ALLUVIONE 1 OTTOBRE 2009, C'E' ANCHE L'EX SINDACO DI MESSINA BUZZANCA: 15 rinvii a giudizio e tre proscioglimenti per il disastro di Giampilieri e Scaletta

18 marzo 2013 Cronaca di Messina

Rinviati a giudizio. Si terrà un processo che – forse – darà giustizia alle persone che si sono viste strappare come carne viva dal proprio corpo i loro cari. Una colata di fango e detriti ha portato via 37 persone a Giampilieri nel 2009. I familiari adesso aspettano un giudizio che nulla potrà dare loro in termini di conforto.

Ma lo aspettano comunque con ansia. Intanto si aggrappano a ricordi, piccole cose, oggetti. Come una macchina rimasta sommersa nel fango ma che il proprietario ha voluto portare con sé fino a Pordenone, dove vive. In quel giorno, quando arrivò a Giampilieri per cercare i suoi familiari e la sua casa, intimò a chi guidava una ruspa per liberare le strade – ormai irriconoscibili – di non toccare la sua auto. Quella Panda era tutto quello che gli era rimasto a Giampilieri.

Giovanni Arnone, dirigente dell’assessorato Territorio e ambiente della Regione, l’unico degli imputati di questo processo in aula per ascoltare il dispositivo del giudice, si aggira nei pressi dei familiari delle vittime di Giampilieri, Scaletta Zanclea, Briga e Molino: il passo flemme, lo sguardo spaesato, osserva i soffitti del Tribunale di Messina con l’aria del visitatore e ascolta i discorsi che si fanno.

Le parole sono cariche di rabbia e rassegnazione. Entra un cancelliere e tutti i parenti si alzano in piedi, si protendono verso il tavolo del giudice per non perdersi neanche una parola. E’ come fuoco che viene a contatto con il ghiaccio, provocando sbuffi di fumo: il giudice dell’udienza preliminare, Salvatore Mastroeni, parla di «elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio» e rinvia a giudizio 15 persone per disastro colposo e omicidio colposo plurimo.

Legge Mastroeni in aula: «Vengono contestate condotte che hanno cagionato il disastro ambientale», composte di «omissioni, ritardi, errori e interpretazioni riduttive del pericolo» che invece era «concreto, vista la precedente frana del 2007» che per miracolo non aveva provocato vittime.

I destinatari del provvedimento di rinvio a giudizio sono l’ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, il sindaco di Scaletta Zanclea Mario Briguglio, l’ex dirigente della Protezione civile regionale Salvatore Cocina, Gaspare Sinatra (ex commissario straordinario del Comune di Messina), l’autore di uno studio geologico sulle zone Antonino Savoca; Alberto Pistorio, Giuseppe Rago e Francesco Grasso, redattori del piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico; Giovanni Arnone e Tiziana Flora Lucchesi, dirigenti della Regione siciliana; i progettisti Francesco Triolo, Salvatore Di Blasi, Giovanni Garufi; Salvatore Cotone, geologo; Giovanni Randazzo, autore della nota geologica a supporto dei lavori di ripristino della funzionalità idraulica dei torrenti Racinazzi, Divieto e Saponara.

Il gup ha anche chiesto che la Procura di Messina compia nuove indagini per accertare ulteriori responsabilità, ad esempio sui fondi destinati fra il 2007 e il 2009 per la messa in sicurezza dell’area: 1,2 milioni di euro per il costone di Giampilieri e 603mila euro stanziati nel 2004 dal Ministero dell’ambiente per creare una via di fuga a Scaletta. Perché che la situazione era grave se n’erano accorti tutti, anche nelle istituzioni e nella protezione civile. Scritto da Ilaria Raffaele – http://www.ilcarrettinodelleidee.com/sito/cronaca/item/1737-a-processo-per-il-disastrp-di-giampilieri.html

DAL WEB
Quella notte morirono 37 persone, travolte dal fango e dalle frane, sepolte sotto le macerie delle loro case. Una tragedia che non potrà mai essere cancellata, che resterà per sempre scolpita nella mente di tutti. Quei corpi mutilati, quei bambini pietrificati nel fango e nella melma sono il simbolo di qualcosa che ha segnato le coscienze per sempre le coscienze dei messinesi. Oggi per quella vicenda il gup Salvatore Mastroeni ha rinviato a giudizio 15 persone e ne ha prosciolte tre. Davanti al giudice monocratico il prossimo 27 maggio dovranno comparire anche nomi illustri come l’ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, il sindaco di Scaletta Zanclea Mario Briguglio, Salvatore Cocina ex dirigente della Protezione Civile Regionale e Gaspare Sinatra, ex commissario straordinario del Comune di Messina. A giudizio sono andati anche Antonino Savoca, autore di uno studio geologico tecnico; Alberto Pistorio, Giuseppe Rago e Francesco Grasso, redattori del piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico relativo all’area territoriale tra il bacino del torrente Fiumedinisi e Capo Peloro; i dirigenti della Regione siciliana Giovanni Arnone e Tiziana Flora Lucchesi; i progettisti Francesco Triolo , Salvatore Di Blasi, Giovanni Garufi, Salvatore Cotone geologo e Giovanni Randazzo, autore della “nota geologica a supporto dei lavori di ripristino della funzionalità idraulica dei torrenti Racinazzi, Divieto e Saponarà. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose. Sono stati invece prosciolti i progettisti Carmelo Antonino Melato, Agatino Giuseppe Manganaro e Stefano Bello. Nel processo compariranno come parti civili 168 persone offese, compresi il comitato regionale di Legambiente e il Wwf Italia. Si preannuncia, dunque, un processo da seguire con interesse. Oltre a cercare di far emergere le responsabilità per quanto accaduto quella notte si parlerà finalmente in un’aula di Tribunale del grave dissesto idrogeologico che ha colpito il nostro territorio e che non sembra fermarsi come dimostrato dalla gravissima frana che due giorni fa ha investito il comune di Capo d’Orlando. L’inchiesta fu condotta dai sostituti Adriana Sciglio e Stefano Ammendola grazie alle perizie che vennero consegnate dai tecnici sulla scorta dei primi rilievi effettuati dai Carabinieri nelle zone disastrate la sera del primo ottobre 2009 e nei giorni seguenti. DA tempostretto.it

DALL’ANSA
Il Gup di Messina Salvatore Mastroeni ha disposto 15 rinvii a giudizio e tre proscioglimenti nell’ambito dell’inchiesta sull’alluvione del primo ottobre del 2009 che colpì particolarmente la frazione messinese di Giampilieri e il comune di Scaletta Zanclea, oltre a paesi della zona ionica. Le vittime furono 37. A giudizio, tra gli altri, l’ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, il sindaco di Scaletta Zanclea Mario Briguglio, l’ex dirigente della Protezione civile regionale Salvatore Cocina. Gli altri rinviati a giudizio sono Gaspare Sinatra, ex commissario straordinario del Comune di Messina, Antonino Savoca, autore di uno studio geologico; Alberto Pistorio, Giuseppe Rago e Francesco Grasso, redattori del piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico relativo all’area territoriale tra il bacino del torrente Fiumedinisi e Capo Peloro; Giovanni Arnone e Tiziana Flora Lucchesi, dirigenti della Regione siciliana; i progettisti Francesco Triolo, Salvatore Di Blasi, Giovanni Garufi, ; Salvatore Cotone, geologo; Giovanni Randazzo, autore della nota geologica a supporto dei lavori di ripristino della funzionalità idraulica dei torrenti Racinazzi, Divieto e Saponara. Sono stati invece prosciolti i progettisti Carmelo Antonino Melato, Agatino Giuseppe Manganaro e Stefano Bello. Sono 168 le persone offese, compresi il comitato regionale di Legambiente e il Wwf Italia. Il Gup in aula ha chiesto alla Procura ulteriori indagini perché emergerebbero poi altre presunte responsabilità. (ANSA)