CALCIO, ACR MESSINA. A PIAZZA CAIROLI NASCE LA NUOVA SOCIETA': Barbera ha formalizzato la manifestazione d’interesse. E' pronto a rilevare il 75% del Messina

3 maggio 2016 Cronaca di Messina

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E’ stata inviata alle 17.01 al legale dell’ACR Giovanni Villari la pec nella quale la cordata di imprenditori interessati a investire nel calcio cittadino ha manifestato formalmente il suo interesse alla partecipazione a un aumento di capitale del Messina. Prevista in particolare la sottoscrizione di sei quote pari, ciascuna, al 12,5% dell’intero capitale sociale. Il 25% restante resterebbe quindi in mano all’attuale proprietà, rappresentata dal presidente Natale Stracuzzi e dai soci Piero Oliveri, Pietro Gugliotta e Antonino Micali. ACR Messina. L’avvocato Bonaventura Candido, al quale si è affidato l’imprenditore del caffè Francesco Barbera, a capo del gruppo di imprenditori, propone una partnership, nel solco del percorso sportivo-societario già avviato con l’obiettivo di dare ulteriore sviluppo al processo di avvicinamento a traguardi sportivi consoni ai fasti di un tempo del calcio messinese. Della cordata – si legge nel documento – fanno parte imprenditori e manager che hanno tutti avuto esperienze nella gestione e/o sponsorizzazione di società sportive dilettantistiche e professionistiche, anche nel mondo del calcio, e hanno conseguito lusinghieri risultati unanimemente riconosciuti. Nello studio del legale erano presenti anche il presidente dell’Atletico Catania Franco Proto. Un’operazione complessiva da 1.200.000 €, che rappresenterebbero appunto il 75% del capitale riservato, come si legge nel documento di sette pagine predisposto dallo studio legale Candido. L’attuale proprietà dovrebbe corrispondere la differenza tra i 400.000 € che rappresenterebbero il residuo 25% e gli importi che risulteranno effettivamente versati non oltre il 30 aprile scorso a titolo di prestiti infruttiferi dei soci. Vi sono però delle consistenti condizioni: Barbera, Proto e soci chiedono che il club venga regolarmente iscritto al prossimo campionato di Lega Pro, senza contenzioni con gli organi federali che possano determinare eventuali penalizzazioni e soprattutto che l’esposizione debitoria compessiva in previsione del prossimo 30 giugno non sia superiore al milione di euro. I potenziali acquirenti chiedono inoltre che non sussistano pendenze con dipendenti, giocatori, consulenti e fornitori. Fissata anche una serrata crono-scaletta. Il 18 maggio è stato indicato come termine ultimo per la consegna della documentazione e delle informazioni necessarie per eseguire una “Due Diligence”. Il 31 maggio invece rappresenta la data entro la quale l’accordo dovrà essere formalizzato e si dovrà dare esecuzione all’operazione. Richiesto inoltre un “periodo di esclusiva”, che scadrà sempre il 31 maggio prossimo, nel quale le parti non dovranno avviare, proseguire o condurre discussioni, trattative o negoziati con terzi aventi ad oggetto operazioni analoghe riguardanti il club. Allo stesso modo sarà preclusi eventuali atti di disposizione sui beni della società.

Primo vertice tra i due esponenti della cordata pronta a rilevare la maggioranza delle quote societarie.

Come emerso già nei giorni scorsi, si è tenuto nel primo pomeriggio in un noto bar del centro città l’incontro tra l’imprenditore del caffè Francesco Barbera, il suo legale di riferimento, Bonaventura Candido, e il presidente dell’Atletico Catania Franco Proto (nella foto in alto). Un faccia a faccia tra i principali soggetti coinvolti nel tentativo d’acquisizione delle quote di maggioranza del Messina, propedeutico alla presentazione formale della manifestazione d’interesse, da inoltrare all’avvocato Giovanni Villari, che dall’estate scorsa assiste Natale Stracuzzi e l’ACR. Nella giornata di lunedì lo stesso Barbera ha incontrato altri cinque imprenditori, intenzionati a rilevare una delle otto quote in cui dovrebbe essere spezzettato il pacchetto azionario del Messina. Un’operazione singolare, che porterebbe al coinvolgimento di più soggetti, tra i quali vi sarebbero anche l’ex presidente di Igea Virtus e Sigma Barcellona Immacolato Bonina e il presidente della sezione siciliana della Federazione Italiana Pallacanestro Antonio Rescifina, che non ha però voluto commentare le indiscrezioni filtrate con insistenza negli ultimi giorni. Secondo gli ultimi intendimenti, ognuno di questi soci potrebbe impegnarsi acquisendo una o al massimo due delle otto quote da 200.000 € cadauna. In tal senso lo stesso Barbera, esponente di spicco della cordata, e i quattro attuali proprietari, Stracuzzi, Oliveri, Gugliotta e Micali, potrebbero salire dal 12,5 al 25% delle quote, lasciando in sostanza il restante 50% a tutti gli altri imprenditori interessati.

Una simile spartizione agevolerebbe anche l’adozione di determinate decisioni mentre una suddivisione paritaria potrebbe risultare alla lunga più caotica. Ma è ovvio che fino a quando non vi sarà un’apertura ufficiale da parte dell’attuale consiglio di amministrazione questi scenari restano puramente teorici. Nella giornata di lunedì Barbera e l’avvocato Candido hanno incontrato anche i due commercialisti ai quali verrebbe affidata l’analisi dei bilanci dei club, ovvero Michele Veninata e Antonio Morgante, che vanta una pluriennale esperienza nel FC Messina e nell’ACR e ha già visionato i documenti contabili del sodalizio peloritano prima dell’avvento di Lo Monaco. Intanto emerge qualche particolare in più sulle reali intenzioni dei potenziali acquirenti. L’attuale capitale sociale dell’ACR Messina ammonta infatti a 75.000 €. Nel corso della gestione Lo Monaco era stato abbassato rispetto ai 110.000 € originari. L’obiettivo di chi vorrebbe subentrare è quello di innalzarlo sensibilmente. In particolare potrebbe essere portato fino a quota 320.000 €, attraverso il versamento di otto quote uguali da 40.000 € cadauna. Il capitale verrebbe così interamente versato. 

Le altre somme impegnate da vecchi e nuovi soci costituirebbero invece un “tesoretto” da quasi un milione e 300 mila euro, utili per pianificare con maggiori ambizioni la prossima stagione, la seconda dopo la riammissione in extremis in Lega Pro, la quarta tra i professionisti dopo il quinquennio-bis nell’inferno dei Dilettanti, dove il Messina era sprofondato a seguito della rinuncia alla B da parte della famiglia Franza. Come detto in precedenza, non è affatto scontato che Stracuzzi e i suoi compagni di avventura rispondano positivamente alla manifestazione d’interesse da parte di Barbera e Proto. Se le condizioni proposte verranno considerate anche in questa occasione insufficienti, come è già accaduto in prima battuta, dopo i reiterati colloqui tra le parti delle ultime settimane, i potenziali acquirenti non otterrebbero i documenti contabili e l’auspicata chiarezza sul reale passivo di una società che al 31 dicembre 2014 aveva un milione e mezzo di euro da ripianare. La poco lusinghiera eredità di gestioni non sempre oculate e lo specchio di una crisi che interessa quasi tutti i club professionistici, con poche virtuose eccezioni. DI REDAZIONE MESSINA SPORTIVA

foto di Enrico Di Giacomo