BARCELLONA. L'OPERAZIONE 'BADGE': ASSENTEISMO A PALAZZO LONGANO. PRESCRIZIONE DEL REATO PER 33 IMPUTATI. TUTTI I NOMI. IPOTESI DI TRUFFA, MA IL PROCESSO SI SGONFIA. SENTENZA PREVISTA IL 21 DICEMBRE

15 dicembre 2015 Inchieste/Giudiziaria

panorama_barcellona_pozzo_di_gotto

Leonardo Orlando – Barcellona – La lentezza della giustizia ha fatto maturare la prescrizione dei reati già in primo grado per 33 imputati dell’operazione “Badge”. Per gli ultimi due tronconi della maxi inchiesta “Badge”, sugli impiegati comunali che assentandosi dal posto di lavoro senza timbrare il cartellino delle presenze, avrebbero truffato il Comune di Barcellona, è maturata la prescrizione. Ieri al pm Alessandro Liprino, è toccato il compito – fatte le opportune verifiche sui tempi processuali – di chiedere, per ben 33 imputati, la dichiarazione di “non doversi procedere” per intervenuta prescrizione dei reati di truffa aggravata. Solo due le richieste di condanna che sono state avanzate nei confronti di Filippo Iannello 58 anni e Salvatore Russo, 49 anni, i quali all’epoca erano stati sottoposti a misura cautelare, sono stati chiesti rispettivamente 3 e 2 anni, oltre ad una multa per ciascuno. Per i restanti imputati, in tutto 33, è stato chiesto invece il non luogo a procedere per la prescrizione che estingue i reati. Si tratta di semplici impiegati di concetto, esecutori, contrattisti, ma anche di capi servizio: Giovanna Conforto 65 anni, Maria Luisa Imbesi 48 anni, Gaetano Fugazzotto 48 anni, Francesco Lando 57 anni, Angela Lidia La Rocca 48 anni, Giuseppe Perdichizzi 64 anni, Antonino Genovese 64 anni, Antonio Arcoraci 51 anni, Sebastiana Antonia Sottile 64 anni (che aveva anche ottenuto un parziale proscioglimento per alcuni episodi di assenteismo), Rocco Caniglia 53 anni, Salvatore Salamone 68 anni, Cosimo Salamone 30 anni (estraneo all’amministrazione, indagato perché ha timbrato il cartellino sostituendosi al padre), Giuseppe Conti 61 anni, Mario Russo 51 anni, Antonino Mostaccio 67 anni. Dichiarazione di prescrizione anche per una seconda tranche dell’inchiesta: Antonio Santo Alesci Lo Presti, 46 anni e la moglie Giovanna Crinò 46 anni che pur non essendo dipendente comunale si sarebbe sostituita in più occasioni al marito per timbrare al suo posto il cartellino magnetico; Santo Russo 49 anni; Antonio Scordino 53 anni, tutti raggiunti nel giugno del 2010 – ad eccezione di Giovanna Crinò rimasta a piede libero – da ordinanza di custodia cautelare. L’elenco continua con Antonia Cutroni 50 anni, Salvatore Ragusa 45 anni, Maria Grazia Recupero 50 anni, Maria Cristina Zanghì 50 anni, Francesco Livoti 43 anni, Salvatore Genovese 51 anni, Tindara La Rosa 47 anni, Giovanni Maio 49 anni, Antonia Perroni 53 anni, Giuseppe Trifilò 52 anni, Giovanni Giunta 42 anni, Sergio Sebastiano Crisicelli 38anni, Aurelio Zarcone 61 anni, Cosimo La Spada 54 anni. La sentenza che dovrà essere pronunciata dal giudice monocratico Maria Celi, è prevista per il prossimo 21 dicembre al termine delle ultime arringhe difensive. Nell’inchiesta – secondo originaria ipotesi di accusa – incapparono impiegati che tra il settembre del 2007 e il marzo del 2008 avrebbero abbandonato l’ufficio, lasciando Palazzo Longano senza timbrare il cartellino, risultando allo stesso tempo presenti al lavoro. L’inchiesta, portata avanti con minuziose osservazioni e riscontri dai carabinieri della stazione di Barcellona, era stata coordinata dal sostituto procuratore Francesco Massara. Il Comune, tra l’altro, si è costituito parte civile in tutti i tronconi processuali.  da gazzetta del sud