LE NOSTRE FOTO – LA CONFERENZA STAMPA DEL PREMIO NOBEL ASSIEME AL SINDACO DI MESSINA RENATO ACCORINTI. DARIO FO AL TEATRO GRECO DI TAORMINA CON 'LU SANTO JULLARE FRANCESCO': "Cari giovani della Sicilia prendete esempio dal santogiullare"

6 Settembre 2014 Cronaca di Messina Culture

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Dario Fo: “Il mio San Francesco rivoluzionario”
Momento di altissimo impegno civile quello vissuto durante la presentazione alla stampa dello spettacolo di Dario Fo “Lu Santu Jullare Francesco” in scena domani sera al Teatro Antico di Taormina: riflessioni sullo stato della cultura nel nostro paese, la religione, la politica e i movimenti, in una continua e generosa affabulazione. Accanto al premio Nobel, il sindaco di Messina Renato Accorinti, il primo cittadino di Taormina Eligio Giardina e il direttore artistico del Festival Belliniano Enrico Castiglione, visibilmente emozionati per un’occasione così importante: è infatti la prima volta nella sua lunghissima e prestigiosa carriera che Dario Fo si esibisce al Teatro Antico. “L’elezione al soglio pontificio di Bergoglio, la scelta del nome Francesco, le sue parole, la sua semplicità, rappresentano una rivoluzione per la storia della Chiesa; ammiro tantissimo questo Papa, interprete perfetto del messaggio evangelico e del vero spirito francescano: apprezzo le sue passeggiate per Roma, la sua indipendenza nei confronti del cerimoniale vaticano: il san Francesco del mio spettacolo è così, un sognatore con idee rivoluzionarie,” ha dichiarato Dario Fo. Grande partecipazione per il sindaco Accorinti, entusiasta per la collaborazione di Fo che con il suo spettacolo darà un importante contributo per la realizzazione di una biblioteca per bambini all’interno del Palacultura: “Sono iniziative di questo genere che ci inorgogliscono e ci fanno capire che stiamo proseguendo nella giusta direzione, nonostante le mille difficoltà che incontriamo quotidianamente”. Sull’impegno per la biblioteca, Dario Fo aggiunge: “È un’emozione per me esibirmi nella dimensione geometrica assurda del Teatro Antico di Taormina, progettato ai tempi della Magna Grecia. Ed è proprio alla Grecia che penso spesso, e lì trovo tante risposte fondamentali per il nostro presente: penso ai teatri pieni dell’antichità classica, qui e in altri posti del meridione d’Italia, in Grecia, ad Atene, dove si rappresentavano numerosissime commedie e tragedie, e poi penso a Sparta, dove non vi era né cultura né democrazia: di Sparta non è rimasto nulla, se non pochi ruderi. È importante fare politica creando nuovi luoghi in cui si possa respirare cultura, dialogo, e guardare con così grande entusiasmo alle nuove generazioni: mi impegno per essere presente all’inaugurazione di questa nuova biblioteca a cui vorrei donare alcune delle mie opere”.

FONTE: Domenico Colosi – http://www.tempostretto.it/news/teatro-dario-fo-mio-san-francesco-rivoluzionario.html

L’INTERVISTA – DAL WEB

DARIO Fo torna a recitare in Sicilia, al Teatro greco di Taormina, unica data il 7 settembre, con “Lu Santo Jullàre Francesco”, spettacolo che risale a 15 anni fa e ora ripreso sull’onda dell’entusiasmo e delle speranze accese dall’elezione a Pontefice di Bergoglio. Nello spettacolo, scritto e interpretato secondo la struttura della jullarata, Dario Fo fa espliciti riferimenti al Papa gesuita, “l’uomo del rinnovamento – dice – che si oppone ai poteri forti di qualunque natura siano. Un Papa che ha scelto bene il nome e mi riporta a ciò che ho sempre amato di San Francesco: l’innovazione, il coraggio, lo spessore morale e la capacità di andare controcorrente”.

Sul santo di Assisi Dario Fo ha fatto ricerche per anni e il testo è nato dopo il ritrovamento di documenti sconosciuti. Ma cosa ha fatto scattare la passione creativa?
“La libertà dell’uomo, il coraggio di abbandonare tutto e tutti, la forte personalità, l’impegno politico per la pace, la sua intera vita che è stata occultata e spesso edulcorata dai discepoli, che ne hanno fatto un mistico, privandolo della sua vita quotidiana molto più interessante degli stessi miracoli. Persino il celebre incontro con il lupo a Gubbio è stato raccontato male. Francesco era un santo giullare, affascinava i suoi fedeli, così come affascinò il papa del suo tempo, Innocenzo III”. Sull’essere giullare Fo non ha rivali e persino la motivazione del premio Nobel, vinto nel 1997, faceva riferimento alla “satira e alla giullarata in difesa degli oppressi”. Il tema degli “ultimi” lo lega fortemente al Santo patrono d’ Italia e all’attuale Pontefice, da “laico”- specifica, da ateo, come se per i poveri e gli ultimi uno sguardo laico possa essere diverso da uno sguardo di fede.

Lei conosce Frate Biagio che a Palermo si occupa dei più poveri e che adesso minaccia di mollare tutto perché abbandonato dalle istituzioni?
“Ne ho sentito parlare molto, non ho potuto incontrarlo ancora, ma so quanto bene fa la sua Missione, ma mi hanno detto che stava male e non riusciva a camminare bene. Poi, dopo un viaggio a Lourdes, ha ripreso forze e coraggio. E’ una storia commovente. Se davvero dovesse mollare sarebbe una disgrazia per la città, da tutti i punti di vista”.

E del prete di Taormina, sospeso perché aveva una donna e che pure gli abitanti hanno difeso con una fiaccolata?
“Forse avrebbero tollerato di più se avesse avuto rapporti con un uomo? Queste cose in un piccolo centro, in un ambito ristretto, prendono una brutta piega. Ma appena arrivo mi informerò”.

Ma lei è ancora un mangiapreti, o si è ammorbidito con l’età?
“Io mangiapreti? Ma se ho avuto i più grandi amici tra preti e missionari. Certo erano preti come don Gallo. Io e Franca andavamo spesso a Genova e lo aiutavamo nel suo lavoro, eravamo come fratelli. Ecco che torna il tema degli ultimi e abbiamo deciso di devolvere una parte dell’incasso dello spettacolo per realizzare una biblioteca per i bambini di Messina. Ho già incontrato il sindaco Renato Accorinti e chi compra il biglietto al Palazzo dei Congressi di Taormina può anche donare qualcosa per la biblioteca “.

Ma i giovani in Sicilia sono parte degli “Ultimi”?
“Credo proprio di sì, non hanno lavoro, sono costretti ad adattarsi in modo disumano, oppure espatriano, fenomeno che purtroppo adesso interessa pure il Nord. Siamo in una situazione drammatica ma forse le mamme del Sud lo sanno meglio di me. Cosa significa la lontananza, le ristrettezze, la solitudine, non potere prendere un aereo per riabbracciare i figli. Tutto questo grida vendetta. Noi regaleremo libri ai bambini messinesi, ma con quale coraggio si dice a un figlio: studia per il tuo avvenire. Di quale avvenire stiamo parlando ?”

Ma la Sicilia è più sfortunata o più corrotta?
“Non siete l’ultima ruota del carro, avete un po’ la vocazione a piangervi addosso, ma “Rosa fresca aulentissima”, la prima espressione poetica della lingua italiana, è vostra, siete imbattibili per la cultura, la letteratura, la cucina. Per la corruzione purtroppo non avete nessun primato, l’Italia intera soffre di corruzione e i corrotti quando si incontrano si riconoscono subito. Altro affare è la mafia, questo cancro che corrode tutto. Lei ricorda che io e Franca fummo cacciati per la prima volta dalla Rai perché parlammo di mafia. In quel momento il cardinale Ruffini sosteneva che la mafia non esisteva e noi non abbiamo lavorato per 16 anni”.

Lei è ancora molto vicino a Grillo e al Movimento 5 Stelle?
“Certo, non è che cambio bandiera ogni anno. A Beppe mi lega un’amicizia trentennale. Abbiamo lottato insieme per tante storture e pure per lo smantellamento delle basi Nato nel Veneto”

E i grillini in Sicilia li segue da vicino?
“Da vicino no, arrivano poche notizie, perché che fanno? So che litigano molto con il presidente Crocetta, ma non so perché. Mi spiace, ma mi trova impreparato. E anche su Crocetta, lo seguivo di più quando era sindaco di Gela, ma adesso… So che al nascere del governo Crocetta, pareva che si intendessero con il Movimento, poi non so cosa può essere successo, mi informerò”.

FONTE: http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/09/05/news/dario_fo_cari_giovani_della_sicilia_prendete_esempio_dal_santogiullare-95097128/ – di FRANCESCA TAORMINA

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