Sequestro all'elettrodotto, l'opera si ferma. Il Tribunale di Messina ha confermato il sequestro del sostegno n.40 dell' elettrodotto Sorgente – Rizziconi che da 5 anni è in via di costruzione fra la Calabria e la Sicilia

13 marzo 2015 Inchieste/Giudiziaria

Il Tribunale di Messina ha confermato il sequestro del sostegno n.40 dell’ elettrodotto Sorgente – Rizziconi che da 5 anni è in via di costruzione fra la Calabria e la Sicilia. Il provvedimento riguarda una struttura che si trova sul crinale di Monte Raunuso, a Saponara.

L’ordinanza di oggi – scrive Terna – impedisce di completare l’elettrodotto Sorgente – Rizziconi nei tempi imposti dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, e secondo il progetto che è stato approvato con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico nel 2010.

5 anni di iter autorizzativo, oltre 100 incontri e sopralluoghi e i pareri positivi di oltre 80 enti interessati – dicono dal colosso della rete elettrica italiana – non sono stati sufficienti per assicurare all’Italia e agli Italiani la realizzazione di una delle opere elettriche più importanti per il Paese.

“700 milioni di euro di investimento di Terna, che gli utenti elettrici comunque pagheranno in bolletta -prosegue la nota – sono stati spesi per realizzare un’opera pressoché completata, che non potrà entrare in esercizio per colpa di un sostegno incriminato”.

Terna – dunque – respinge ogni accusa di avere lavorato senza le necessarie autorizzazioni, ma anzi si ritiene lesa nel legittimo affidamento della correttezza e conformità a diritto dei provvedimenti autorizzativi e dell’operato della pubblica amministrazione.