CASO TEATRO PINELLI, LA LETTERA DI UN CITTADINO AL PREFETTO DI MESSINA: DIALOGO, NON REPRESSIONE

18 marzo 2013 Commenti e appelli

Pinelli

Egregio Sig. Prefetto,

mi chiamo Carlo Giuliani, sono Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Giorgiana Masi. Sono Carmelo, Massimo, Giulia C., Giulia G., Viviane, Marilina, Gaetano, Claudio e Filomena, sono come loro, sono come me, sono come tutti i ragazzi e tutte le famiglie che hanno dovuto subire la forza cieca dello Stato, respiro la stessa aria di tutti gli uomini e le donne raggiunti da procedimenti penali come i ragazzi del Teatro Pinelli, sgomberato dall’imponente e strategica forza alleata, capace di aprire il fronte mare, bonificare velocemente il territorio, controllare i cieli. Sono, mio malgrado, anche la costosissima sanzione amministrativa per chi ha bloccato la strada davanti alla fiera, seguendo il buon esempio delle forze alleate qualche minuto prima. Mai mi sono visto recapitato quando ero anche tifoso di calcio, in nessuna occasione sono stato notificato quando ero un venditore al mercato Zaera e ho bloccato il Viale Europa con grossissime ripercussioni su tutta la viabilità cittadina. Non mi risulta nessuna sanzione amministrativa quando sono un TIR che, senza “pass d’ordinanza”, sfreccio ben oltre i limiti previsti dalla segnaletica (30km/h) sul Viale Boccetta. La lista è veramente lunga… lunghissima. Sono anche io lo Stato, sono un cittadino comune, sono Mimmo e sono Stellario, sono leggero e aereodinamico, sono normalissimo e anche banalissimo, riccioli al vento calpesto la stessa terra e vivo la città di Messina come tutti gli altri, con tutti i disagi, le incuranze, indifferenze che questo nostro capoluogo di provincia manifesta ogni giorno. Ero testimone, il 17 dicembre 2012, quando lei è venuto a discutere e parlare del futuro della cittadella al padiglione 7 della fiera. Non mi sembrava vero. Per una volta lo Stato non ha mandato subito la celere, ma anzi, Lei in prima persona, con voce garbata e schiena diritta, si è messa in condizione di ascolto e dalla parte del cittadino. Che delusione la mattina del 14 febbraio 2013, mentre andavo al lavoro, vedere tutti quei reparti schierati davanti la fiera. A memoria non ricordo un’operazione così energetica al rione Mangialupi, a Maregrosso, all’isolato 13 di Giostra, l’operazione “Oro grigio” mi pare abbia richiesto giusto l’impiego di qualche pantera. No. Non avete esagerato. Affatto, anzi eravate pochi. Effettivamente siamo tanti, tantissimi, tutti già schedati dalle pagine bianche (utenti Telecom) o gialle (esercizi commerciali o simili), meglio su Facebook dove non manca proprio nessuno. Sono molto preoccupato perché in questa città lo Stato fa vedere il muscoletto quando non serve, e quando lo fa lo sforzo, la fatica è sproporzionata allo scopo; il rischio di strappo muscolare è affine. Il Teatro Pinelli non è, e non è stato, la cura, ma ha stuzzicato una concreta democrazia e ha consentito certamente ai cittadini di avere interesse e voce in capitolo sul destino della Fiera e di altri luoghi simbolo della memoria culturale collettiva, risvegliando entusiasmo e partecipazione in questa nostra città dormiente. Resto fiducioso nella Sua disponibilità a voler riconsiderare tutta questa vicenda e di voler tornare a dialogare con i cittadini. La saluto menzionandoLa ancora una volta: “Gran parte della cittadinanza avverte questa situazione di grandissimo disagio”. Distinti saluti. Messina 18 marzo 2013 – Giampiero Neri