Procura di Palermo, Lari e GUIDO LO FORTE puntano "sull'incompatibilità". Nel ricorso al Tar ricordata la presenza in Tribunale della moglie di Lo Voi

Sergio-Lari-Guido-Lo-Forte-Francesco-Lo-Voi

Nel presentare il proprio ricorso al Tar del Lazio la scorsa settimana, il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari e quello di Messina Guido Lo Forte hanno chiesto l’annullamento e la sospensiva della nomina di Francesco Lo Voi a capo della procura di Palermo. Tra gli elementi rappresentati dall’avvocato Giuseppe Naccarato di Roma (legale di entrambi), vi è la maggiore anzianità di servizio e un maggior numero di titoli (entrambi, infatti, sono alla guida di una Procura distrettuale antimafia, e in passato hanno ricoperto il ruolo di aggiunto a Palermo) ma anche un altro aspetto che è passato quasi inosservato all’interno del Csm. Si tratta della presenza della moglie di Lo Voi, Pasqua Seminara, presidente della seconda sezione del Tribunale, e dunque titolare di funzioni semidirettive, nello stesso Tribunale. Secondo i due procuratori questo sarebbe un “punto decisivo” previsto dalle regole ordinamentali per cui i magistrati che hanno tra loro vincoli di parentela o di affinità non possano far parte dello stesso ufficio giudiziario.

Un particolare che, secondo gli articoli sulle previsioni di incompatibilità di sede, deve essere comunicato al Csm. “Oggetto dell’obbligo di comunicazione sono soltanto le situazioni nelle quali i magistrati parenti, affini, coniugi o conviventi, facciano parte dello stesso ufficio o di diversi uffici giudiziari della stessa sede” è scritto nella circolare. Sempre nella circolare si specifica che “Dopo la presa di possesso nell’ufficio di destinazione, in esito alle procedure di assegnazione o trasferimento… il magistrato (anche se abbia indicato la situazione al momento dell’avvio della procedura di trasferimento) ha l’obbligo di rendere entro trenta giorni una formale dichiarazione circa le situazioni di possibile rilevanza ai fini delle incompatibilità di sede per rapporti con professionisti o magistrati, da inviarsi tempestivamente, e comunque all’atto dell’inserimento nell’organizzazione tabellare dell’ufficio, al Consiglio superiore della magistratura”. E così la stessa Pasqua Seminara ha segnalato la questione al presidente del Tribunale di Palermo Leonardo Guarnotta che nei giorni scorsi ha già avviato un’indagine interna per verificare la possibilità di un trasferimento del magistrato al civile. Resterebbe, tuttavia, la mancata omissione iniziale del Csm.