MESSINA: DISABILITA', BUROCRAZIA E ISTITUZIONI. IL CASO DI MELANIA CARATOZZOLO

“Abbiamo deciso di denunciare l’accaduto perché Melania è solo una delle persone vittime di questo genere di ingiustizia sociale. Ed è precipuo dovere di ciascuno di noi dar voce alle istanze di chi si ritrovi al cospetto di un muro di gomma allorquando necessita di un servizio pubblico essenziale e questo non gli viene riservato nonostante sia suo diritto”, commenta la presidente del gruppo “29 dicembre”, dottoressa Patrizia Midiri.

Melania Caratozzolo è madre di un adolescente portatore di handicap il quale frequenta un centro riabilitativo presso cui affronta periodicamente terapie logopediche, fisioterapiche e psicologiche. Di recente tornati a vivere a Messina, dopo anni trascorsi nella capitale, la signora -che di recente ha appreso di essere affetta da da un carcinoma al seno che la obbliga a terapie scadenzate e limita la sua facoltà di occuparsi in toto delle esigenze del figlio diciannovenne- ha chiesto agli uffici comunali informazioni sulle pratiche da avviare per usufruire del trasporto che porti il figlio Cristiano presso il centro riabilitativo per le sue cure periodiche. “Il quadro rappresentato e’ raccapricciante”, racconta la protagonista della vicenda. “Preparo il documento richiesto per usufruire del trasporto ma mi sento rispondere dalla funzionaria deputata, dottoressa Di Pietro, che non andava bene, poiché bisognava precisare giorni e orari della terapia. Impossibile inoltrare la pratica senza questi requisiti. Eppure è noto che spessissimo gli orari cambiano: sono le cooperative a raccordarsi con i centri”. L’Odissea della sig.ra Caratozzolo va avanti. “ Supplico il centro di fornirmi cortesemente un piano dei giorni e degli orari da poter presentare in Comune e la dott.ssa Bertuccio, del centro di riabilitazione -che nel frattempo vede e comprende la mia situazione fisica- mi aiuta a mettere insieme la documentazione necessaria, facendosi in quattro per consegnarmi tutto in modo iperdettagliato”. A causa di un malessere non riesce a portare agli uffici competenti la documentazione nei giorni successivi e questa viene recapitata solo ieri grazie ad un’amica della signora che accompagna al dipartimento il figlio Cristiano, la cui presenza è essenziale per la firma dei moduli della richiesta.

In tale occasione viene riferito che “non c’ e’ alcuna possibilità per adesso di usufruire del trasporto:Cristiano e’ quindicesimo in graduatoria e non c’è’ nessuna apertura per questi quindici”.

“Non avrei dovuto risponderle e invece, con la voce strozzata in gola”, commenta la Caratozzolo, “le ho urlato che a mio figlio ho sempre provveduto io: ad accompagnarlo, a prenderlo sia alle terapie che a scuola che alle attività e che il cancro mi è venuto adesso -ad inizio anno è stata certificata la patologia- e non prima, quindi era impossibile per me pensare prima a farlo rientrare in una graduatoria”, conclude la signora.

“Davanti a situazioni come questa non possiamo pensare di restare inermi: abbiamo il dovere morale di denunciare e di pretendere che chi può, ossia la classe politica, intervenga immediatamente per dare una soluzione a situazioni vergognose di questa specie”, conclude la dott.ssa Midiri che aggiunge: “chiediamo alla stampa di aiutarci a dare eco a questa ed altre storie perché il silenzio è il vero e principale danno della nostra società e dell’ignavia che la contraddistingue. Nella mattinata di domani, sarò a Palazzo Zanca con l’auspicio di incontrare e dialogare con giornalisti che vorranno far da megafono alla vicenda di Melania, la quale per ragioni di salute potrebbe non presenziare”.