MESSINA: L'inchiesta sul calcestruzzo 'impoverito' ai Moli Vespri e Colapesce. Riesame: “Non gravi indizi”. Revocate misure ai 6 indagati

28 dicembre 2015 Inchieste/Giudiziaria

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Il Tribunale del Riesame ha accolto le richieste di revoca della misure cautelari applicate dal gip De Marco ai 6 indagati dell’inchiesta sui lavori dei moli Vespri e Colapesce. “Non si ravvisa, allo stato degli atti, un quadro indiziario qualificato da gravità”- ha deciso il Riesame – per questo, si legge su Gazzetta del Sud, sono state revocate le sospensioni dalle funzioni disposte lo scorso settembre a carico dei vertici della Tecnis Spa e funzionari pubblici, a vario titolo accusati di truffa e frode in pubbliche forniture.

L’inchiesta era scattata lo scorso luglio, a seguito di esposto giunto in Procura, per accertate le modalità di realizzazione dell’ampliamento delle banchine dei moli Vespri e Colapesce. Il procuratore aggiunto Vincenzo Barbaro aveva voluto vederci chiaro.

Le banchine allargate, pensate per accogliere le navi da crociera, sono state inaugurate nel 2010. I lavori di allineamento dei due moli, costati 15 milioni di euro, e realizzati dall’Ati, non hanno convinto la procura messinese, che ha valutato quanto segnalato dall’esposto: “sarebbe stato adoperato in alcuni casi cemento “impoverito”.

Se vero, la sicurezza dell’importante struttura cittadina sarebbe a rischio, ha pensato la magistratura. Da qui la necessità di stabilire, attraverso cabotaggi, la verità dei fatti.

In sei finirono nel registro degli indagati. Sei persone interessate ai lavori di realizzazione dell’opera: Danilo La Piana, direttore tecnico della Tecnis Spa di Catania; Daniele Naty, responsabile dell’impresa subappaltante “Naty”; Antonio Giannetto e Vincenzo Silvestro succedutisi come titolari di ditte fornitrici di calcestruzzo; l’architetto Francesco Bosurgi e l’ingegner Fabio Arena, funzionari del Genio Civile Opere Marittime e supervisori dei lavori.
Per loro il gip De Marco aveva disposto 3 mesi fa la sospensione dalle funzioni, oggi il Tribunale del Riesame, non ritiene sufficiente il quadro indiziario e revoca le misure. DA NORMANNO.COM