all’originaria e più grave imputazione di tentata concussione. Il tribunale che ha riconosciuto la continuazione tra i reati e concesso le attenuanti generiche, ha inoltre condannato l’ex sindaco a risarcire in separata sede i danni alla dirigente del settore della polizia municipale di Milazzo, Giuseppa Puleo, che nel processo si è costituita parte civile con il patrocinio dell’avv. Guglielmo D’Anna. Italiano è stato inoltre condannato a risarcire le spese legali. Maggiore era stata la richiesta avanzata dal pm Fabio Sozio che aveva chiesto per l’imputato una condanna a 3 anni di reclusione e ciò sulla base dell’originario reato di tentata concussione che il Tribunale ha invece qualificato in una ipotesi meno grave. l’«induzione indebita a dare o promettere utilità» che ha comportato una sensibile riduzione nel computo della pena finale. Il difensore di Italiano, l’avv. Nino Favazzo,che ha preannunciato il ricorso in Appello, aveva invece chiesto l’assoluzione. Il procedimento nei confronti dell’ex sindaco di Milazzo ha avuto origine in conseguenza delle indagini giudiziarie svolte dalla Guardia di finanza della Compagnia di Milazzo, coordinate dal comandante del tempo, cap. Danilo Persano. La vicenda emersa con le contestate imputazioni inziali di tentata concussione e turbativa di pubblico incanto, era scaturita a seguito dell’esposto presentato dalla comandante del corpo di polizia municipale, Giuseppa Puleo, che all’epoca fu pure sospesa temporaneamente dall’incarico, che avrebbe subito tentativi di pressioni con minacce allo scopo di invitare e quindi favorire la ditta “Creativa” di Natale Tricamo di Milazzo, per la partecipazione alla gara bandita da Palazzo dell’Aquila per la stampa e la fornitura all’ente dei bollettari relativi alle contestazioni delle infrazioni al Codice della strada utilizzate dagli agenti della polizia municipale. Gli episodi contestati si sarebbero verificati nell’ottobre del 2007 in tre diversi giorni. Nel caso del contestato tentativo di concussione, reato – ripetiamo – riqualificato dalla sentenza in “Induzione indebita a dare o promettere utilità”, il sindaco il 12 ottobre del 2007 – secondo la denuncia – avrebbe esercitato pressioni sulla Puleo, dirigente del IV Dipartimento, minacciando di esercitare il potere di revoca dell’incarico se la stessa non avesse affidato alla ditta “Creativa”, l’incarico per la fornitura dei bollettari delle contravvenzioni. Lo stesso sindaco – secondo quanto emerge dalle imputazioni contestate – qualche giorno dopo, il 17 ottobre del 2006, avrebbe reiterato analoghe pressioni, attraverso un ufficiale di polizia municipale dello stesso corpo, affermando che se la comandante non avesse affidato l’incarico alla ditta prescelta poteva prepararsi i bagagli e lasciare l’incarico di dirigente della polizia municipale. La dott. Puleo fu poi sollevata dall’incarico il 18 ottobre del 2007 ufficialmente perché‚ aveva subito un rinvio a giudizio. Successivamente la stessa fu reintegrata e tornò in servizio dopo l’elezione del nuovo sindaco. LEONARDO ORLANDO – GDS – 15-03-13