PALERMO: Lari e GUIDO LO FORTE, ricorso contro Lo Voi. Sulla procura rischio di sospensiva

15 gennaio 2015 Mondo News

E alla fine il ricorso è arrivato: il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari e quello di Messina Guido Lo Forte hanno chiesto al Tar del Lazio l’annullamento della nomina di Francesco Lo Voi a capo della procura di Palermo. Assistiti dallo stesso legale, l’avvocato Giuseppe Naccarato di Roma, i due magistrati hanno chiesto anche la sospensiva: e cioè che un provvedimento del Tar impedisca a Lo Voi di continuare a svolgere il proprio ruolo, sostenendo che la permanenza del nuovo capo dei pm di Palermo nell’incarico contestato, potrebbe pregiudicare i loro diritti.

Nel ricorso, Lari e Lo Forte, che non hanno voluto rilasciare alcun commento, sostengono in pratica che avrebbero avuto più diritti di Lo Voi a ricoprire il ruolo di procuratore di Palermo: vantando una maggiore anzianità di servizio e un maggior numero di titoli. Entrambi, infatti, sono alla guida di una Procura distrettuale antimafia, e in passato hanno ricoperto il ruolo di aggiunto a Palermo. Lari, negli anni Novanta, fu anche capo della procura di Trapani. Il concorrente che li ha battuti, Lo Voi, 57 anni, è più giovane sia anagraficamente che in termini di carriera, e non ha mai guidato un ufficio giudiziario, anche se il ruolo da lui ricoperto a Eurojust fino a qualche mese fa, è equiparato ad un incarico direttivo.

Eppure, tra i tre concorrenti, il Csm ha scelto lui con un’elezione di chiara ‘’ispirazione’’ politica: decisivi, infatti, sono stati i voti di quattro consiglieri laici per sancire la vittoria del candidato che dal punto di vista del curriculum appariva il più debole. Ed è per questo motivo che nelle ore immediatamente successive alla votazione di Palazzo dei Marescialli, si è scatenato un frenetico pressing sul Guardasigilli Andrea Orlando per posizionare al più presto il nuovo procuratore sulla poltrona palermitana con la formula del ‘’possesso anticipato’’, che di fatto ha spedito Lo Voi nell’ufficio giudiziario di Palermo il 30 dicembre scorso, a meno di due settimane dalla nomina. L’obiettivo, secondo gli addetti ai lavori, era proprio quello di scongiurare il rischio di una sospensiva che avrebbe ‘’congelato’’ la sua nomina, proprio nel caso del prevedibile ricorso al Tar da parte dei due candidati perdenti, che si è puntualmente verificato.

Sarebbe stato uno smacco per il Quirinale che, dal luglio scorso, si è prodigato per far convergere le preferenze sul concorrente in grado di offrire le maggiori garanzie di moderazione ed equilibrio: quel Lo Voi, appunto, che risulterebbe gradito a Napolitano, ma anche a Renzi e Berlusconi. E’ stato proprio sotto il governo dell’ex Cavaliere, infatti, che il neo-procuratore di Palermo approdò nel 2010 a Eurojust, designato direttamente dall’allora Guardasigilli Angelino Alfano. Sarebbe proprio Lo Voi, insomma, il magistrato perfetto che risponde ai requisiti della giustizia ”modello Nazareno”, intenzionata a spegnere i riflettori sugli uffici giudiziari accusati di eccessiva esposizione mediatica: primo fra tutti, quello di Palermo, che con l’indagine sulla trattativa Stato-mafia da oltre due anni fa fibrillare il cuore delle istituzioni.

Ora, però, con il ricorso di Lari e Lo Forte è arrivata ugualmente la richiesta di sospensiva nei confronti di Lo Voi, anche se ad insediamento avvenuto appare una possibilità alquanto remota, dal momento che non ci sono precedenti. Ciò nonostante, il ricorso dei procuratori di Caltanissetta e Messina, di fatto, risuona lo stesso come una spada di Damocle sulla procura di Palermo: ora a rischio di un ipotetico ”congelamento”, e con un capo di fatto delegittimato da un duplice ricorso presentato da due autorevoli magistrati antimafia.

Lari e Lo Forte, entrambi 67 anni, sono vicini alla conclusione delle loro carriere (l’età pensionabile dei magistrati è fissata a 70 anni) e si sentono penalizzati anche da questo punto di vista. Per arrivare alla decisione finale sul loro ricorso (devono esprimersi il Tar e il Consiglio di Stato), infatti, potrebbero passare più di tre anni: non sarebbero ancora formalmente fuori tempo massimo, perché la decisione finale avrebbe valore retroattivo, ma sicuramente il tempo a loro disposizione per operare nel nuovo incarico risulterebbe assai ridotto.

Nessun commento nemmeno da parte del diretto interessato, Lo Voi, in linea con l’atteggiamento di massima riservatezza tenuto nei giorni scorsi, quando non ha voluto commentare la fretta istituzionale che lo aveva collocato nel nuovo ruolo, né le polemiche che avevano accompagnato il suo arrivo a Palermo, limitandosi a dichiarare: ‘’Ognuno è libero di pensare dire ciò che vuole’’.

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