RASSEGNAWEB – MESSINA: L'Inchiesta sui bilanci del Comune. Il perito Tató: il dissesto viene da lontano

ALESSANDRA SERIO – TEMPOSTRETTO.IT – E’ corposo il dossier che il consulente Vito Tató ha consegnato al pm Antonio Carchietti dopo aver analizzato i conti del Comune di Messina tra il 2009’e il 2011. Un dossier in due parti: una prima consulenza consegnata a ottobre col grosso del lavoro sui conti, una integrazione consegnata a fine anno, a risposta di specifici quesiti posti dalla Procura ai quali Tató ha risposto consegnando dei documenti specifici, una sorta di allegati insomma.

Il lavoro del ragioniere Tató è stato molto tecnico, si è trattato di incrociare conti date, documenti di natura politica, normative e scadenze. In controluce, le tabelle riflettono un fitto reticolo di cifre che peró non riesce a coprire il macroscopico buco nelle casse del Comune.

L’enorme mole del contenzioso – tipico di molti enti locali ma tanto grande a Palazzo Zanca da costituire un vero e proprio” caso Messina” – la cattivissima gestione del patrimonio immobiliare e delle società partecipate i problemi principali, che si incrociano nella mancata iscrizione dei debiti fuori bilancio. Un andazzo negativo che ha radici lontane, secondo Tató, che ipotizza una mala gestio che risale a ben prima della gestione Buzzanca. E che vede una prima, flebile, luce soltanto nel 2012, col commissario straordinario Luigi Croce. Ecco le conclusioni descrittive – e lapidarie – del superconsulente.

“In chiusura dell’indagine effettuata é possibile affermare che il Comune di Messina versa in una situazione finanziaria critica, come testimoniato anche dall’aver richiesto l’accesso alla procedura così detta pro dissesto, introdotta dal D.L. 147/2012. Le ragioni che hanno determinato tali problematiche sono individuabili in periodo di tempo che ha inizio antecedentemente all’anno 2009, primo esaminato in questa sede, e che è proseguita anche nei successivi anni 2009-2011. Le scritture contabili dell’ente sono state tenute generalmente secondo le regole previste, sebbene sia stato possibile rilevare in alcuni casi irregolarità significative.

Il risultato contabile esposto dalle stesse non rappresenta peró la reale situazione dell’ente, principalmente per la presenza di una gran mole di debiti fuori bilancio. In base a quanto è stato possibile rilevare, i citati debiti fuori bilancio sono stati generati dall’elevata mole di contenzioso e da una poco attenta gestione del rapporto con le società partecipate. Il contenzioso rappresenta spesso per le amministrazioni locali una fonte di problematiche, anche se, in genere, di dimensioni minori rispetto a quanto rilevato presso il comune di Messina.

Quanto al rapporto con le società partecipate, la documentazione esaminata ha mostrato come la gestione di queste si è sviluppata in assenza di un reale controllo da parte dell’ente. Nonostante si tratti di società in house che avrebbero dovuto seguire in maniera pedissequa le indicazioni dell’ente di riferimento, il peso degli oneri a carico del bilancio dell’ente è stato costantemente superiore alle risorse messe a disposizione, senza che siano state adottate opportune e tempestive azioni correttive. Proprio l’aver sistematicamente evitato di affrontare il problema degli oneri fuori bilancio appare essere la principale problematica rilevata. Sin dall’anno 2008, ma probabilmente da molto prima, l’ente avrebbe dovuto adottare drastiche politiche di contenimento sella spesa e di incremento delle entrate, al fine di fornire copertura agli oneri fuori bilancio. Invece, l’ente ha affidato pressoché interamente le sorti del riequilibrio dei conti al programma di alienazioni immobiliari, che ha da sempre dato scarsi frutti. Confidare in una entrata che dimostrava di non rispondere alle aspettative e non individuare altre modalità per reperire le risorse necessarie a finanziare i debiti fuori bilancio, appare essere stato un comportamento gravemente colpevole, stante l’obbligo normativo di procedere con immediatezza alla copertura degli stessi. Il primo consuntivo nel quale è stato evidenziato un disavanzo di amministrazione, peraltro per un importo decisamente ridotto rispetto alla presumibile dimensione dello stesso, è quello relativo all’anno 2011, approvato in data 07/11/2012 dal commissario ad acta, dopo che il sindaco Giuseppe Buzzanca si era dimesso in data 31/08/2012 (ndr: approvato dal commissario ad acta Terranova durante la gestione Croce)”.