IL COMUNICATO – MESSINA, LA CONSEGNA DEI BUS: ORSA e UGL evidenziano le motivazioni dietro l'assenza dei sindacati stamattina

23 dicembre 2015 Cronaca di Messina

Stamattina alla cerimonia di consegna dei nuovi bus che vanno ad integrate il parco vetture dell’ATM erano assenti i rappresentanti dei sindacati ORSA e UGL. Le motivazioni della scelta, nonostante l’invito del pirmo cittadino e della direzione della partecipata, si rintracciano in un comunicato a firma dei rappresentanti Mariano Massaro e Carmelo Altadonna.

Al centro ancora i dipendenti dell’azienda e i sacrifici chiamati a sostenere. Si legge infatti come a questi sia stato “imposto il conguaglio annuo nella tredicesima (azione senza precedenti) per coprire le prime spese”, e come “alcuni lavoratori hanno avuto una tredicesima con netto a pagare uguale a zero”. E ancora: “sicuramente il Direttore Foti nel suo intervento non racconterà alla cittadinanza che ATM ha perso il contenzioso legale per aver bloccando gli aumenti salariali applicando indebitamente la legge Brunetta ai dipendenti e non avendo restituito il maltolto, come disposto dal giudice, riceve periodicamente l’ufficiale giudiziario che sequestra gli incassi per risarcire i lavoratori”.

E si parla ancora di un piano industriale fatto di lacrime e sangue tanto per i cittadini quanto per i lavoratori. Le parti salienti del comunicato: “nel contratto di servizio da sottoporre al voto del Consiglio Comunale è presente la privatizzazione dell’azienda in perfetta linea con i programmi di Buzzanca e Capone. Nessuno dirà che mentre si bandiscono assunzioni di autisti con contratto a prestazione attraverso selezione con agenzia interinale, in perfetto stile ultra- liberista in antitesi con i programmi di Cambiamo Messina dal basso, gli autisti dell’ATM unti dai signori della politica e di certo sindacato, non guidano da anni e stazionano negli uffici. Nessuno dirà che ORSA e UGL hanno condiviso il principio per un accordo volto a regolare la rappresentanza sindacale, in modo da togliere potere gestionale ai noti sindacalisti che insieme alla vecchia dirigenza hanno causato il crac ancora non sanato, l’attuale dirigenza ATM finge di acconsentire ma poi glissa sull’argomento con indecorose meline perchè anch’essa sottoposta alle vecchie dinamiche dure a morire. Se nessuno lo dice noi non possiamo tacere, la facciata di sviluppo che viene data in pasto ai cittadini con l’acquisto di qualche BUS è la contropartita che la giunta comunale deve ad ATM per aver stilato un piano industriale strumentale al piano di rientro dell’amministrazione ricco di lacrime e sangue per lavoratori e cittadini. La facciata di benessere che propagandano fa parte degli accordi preliminari: ATM ha stilato un piano industriale con sacrifici assurdi che permetteranno un risparmio di spesa a lungo termine, utile a rendere credibile il piano di rientro del vice sindaco Signorino, ma nessuno dice questi sacrifici si faranno dopo i primi tre anni, quando il direttore Foti potrebbe non esserci più e ad altri sarà affidato l’onere di dichiarare il fallimento dell’azienda pubblica e la necessità della privatizzazione. Intanto si festeggia il nulla!”.