MESSINA: DOPO 'IL CASO' LA FARINA, ANCHE LA DIRIGENTE DEL LICEO BISAZZA GAMMERI USA LE MANIERE FORTI. ALLE SETTE DEL MATTINO IL BLITZ DELLA POLIZIA CHE PONE FINE ALL'OCCUPAZIONE

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L’AUTO DI UNA VOLANTE ALL’INTERNO DELL’ISTITUTO FELICE BISAZZA – FOTO EDG

Nell’era della buona scuola del governo Renzi, assolutamente vietato immaginare di occupare gli istituti contro il modello dell’istruzione-merce. Dirigenti che scimmiottano questori e sceriffi, le forze dell’ordine a sgomberare con la forza classi e palestre, piogge di fermi e denunce per gli studenti occupanti. A Messina, per poco meno di 48 ore d’occupazione, 13 allievi del prestigioso Liceo “La Farina” (sei maggiorenni e sette minorenni, tre dei quali di appena 15 anni d’età) sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria dagli agenti della Digos giunti a scuola subito dopo la richiesta di sgombero formalizzata dalla dirigente Giuseppa “Pucci” Prestipino. Questa mattina si è replicato all’istituto Bisazza, occupato neanche 48 ore fa e in cui si è posto fine all’ occupazione sempre grazie all’intervento della Digos chiamata dalla dirigente scolastica Anna Maria Gammeri, nota ai più per i tanti corsi sulla legalità ma anche per una condanna a 10 mesi di reclusione evaporata grazie a un condono. Quanto accaduto nella città dello Stretto testimonia lo stato di polizia che si respira ormai in buona parte degli istituti secondari italiani e il pesantissimo clima repressivo scatenato dai presidi-manager contro ogni forma di contestazione al dilagante processo di privatizzazione del sistema educativo. Con tutte le sue contraddizioni. ‘Come pensa di spiegare, lo Stato, ai ragazzi di un liceo di Messina, che occorre rispettare le regole?’ si domandava il giornalista d’inchiesta del Corriere della Sera Gian Antonio Stella qualche anno fa in un articolo, riferendosi ad Anna Maria Gammeri, ‘condannata perché usava un bidello come autista e cavalier servente per la spesa al supermercato’. La domanda, sempre attuale, la giriamo a chi di dovere. Antonio Mazzeo