Viaggi privati con l'auto blu della Regione Sicilia, condannata la Corsello. Alla dirigente del dipartimento Lavoro accusata di peculato inflitta anche l'interdizione dai pubblici uffici per due anni

21 dicembre 2015 Inchieste/Giudiziaria

Condannata per peculato a due anni e mezzo la dirigente generale del dipartimento Lavoro della Regione, Anna Rosa Corsello, che è stata anche interdetta per due anni dai pubblici uffici. Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Sergio Demontis, accolta dal collegio del tribunale presieduto da Fabrizio La Cascia, la Corsello avrebbe utilizzato l’auto blu tra il 2004 e il 2011 percorrendo oltre 122 mila chilometri a spese della Regione: oltre 500 viaggi tra Palermo e Cefalù, dove la Corsello risiedeva, che però non avrebbe potuto compiere con l’auto di servizio. Il peculato riguarda anche le spese di carburante
e di pedaggio addebitati sul Telepass della Regione.

La dirigente si è sempre difesa sostenendo che in quel periodo gestiva anche l’ufficio del Lavoro di Cefalù dove si recava quotidianamente. La Corsello è anche indagata per istigazione alla corruzione in un altro processo: secondo l’accusa la dirigente avrebbe chiesto al rappresentante del Formez l’assunzione di sette dirigenti che non potevano assunti dalla Regione per il blocco delle assunzioni.