Confiscati beni all'imprenditore Mario Aquilia. Aquilia è ritenuto dagli inquirenti vicino alla famiglia mafiosa di Barcellona

20 marzo 2013 Cronaca di Messina

Dopo il sequestro adesso arriva anche la confisca per i beni di Mario Aquilia, coinvolto nelle operazioni antimafia Pozzo 2 e Gotha e ritenuto vicino alle famiglie barcellonesi capeggiate prima da Giuseppe Gullotti e successivamente dal mazzarroto Tindaro Calabrese. Aquilia era considerato con Sem Di Salvo e con il socio Francesco Scirocco, tra coloro che gestivano le imprese del cartello della mafia di Barcellona. Un primo sequestro di beni era stato eseguito il 14 giugno del 2006 ma il grosso delle proprietà di Aquilia è stato messo sotto chiave dalla Dia il 7 giugno 2011 su disposizione della sezione misure di prevenzione del tribunale di Messina. Aquilia in particolare doveva rispondere di un episodio di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di una società alla quale veniva imposto il noleggio a freddo dei mezzi d’opera riconducibili in larga parte a società gestite da Tindaro Calabrese. A parlare di Mario Aquilia sono stati i collaboratori di giustizia Carmelo Bisognano e Alfio Giuseppe Castro: Sono stati loro a svelare per primi che il nome di Aquilia era riconducibile all’impresa Isma srl, in realtà intestata ad alcuni prestanomi. Ora all’imprenditore barcellonesi sono stati confiscati definitivamente la stessa società Isma srl, una BMW, tre autocarri, tre escavatori ed un compressore ad aria.