RIMBORSI GONFIATI A LIPARI. I RETROSCENA NELL’ ORDINANZA DEL GIP D ’ADDEA: L’assessore in missione nel 2009 a Berlino con un ’ amica… intima

20 marzo 2013 Cronaca di Messina

Lipari

C’era anche un ex assessore comunale che in viaggio di “missione” verso Berlino, dal 10 al 15 marzo del 2009, aveva pernottato in un albergo di Catania con l’amante a spese del Comune di Lipari. Lo stesso ex assessore ripeteva analoghe soste nei viaggi per le missioni a Palermo, in alberghi di Patti, di Milazzo e ovviamente del capoluogo palermitano, sempre con la stessa donna con pernottamenti a carico del Comune di Lipari, una insegnate di Barcellona. Con l’amante, spese di aereo e albergo, in volo verso la Sardegna. L’amministratore poi non trascurava la famiglia e quando non “ sostava” negli alberghi con l’amica, viaggiava sempre con pernottamenti a carico del Comune col cognato e in un solo caso con la legittima consorte con destinazione San Giovanni Rotondo, per assistere ad una rappresentazione di gruppi folkloristici. Si trattava, come scrive nell’ordinanza il gip Sara D’Addea, di «esigenze private che, attraverso una falsa rappresentazione della realtà da parte dell’interessato, era stata rimborsata dall’Amministrazione comunale». Ottenere il rimborso era facile perché i funzionari ed i dirigenti comunali non operavano alcun controllo su ricevute e biglietti di viaggio che con facilità venivano manomessi. Gli stessi funzionari non si curavano di controllare nemmeno se in un determinato luogo, come nel caso specifico di San Giovanni Rotondo, ci fosse o meno una “attività istituzionale” in cui l’ente comunale poteva essere impegnato. Al Comune di Lipari l’Economato pagava e basta e non controllava se con gli importi indicati nelle ricevute rilasciate dalle agenzie di viaggi fossero stati pagati uno o più biglietti di aereo o di treno. Così nessuno si è accorto che da Palermo invece del solo amministratore comunale s’imbarcava per la Sardegna anche l’amica. E non era solo il viaggio per i due “piccioncini” che il comune pagava, ma anche il pernottamento in albergo. Altro caso eclatante dell’ispettore di polizia municipale che ha asserito, contrariamente al vero, di essersi recato in missione sull’ isola di Panarea ottenendo rimborsi con ben cinque ricevute fiscali, quando in realtà sull’isola l’ispettore s’era recato solo per motivi personali e non di servizio. Poi c’è il caso dell’ex dirigente comunale che in missione ha “ospitato” la moglie in albergo a spese delle casse comunali. Non si con- tano le numerose ricevute per il consumo di pasti, con date “false” o “ritoccate” in maniera grossolana. Molte di queste contestazioni vengono mosse all’ex sindaco Mariano Bruno a cui si contestano anche una infinità di rimborsi taxi “sospetti” perché non riportano nemmeno nome e ragione sociale di chi li ha emesse. Poi ci sono anche ricevute di ristoranti alle quali sono stati ritoccati in aumento i prezzi del conto finale, anche per cifre minime come ad esempio una ricevuta di 10 euro, diventava di 16, appena 6 euro in più per fare la “cresta” sulle missioni impossibili. C’era poi chi aveva il dono dell’ubiquità: una assessore che ufficialmente si trovava a Roma riusciva a pranzare con pasto a base di pesce in un noto ristorante di Milazzo. Al Comune nessuno controllava le date ed i rimborsi scattavano a iosa. LEONARDO ORLANDO – GDS