RASSEGNAWEB DA GAZZETTA DEL SUD – MESSINA, LA CLAMOROSA INCHIESTA SULLE FUGHE DI NOTIZIE DAL TRIBUNALE. TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI: Fughe di notizie, arrestato l'investigatore privato Matteo Molonia e un finanziere. Indagati anche un carabiniere, un poliziotto e un ufficiale giudiziario

5 Luglio 2014 Cronaca di Messina

tribunale

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di Nuccio Anselmo – Fughe di notizie e rivelazioni di segreto d’ufficio a Palazzo di giustizia, ovvero un’inchiesta clamorosa e rimasta “sotto traccia” che durava da mesi. E che ha avuto il suo sbocco nella tarda serata di ieri con l’arresto di un investigatore privato messinese e alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine, nonché di un ufficiale giudiziario del Tribunale. E decine di perquisizioni e controlli. Un’inchiesta che s’allargherà sicuramente. Ieri i carabinieri hanno notificato una serie di ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari e richieste di sospensioni siglate dal gip Maria Luisa Materia su richiesta del sostituto procuratore Alessia Giorgianni. Ai domiciliari sono finiti Matteo Molonia (nella foto), Antonio Brigandì e Francesco Giusti, ex finanziere. Richiesta di sospensione per Giovanni Duca, Antonio Scaletti ed Augusto Sturiale. Indagati a piede libero Natale Lavinia, Gaetano Molino, Damiano Mucciano, Nando Liguori, Giuseppe Scotto, Scalise Antonello (le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono di abuso d’ufficio, peculato, rivelazione di segreti di ufficio e accesso abusivo al sistema informatico. A Molonia e Brigandì la Procura contesta anche di avere svolto l’attività investigativa senza regolare licenza e a Giusti di non aver “distrutto” del pesce, che era provento di un sequestro, ma di averlo “scambiato” con il destinatario del provvedimento. Ad un altro appartenente alle forze dell’ordine la Procura contesta di aver controllato e riferito i dati dell’ intestatario di una targa. Alcuni degli indagati avrebbero preso notizie riservate dal sistema informatico delle forze dell’ordine). Al centro di tutto, a quanto pare dalle prime notizie filtrate, una serie di rivelazioni di segreto d’ufficio e accessi non autorizzati al sistema informatizzato delle forse dell’ordine e del Palazzo di giustizia, di cui avrebbe beneficiato per la sua attività privata di investigatore il Molonia, con la presunta complicità degli appartenenti alle forze dell’ordine indagati. Molonia è molto noto alle cronache come padre del piccolo che nacque con alcune problematiche mediche, dopo la cosiddetta “lite in sala parto” al Policlinico, avvenuta nell’agosto del 2010. NUCCIO ANSELMO – GAZZETTA DEL SUD

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