RIMBORSI GONFIATI A LIPARI: Martedì tutti dal gip. L’accusa: era prassi la contraffazione di ricevute per taxi, ristoranti, treni, aerei e pernottamenti in alberghi

21 marzo 2013 Cronaca di Messina

NAPOLITANO A STROMBOLI, GIUNTO SU TRAGHETTO DI LINEA

A DESTRA MARIANO BRUNO CON IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO NELL’AGOSTO 2010

L’ ex sindaco di Lipari Mariano Bruno, assieme ai due vigili urbani Francesco Cataliotti e Aldo Marino, con l’ex dirigente comunale Domenico Russo, con la funzionaria Stefana Salmieri e l’economo comunale Francesco Rando, tutti destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare con la quale si impone l’obbligo di dimora a Lipari, sono stati convocati in Tribunale a Barcellona Pozzo di Gotto per martedì prossimo per essere sottoposti ad interrogatorio di garanzia dal gip Sara D’Addea. Ai sei indagati, gli unici per i quali è stata accolta la richiesta di misura cautelare avanzata dal sostituto procuratore Giorgio Nicola, devono rispondere dei reati di truffa aggravata in concorso, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso, con le contestate aggravanti e, infine, di abuso d’ufficio in concorso con tutti i restanti indagati. I sei indagati sono difesi dagli avvocati Saro Venuto e Fabrizio Formica. La misura cautelare, non accolta dal giudice per le indagini preliminari, era stata chiesta dal magistrato inquirente anche per l’attuale assessore comunale e consigliere in carica Giacomo Biviano, che rivestiva lo stesso incarico assessoriale nella precedente consiliatura e anche per gli ex assessori Corrado Giannò e Domenica Sparacino. Per questi ultimi tre indagati la richiesta è stata respinta sul presupposto che le misure richieste, obbligo di dimora e sospensione dall’ esercizio di un ufficio pubblico, dovevano essere applicate solo per chi ancora riveste un incarico politico, dirigenziale o di polizia. Criterio che a quanto pare non è stato applicato per l’assessore-consigliere Biviano, in carica prima e adesso. Non è escluso il ricorso al TdR da parte della Procura contro le decisioni di rigetto dei provvedimenti cautelari. Impressionante la mole di contestazioni mosse soprattutto agli amministratori comunali che avrebbero attuato la prassi della mera contraffazione di ricevute di ogni genere, per taxi, ristoranti, viaggi in treno e in aereo e pernottamenti in albergo, per lucrare complessivamente la cifra di 31 mila euro. Per descrivere nel capo d’imputazione principale i soli rimborsi ricevuti con presunti artifici dall’ex sindaco Mariano Bruno e dal suo assessore Corrado Giannò, nell’ordinanza applicativa delle misure cautelari firmata dal gip Sara D’Addea, sono state necessarie ben 10 pagine delle 59 di cui è costituito il documento. All’ ex sindaco si contestano “contraffazioni” grossolane e per pochi “spiccioli” che hanno prodotto, grazie alla mancanza di accurati controlli da parte dell’ economo comunale Francesco Rando e dalla caposervizio Ragioneria e finanze, nonché capo area e vice ragioniere del Comune eoliano Stefana Salmieri, la liquidazione di compensi per “missioni fantasma”. Bruno è infatti accusato di aver “alterato” una ricevuta senza i dati identificativi dell’emittente che indicava un prezzo originario di 10 euro in 16. Un aumento di appena 6 euro. Sempre in tema di viaggi l’ex sindaco e attuale consigliere comunale avrebbe presentato per ottenerne il rimborso, un biglietto ferroviario che indicava la spesa di 173 euro. Sullo stesso biglietto emesso da una agenzia di Lipari i Finanzieri hanno scoperto la cancellatura avvenuta in maniera marchiana della voce relativa al numero dei passeggeri, in realtà 2 e non 1 come dichiarato nella richiesta di rimborso. Numerosissime le ricevute di ristoranti romani, palermitani e messinesi, nei quali gli importi sono stati “ritoccati” in aumento. Si è anche verificato che su du ricevute fiscali di un ristorante di Roma, siano state “ritoccate” le date in origine erano state emesse lo stesso giorno per suddividerle in due giorni diversi e ottenere così anche il pagamento di un pasto aggiuntivo che con molta probabilità non è stato mai consumato da chi ha ricevuto il rimborso. Raschiando il fondo del barile, tra ricevute di taxi, fatture di ristoranti e biglietti di treni, l’ex sindaco riusciva così secondo la contestazione mossa dalla Procura di Barcellona a racimolare rimborsi per un totale di 10 mila e 649 euro. Gli alberghi invece e persino qualche volo in aereo sarebbero stati il piatto forte, di un ex assessore che per recarsi in missione a Palermo, in Sardegna e alla fiera del turismo di Berlino, presentava ricevute che ai controlli risultavano soddisfare le esigenza di pernottamento anche dell’ amica “intima”, una insegnante di Barcellona, che per ben 7 volte ha dormito in alberghi di “rango” di Catania, Palermo e di Sant’Antioco a spese delle casse comunali di Lipari. A spese del Comune in alberghi di Legnano, di Catania e di Milazzo, lo stesso assessore aveva ospitato il cognato e in “falsa missione” a San Giovanni Rotondo la legittima consorte in viaggio per uno spettacolo di gruppi folk. LEONARDO ORLANDO – GDS