“GHOST MISSION” – I retroscena dell’indagine al Comune di Lipari: Un muro di omertà rilevato nella ricerca dei documenti. Martedì gli interrogatori di garanzia dei sei indagati

22 marzo 2013 Cronaca di Messina

LIPARI – Dalle carte della voluminosa inchiesta giudiziaria battezzata “Ghost mission”, missioni fantasma, compiuta con una certosina ricerca della documentazione contabile effettuata dalla Guardia di finanza di Milazzo sui rimborsi economici pagati dal Comune di Lipari per missioni istituzionali compiute fino allo scorso anno da amministratori comunali, emergono le difficoltà incontrate dagli inquirenti negli accertamenti investigativi. Nell’indagine, com’è noto, figurano complessivamente 27 indagati, sei dei quali sono stati sottoposti all’obbligo di dimora sull’isola per timore di una reiterazione del reato. Gli interrogatori di garanzia sono previsti per martedì prossimo. Nell’ordinanza di custodia cautelare, accolta per 6 dei 9 indagati per i quali erano state richieste le misure, il gip Sara D’Addea, scrive: «La polizia giudiziaria ha rilevato come nel corso dell’acquisizione abbia incontrato parecchie difficoltà a causa della reticenza degli esercenti che avevano emesso i documenti i quali, a dire degli operanti, intendevano coprire l’operato degli indagati». E, infatti, come scrive il Gip, «gli ostacoli incontrati dalla Fiamme gialle sono stati tali da indurre gli stessi inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Giorgio Nicola, ad acquisire i tabulati telefonici degli indagati e degli esercenti che avevano emesso fatture e ricevute, perché forte era il sospetto tra gli inquirenti che gli stessi indagati avendo appreso degli accertamenti investigativi sui rimborsi per viaggi e missioni per conto del Comune, avessero in qualche modo tentato di ostacolare la verifica e l’acquisizione presso gli stessi esercenti di ricevute e fatture». Tuttavia, nonostante le difficoltà interposte per risalire agli originali dei giustificativi di spesa, i militari della Guardia di finanza hanno raccolto una serie di documenti a corredo della relazione conclusiva che «risulta dettagliatamente illustrata nella comunicazione di notizie di reato inoltrata il 10 febbraio dello scorso anno con tre volumi e tre scatole di documenti allegati». Intanto c’è attesa per gli interrogatori di garanzia fissati dal Gip Sara D’Addea per martedì prossimo, a cominciare dalle 9, al tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Dinanzi al Gip dovranno comparire solo i sei indagatiraggiunti dal provvedimento dell’obbligo di dimora sull’isola e sono: l’ex sindaco di Lipari Mariano Bruno, i due ispettori dei vigili urbani dello stesso Comune Francesco Cataliotti e Aldo Marino, l’ex dirigente comunale del IV settore Domenico Russo; il caposervizio ragioneria e finanze, nonché capo area e vice ragioniere del Comune eoliano Stefana Salmieri e l’economo comunale Francesco Rando. I sei indagati devono rispondere dei reati di truffa aggravata in concorso, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso, con le contestate aggravanti e, infine, di abuso d’ufficio in concorso con tutti i restanti indagati che in totale sono 27, così come in origine. Le somme di cui si contesta l’indebita percezione ammontano complessivamente a 31 mila euro. LEONARDO ORLANDO – GDS