IL DELITTO DI BEPPE ALFANO E LE RIVELAZIONI DI CARMELO D'AMICO: "CONDIPODERO SUPPORTO' GENOVESE". "MI AVVICINAI A BASILIO E LUI URLO': 'VATTINNI SUBITO'!"

9 dicembre 2015 Inchieste/Giudiziaria

beppe-alfanoD'AMICO

LEONARDO ORLANDO – GAZZETTA DEL SUD DEL 6-12-15 – DALLE DICHIARAZIONI RESE DALL’EX CAPO DEL BRACCIO ARMATO DELLA MAFIA DI BARCELLONA CARMELO D’AMICO, SI APPRENDONO NUOVI PARTICOLARI SUGLI ISTANTI CHE LA SERA DELL’8 GENNAIO DEL 1993 HANNO PRECEDUTO L’EFFERATO OMICIDIO DEL GIORNALISTA BEPPE ALFANO. IL PENTITO, OLTRE AD INDICARE QUALE SICARIO STEFANO GENOVESE, 41 ANNI, INDICA COME BASISTA IL SUO “EX AUTISTA”, IL BARCELLONESE BASILIO CONDIPODERO, ANCH’EGLI DI 41 ANNI. NEL RACCONTO, A PIU’ RIPRESE, FATTO AGLI INQUIRENTI CARMELO D’AMICO HA RIPERCORSO LO SCENARIO CHE HA PRECEDUTO IL DELITTO ALFANO, RIVELANDO CHE DOPO AVER NOTATO STEFANINO GENOVESE, CHE CON IL VOLTO CELATO DAL BAVERO DI UN GIUBBOTTO E CON INDOSSO UN CAPPELLLINO CON AMPIA VISIERA CAMMINAVA LUNGO LA VIA MARCONI, HA ANCHE RIFERITO DELLA PRESENZA DEL PRESUNTO BASISTA, INDICANDO IL NOME DEL COMMERCIANTE BASILIO CONDIPODERO. QUELLA SERA, “SEMPRE CIRCOLANDO A BORDO DI QUELLA AUTOVETTURA (LA SUA FIAT UNO, NDR) SONO PASSATO VICINO ALLA FERMATA DELL’AST, DOVE L’AST HA UNA SEDE, NELLA STRADA ALBERATA”. POI AGGIUNGE: “HO NOTATO CHE SI TROVAVA FERMA UN’AUTO DI COLORE GIALLO, NON RICORDO IL TIPO, CON DENTRO BASILIO CONDIPODERO. CONDIPODERO SI TROVAVA AL POSTO DI GUIDA ED ERA IN POSIZIONE ABBASSATA, QUASI FOSSE STESO ALL’INDIETRO SUL SEDILE. IO – AGGIUNGE D’AMICO – MI ACCORSI IMMEDIATAMENTE CHE QUELLA ERA L’AUTO DI STEFANINO GENOVESE. MI ACCORSI DI CIO’ IN QUANTO STEFANO GENOVESE AVEVA UN’AUTO DI TIPO NON COMUNE  CON UN COLORE ALTRETTANTO PARTICOLARE, OSSIA IL GIALLO: IN EFFETTI QUEL TIPO DI AUTO, DI QUEL COLORE, ERA L’UNICA CHE CIRCOLAVA A BARCELLONA. IN OGNI CASO POSSO DIRE CON SICUREZZA CHE QUELLA ERA L’AUTO DI STEFANO GENOVESE PERCHE’ RIUSCI’ A LEGGERE ALCUNE CIFRE DELLA TARGA”. IL PENTITO RIFERISCE ANCHE CHE IN QUEL PERIODO “RICORDAVA A MEMORIA I NUMERI DELLE TARGHE DELLE AUTO IN USO A MOLTI DEGLI ASSOCIATI, TRA CUI QUELLE IN USO A RAO GIOVANNI, A SEM DI SALVO ED A PIPPO GULLOTTI”. E AGGIUNGE ANCHE CHE: “MI AVVICINAI A QUELLA AUTOVETTURA, AVENDO GIA’ NOTATO BASILIO CONDIPODERO CHE SI TROVAVA AL SUO INTERNO, E GLI CHIESI COSA STAVA FACENDO”. IL PENTITO HA PRECISATO DI NON ESSERE SCESO DALLA SUA AUTOVETTURA E DI AVER PARLATO CON CONDIPODERO “DA FINESTRINO A FINESTRINO”. INFATTI, SPIEGA DI ESSERSI FERMATO A FIANCO DI QUELLA MACCHINA E AGGIUNGE: “BASILIO CONDIPODERO ABBASSO’ IL FINESTRINO E, RIMANENDO SDRAIATO, MI DISSE “VATTINNI SUBITO”. IO MI SONO ALLONTANATO ED HO IMBOCCATO IL PONTE SUL LONGANO IN DIREZIONE MARE”. POI PASSA A DESCRIVERE BASILIO CONDIPODERO E SPIEGA: “ERA UN NOSTRO ASSOCIATO A PARTIRE DAL 1991 IN POI, ERA L’UOMO DI SALVATORE GULLOTTI (FRATELLO DEL BOSS PIPPO GULLOTTI, NDR) ED ERA ANCHE L’AUTISTA DI STEFANO GENOVESE”. E AGGIUNGE: “CONDIPODERO BASILIO HA PARTECIPATO INSIEME A STEFANO GENOVESE ALLL’OMICIDIO DI MARTINO RIZZO”, VERIFICATOSI NEI PRESSI DI LAGONEGRO IL 4 MAGGIO DEL 199, DELITTO PER IL QUALE LO STESSO STEFANO GENOVESE STA SCONTANDO UNA PENA DEFINITIVA A POCO PIU’ DI 26 ANNI DI CARCERE. “IN EFFETTI – SI SPIEGA MEGLIO D’AMICO – QUANDO LA SERA DELL’OMICIDIO ALFANO VIDI BASILIO CONDIPODERO ALL’INTERNO DELLA VETTURA DEL GENOVESE, COMPRESI SUBITO CHE CONDIPODERO ERA FERMO LI’ PERCHE’ DOVEVA FORNIRE UN APPOGGIO AL GENOVESE STESSO E CHE LO STAVA ASPETTANDO. SUCCCESSIVAMENTE, DOPO L’OMICIDIO ALFANO, HO PARLATO CON STEFANO GENOVESE MA NON HO MAI AFFRONTATO CON COSTUI NE’, CON NESSUN ALTRO IL FATTO DI AVER VISTO FERMO IN QUEL LUOGO BASILIO CONDIPODERO”.