MESSINA, L'ARRESTO DI GIAMMILLARO, RIZZOTTO E GIULIANO: LE TRUFFE IMMOBILIARI. COSI' VENIVANO PROSCIUGATI I CONTI DEGLI ACQUIRENTI. PRELIMINARI DI VENDITA, CONTINUI VERSAMENTO DI DENARO E LAVORI A RILENTO

30 Maggio 2015 Inchieste/Giudiziaria

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“Nel caso in esame ricorrono gli elementi caratterizzanti il reato associativo. Le truffe venivano perpetrate dal sodalizio con tecnica e modalità ingegnose e standardizzate”. Così il gip Maria Militello descrive le attività monitorate dalla Gdf e racchiuse nell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari Giuseppe Giammillaro, Antonino Rizzotto e Giuseppe Giuliano. Le condotte fraudolente erano caratterizzate dai seguenti passaggi: la Imprelogi, costituita nell’aprile 2010, a giugno dello stesso anno ha stipulato un contratto di vendita-permuta con la Gieffe, subentrando nella proprietà di un fabbricato in costruzione allo stato rustico avanzato, pcr il quale bisognava ancora versare un residuo mutu edilizio di oltre 350mila euro e il cui prezzo a carico della Imprelogi consisteva nell’accollo delle rate del mutuo scadute e non pagate. Nonostante la società fosse da poco costituita, “gli agenti immobiliari Giuliano e Rizzotto adulavano i clienti prospettandone la solidità economica”, in modo da “convincere gli acquirenti alla stipula dei contratti preliminari e incamerare la provvigione che, nella maggior parte delle volte, era richiesta rigorosamente in denaro”, si legge nell’ordinanza. Giammillaro veniva presentato come gestore della Imprelogi e si occupava della costruzione. Pur non essendo amministratore, “tirava le fila dell’intera vicenda truffaldina, adoperandosi, dopo la sottoscrizione del preliminare, per ottenere versamenti e prestiti, pressando, in modo insistente, i clienti” e dicendo loro “che diversamente i lavori sarebbero rimasti fermi“, scrive il gip. Di conseguenza, i compratori venivano illusi con sempre nuove promesse e scucivano denaro a più riprese. Giuliano e Rizzotto, dal canto loro, procuravano i clienti, prospettando un quadro imprenditoriale idilliaco e solido dal punto di vista economico. Si vantavano pure di poter influire per fare diminuire i prezzi. L’ordinanza descrive truffe ai danni di sei persone. Ad esempio, il 29 giugno 2010, è stato stipulato un preliminare di vendita di un immobile sottotetto e di un box, a Pace, in contrada Fortino. Un acquirente ha corrisposto 5mila euro al momento della stipula del preliminare, pattuendo il versamento di 8Omila euro entro il 20 luglio 2010. Al pagamento iniziale ne sono seguiti altri: 8500 euro per Iva, 1650 euro per le insistenze di Giammillaro, 5mila euro e ulteriori 3500 euro consegnati a Rizzotto a titolo di provvigione. Questo uno stralcio della querela presentata dall’acquirente, nel momento in cui si è reso conto del raggiro: “Sono stato indotto all’acquisto dell’appartamento dall’opera sapiente di convincimento e persuasione di Rizzotto e Giuliano della Italcase, i quali hanno subito presentato l’operazione come un affare unico, irripetibile e imperdibile”. Al contrario, l’avanzamento dei lavori procedeva a rilento, sorgevano difficoltà economiche della società e si prometteva l’ingresso di un nuovo amministratore “fantasma”. RICCARDO D’ANDREA – GDS

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