GIUDIZIARIA – MESSINA, PROCESSO D'APPELLO PANTA REI: Nove condanne e prescritto sei posizioni. OPERAZIONE ANTIDROGA 'GRAN BAZAR', IL 16 LUGLIO L'UDIENZA PRELIMINARE

18 giugno 2013 Cronaca di Messina

La Corte d’Appello di Reggio Calabria, dopo la cancellazione della Cassazione del reato mafioso, ha inflitto nove condanne e prescritto sei posizioni in Panta rei , tredici anni dopo l’operazione di Dda e Squadra Mobile sulle infiltrazioni nell’Università di Messina tra gli Anni Settanta e Novanta. Ma non era ‘ndrina, semplice criminalità organizzata. Pene che vanno tra i 18 mesi ad Antonio Rosaci agli undici anni a Giuseppe Strangio, Alessandro Rosaniti e Carmelo Ielo. Carriere accademiche “accelerate” da intimidazioni con l’uso delle armi, ma anche lauree comprate e vendute e, sullo sfondo, traffico di droga. Prescritta la posizione del prof. Giuseppe Longo, sfiorato dalle indagini per la morte del gastroenterolo Matteo Bottari e accusato di violenza privata nei confronti dell’ex rettore Diego Cuzzocrea. Uno degli imputati, Francesco De Maria, è stato assassinato il primo gennaio 2012 a Staiti, nel reggino. E’ il secondo processo in appello, ma c’è un troncone già definito in abbreviato e con il riconoscimento dell’aggravante mafiosa. I giudici reggini ( presidente Giuliana Campagna) hanno quantificato in 500.000 euro la provvisionale per l’Università di Messina. Intanto sarà il gup Giovanni De Marco il prossimo 16 luglio a decidere se, per l’operazione Gran Bazar per usura ed estorsione – nella zona tirrenica tra Messina e Spadafora – gli otto indagati dovranno essere processati. Nel fascicolo anche intimidazioni a direttori di banca che hanno bloccato assegni “non chiari” e subirono pesanti intimidazioni. Personaggi chiave l’ex agente penitenziario Giuseppe Mazzù e l’ex massaggiatore dell’Acr Messina, Giuseppe Ilacqua, all’epoca titolare di un distributore di benzina a Rometta Marea e che venne arrestato nella foresteria dello stadio San Filippo. Infine, la Cassazione ha annullato con rinvio l’aggravante mafiosa nell’operazione estorsiva Gicap ai danni degli imprenditori della distribuzione alimentare Francesco e Nino Capone. Ci sono cinque indagati di peso come Giovanni e Pietro Trovato, Giovanni Giuseppe D’Andrea, Mauro Maiorana e Angelo Trischitta. E a Barcellona, al processo Mustra sulla “nuova geografia del pizzo nel Longano”, ennesimo colpo di scena e rinvio al 26 giugno: manca agli atti il deposito delle dichiarazioni del collaborante Carmelo Bisognano.