Fondi del Comune per la partita Juve-Monaco, confermata la condanna per l'ex sindaco di Messina. Buzzanca dovrà restituire 20 mila euro. Condannati gli ex dirigenti RUGGERI e MAURO

4 maggio 2016 Inchieste/Giudiziaria

buzzanca

La condanna è più contenuta rispetto al primo grado, ma arriva ugualmente. L’ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca dovrà pagare 20.160 euro per avere avallato la sponsorizzazione della partita fra Juventus e Monaco che si è disputata il 6 gennaio 2009 allo stadio San Filippo: oltre che a lui, la Corte dei conti riconosce il danno erariale per l’allora capo di gabinetto Antonio Ruggeri e per il dirigente Giuseppe Mauro, che dovranno restituire allo stato rispettivamente 10.080 e 14.400 euro. La sezione giurisdizionale d’appello – presieduta da Pino Zingale e composta da Vincenzo Lo Presti, Valter Del Rosario, Eugenio Musumeci e Guido Petrigni – conferma dunque la tesi dei magistrati di primo grado, secondo i quali la sponsorizzazione costituiva un danno erariale per l’assenza di un rendiconto dettagliato “per i costi sostenuti, anche circa i guadagni”.

La partita era costa al Comune 60 mila euro “oltre alle spese di viaggio e di vitto”. Ad organizzarla la “San Marco Sport Events srl”, che aveva chiesto al Comune un po’ di più, 100 mila euro, ma anche l’uso gratuito dello stadio e l’ospitalità dei transalpini. In cambio gli organizzatori offrivano un ritorno d’immagine per Messina: il logo del Comune sul materiale pubblicitario e il pomposo nome “Torneo Città di Messina” per l’amichevole. Un punto, il ritorno d’immagine, contestato dalla Corte: “Il danno – si legge nella sentenza depositata stamattina – è consistito, in sostanza, nella spesa per una manifestazione di cui non è stata dimostrata l’inidoneità a determinare il beneficio d’immagine

del Comune di Messina che ne costituiva il presupposto causale”. In primo grado Buzzanca era stato condannato a risarcire 28.800 euro, Ruggeri 14.400 e Mauro altrettanto. Solo per quest’ultimo non arriva uno scontro: per l’ex sindaco e il suo capo di gabinetto la Corte applica uno “sconto” del 30 per cento “in considerazione dell’apporto causale di altri soggetti a vario titolo coinvolti, seppure in maniera non del pari rilevante”. di CLAUDIO REALE – http://palermo.repubblica.it