Concorso esterno, chiesti 7 anni per D’Alì. I pm: «Contatti anche con Messina Denaro»

16 giugno 2013 Mondo News

PALERMO – Una condanna a 7 anni e 4 mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa è stata chiesta per il senatore Antonio D’Alì (Pdl) nel giudizio abbreviato che si celebra davanti al gup Giovanni Francolini. Nella loro requisitoria i pm Paolo Guido e Andrea Tarondo hanno ricostruito un sistema di relazioni che per oltre 25 anni il parlamentare avrebbe sviluppato con l’imprenditoria mafiosa di Trapani e con alcuni esponenti di spicco di cosa nostra tra cui il latitante Matteo Messina Denaro e il boss Vincenzo Virga, che attualmente viene processato come mandante dell’uccisione del giornalista Mauro Rostagno.

L’ACCUSA – L’accusa ritiene che D’Alì, soprattutto all’epoca in cui è stato sottosegretario all’Interno, è stato protagonista «accorto e prudente» di rapporti molto stretti con ambienti e interessi di mafia. All’esponente politico viene anche contestata un’attività di pressione per il trasferimento del prefetto Fulvio Sodano da Trapani a Agrigento per la sua attività sulla gestione e il controllo delle aziende confiscate alla mafia secondo una linea che il senatore D’Alì non avrebbe condiviso. Il processo proseguirà il 21 giugno con gli interventi delle parti civili tra cui alcune associazioni antimafia.

I LEGALI – Affermano i legali del politico Gino Bosco e Stefano Pellegrino: «Non c’è stata da parte del nostro cliente alcuna condotta concreta,effettiva e fattuale agevolatrice dell’associazione mafiosa e pertanto chiederemo la piena assoluzione perché il fatto non sussiste».