Milazzo: nomine e assunzioni. 11 avvisi di garanzia al comune

17 giugno 2013 Cronaca di Messina

Undici avvisi di garanzia per politici e funzionari del comune di Milazzo. La vicenda – come riporta la Gazzetta del Sud – riguarda il conferimento degli incarichi a termine di due posti di dirigenti di settore – urbanistica e area finanziaria – del Comune di Milazzo e la proroga per un anno dei contratti di lavoro ai 25 dipendenti precari ex Aias di Milazzo. Secondo la procura, che ha affidato le indagini agli uomini della Guardia di Finanza di Milazzo, gli incarichi sono ritenuti tutti illegali.

Gli avvisi di conclusione indagine sono stati notificati al sindaco di Milazzo Carmelo Pino, a due segretari comunali che si sono succeduti a Palazzo dell’ Aquila Lucio Catania e Giovanni Matasso, ai due dirigenti comunali che hanno beneficiato delle nomine e dei compensi Santi Romagnolo ed Elisabetta Bartolone, all’ esperto comunale del settore finanziario, nonché fratello del sindaco Francesco Pino ed infine a cinque amministratori dell’ ente, tra assessori in carica ed ex assessori, che hanno adottato una delibera che prorogava i contratti di lavoro degli ex dipendenti Aias. Il sostituto procuratore Giorgio Nicola ha riunito le tre diverse inchieste giudiziarie effettuate dalla Guardia di finanza della Città del Capo in cui si ipotizzano i reati di abuso d’ ufficio in concorso continuato.

Le indagini sono partite da un esposto anonimo che paventava, dietro le nomine dirigenziali, interessi urbanistici da parte della mafia barcellonese con il fine di predisporre un piano regolatore generale che assecondasse i loro interessi. Veniva indicata anche una presunta parentela tra il candidato prescelto e l’ avv. Rosario Pio Cattafi, attualmente rinchiuso al 41 bis perché ritenuto uno degli esponenti di primo piano della famiglia mafiosa dei “Barcellonesi”. Le indagini hanno invece stabilito che l’ ing. Santi Romagnolo era solo un nipote acquisito del fratello dell’ avv. Cattafi e cioè l’ ex sindaco di Furnari Agostino Cattafi. Le stesse indagini con l’ acquisizione dei tabulati telefonici di due anni fa non hanno evidenziato alcun contatto telefonico tra Romagnolo e Cattafi e -come specificato negli stessi atti della Procura – nemmeno una mera frequentazione in quanto nessuna informativa delle Forze dell’ ordine indicherebbe contatti personali tra i due.

Gli altri indagati. Oltre al sindaco Carmelo Pino, 51 anni, l’ avviso di conclusione delle indagini è stato notificato ai segretari comunali che si sono succeduti nel periodo in cui sono stati adottate determine e delibere, e cioè a Lucio Catania, 48 anni di Messina e al suo successore Giovanni Matasso, 63 di Capo d’ Orlando; all’ esperto in materia finanziaria, nonché fratello del primo cittadino, Francesco Pino, 50 anni; albeneficiario dell’ atto di nomina, l’ ex dirigente comunale e attuale assessore all’ urbanistica Santi Romagnolo, 58 anni, ritenuto nella fattispecie istigatore dell’ iter che ha portato alla sua nomina; alla dirigente pro tempore Elisabetta Bartolone, 55 anni. Infine avviso di garanzia, solo per la delibera di proroga dei contratti di lavoro a 25 ex dipendenti Aias, a cinque amministratori, tra cui anche ex assessori, che sono: il vicesindaco Stefania Scolaro, 58 anni; l’ assessore comunale, attuale componente della Giunta municipale, Giuseppe Midili, 50 anni e agli ex assessori Mariano Bucca, 51 anni; Maurizio Capone, 58 anni e Gioacchino Nastasi, 53 anni. Al sindaco Pino, ai due segretari Catania e Matasso, all’ esperto Francesco Pino e all’ ex dirigente comunale, oggi assessore, Santi Romagnolo, si contestano oltre all’ abuso d’ ufficio continuato in concorso, aggravato dall’ altrui inganno, la violazione di una serie di leggi dello Stato, in quanto in presenza di una incidenza delle spese di personale superiore al 40% delle spese correnti del comune di Milazzo, nello specifico il 53,80% per il 2010, e conseguentemente sussistendo un divieto per l’ ente locale di procede sotto qualsivoglia forma, assumevano il nuovo dirigente del Dipartimento politica territorio ed ambiente.

Ma non si tratta solo di meri limiti imposti delle ristrettezze economiche. I Finanzieri, coordinati nelle indagini dal sostituto procuratore Giorgio Nicola, hanno scoperto che per conferire l’ incarico sarebbero stati tratti in inganno un funzionario comunale del settore tributi e finanze che aveva rilasciato una attestazione sul rispetto del patto di stabilità senza che lo stesso fosse stato informato della procedura per cui serviva l’ atto. Inoltre al solo sindaco viene contestato di aver agito con l’ altrui inganno nei confronti della Giunta municipale, inducendo gli assessori ad adottare la delibera 162 del 23 settembre del 2011, considerata illegittima, con cui si sollecitava il dirigente del primo Dipartimento ad attivare con urgenza le procedure di incarico per il nuovo capo del settore urbanistica. Ai due segretari comunali che si sono avvicendati Catania e Matasso, si imputa invece, al primo di non aver previsto nel bando pubblico di selezione del 28 settembre 2011 per l’ affidamento dell’ incarico dirigenziale, la clausola che avrebbe impedito la partecipazione alla selezione per co loro che erano stati dispensati o destituiti dal pubblico impiego per insufficiente rendimento e il riferimento è a Romagnolo; al secondo segretario si contesta invece di aver attestato il 18 ottobre 2011 che le 9 candidature pervenute per la selezione erano tutte legittimate alla partecipazione e all’ assunzione, nonostante l’ ing. Santi Romagnolo, in precedenza dirigente dello stesso dipartimento territorio ed ambiente, “fosse stato destituito o dispensato per insufficiente rendimento dallo stesso ente con determina sindacale n. 96 del 2 novembre del 2001”. Al sindaco Pino si contesta come conseguenza di aver affidato l’ incarico al candidato nonostante lo stesso fosse stato destituito “per insufficiente rendimento” preferendolo agli altri candidati idonei e nonostante all’ interno del Comune vi fossero le necessarie professionalità. Inoltre non esisteva copertura finanziaria.i. (Gazzetta del Sud)