DISASTRO AEREO DI GIAMMORO – LE PARTI CIVILE SI COSTITUISCONO. UNICO IMPUTATO DEL 'PROCESSO BIS' L'EX PATRON DELL'AICON LINO SICLARI

Leonardo Orlando – GDS – Barcellona. A quasi 5 anni dalla tragedia di Giammoro in cui si è schiantato a terra l’elicottero “Robinson 44”, con a bordo quattro persone che non hanno avuto scampo nel rogo che ha avvolto i rottami del velivolo, i familiari delle vittime trovano ancora ostacoli burocratici che impediscono l’avvio dell’udienza preliminare in cui questa volta è imputato, l’ex patron dell’Aicon, l’architetto messinese Pasquale “Lino” Siclari, 54 anni, difeso dall’avv. Gaetano Barresi. L’assenza del Gup Danilo Maffa, impegnato in un corso di aggiornamento, ha provocato per la seconda volta – dopo il precedente rinvio per una omessa notifica ad una delle persone offese – un rinvio dell’udienza preliminare del procedimento “bis” sorto solo dopo il rinvio a giudizio dell’unico iniziale indagato, Valerio Paolo Labate, 45 anni, di Reggio Calabria, legale rappresentante dell’industria “Nuova Cometra” nel cui piazzale si verificò il disastro aviatorio. Solo dopo quasi 5 anni da quel tragico 12 agosto del 2010, i familiari delle vittime anche eri hanno tentato invano di superare gli ostacoli che ancora impediscono la celebrazione dell’udienza preliminare. L’unico adempimento finora reso possibile dal susseguirsi di ben due rinvii è stato il deposito da parte dei legali delle famiglie delle vittime, gli avv. Fabrizio Formica, Tommaso Calderone, Pinuccio Calabrò, Vincenzo Isgrò e Sebastiano Campanella, delle richieste di costituzione di parte civile che saranno adesso esaminate nell’udienza del prossimo13 maggio. Per quella data dovrà comparire l’arch. Pasquale “Lino” Siclari, al quale si contesta il disastro colposo in concorso con il pilota deceduto nell’impatto e con il rappresentante legale della Nuova Cometra, Valerio Paolo Labate, oltre all’omicidio colposo plurimo, per la morte dello stesso pilota Domenico Messina, 37 anni di Barcellona e dei tre passeggeri, Davide Taranto, 34 anni e Giuseppe Adige, 54 anni, entrambi di Milazzo e il più giovane del gruppo, Vincenzo “Enzo” Fricia, 19 anni di Priolo, tutti morti nella deflagrazione causata dall’impatto del velivolo col suolo. Altre contestazioni sono quelle di aver violato il protocollo Enac non garantendo le condizioni di sicurezza e di sufficiente spazio libero da ostacoli come stabilito della normativa e l’omessa denuncia del materiale esplodente, il carburante conservato abusivamente in due cisterne all’interno dell’area utilizzata per il decollo. Per la Procura che ha ricostruito le cause del disastro, rappresentata ieri dal pm Fabio Sozio, nel piazzale dell’industria di Giammoro, in cui è stato stabilito si effettuavano più di 100 atterraggi e decolli all’anno, non sarebbero state garantite condizioni di sicurezza ed un sufficiente spazio libero da ostacoli, così come stabilito dalla normativa su voli.