Condizionavano l'economia reggina: 7 fermi, anche ex deputato imprenditore. Indagato presidente Provincia

10 maggio 2016 Inchieste/Giudiziaria

REGGIO CALABRIA – Per i più, erano noti avvocati, commercialisti, imprenditori. Ma per la Dda sono la mente e l’anima criminale di una rete che ha condizionato l’economia reggina, costruendo una fitta rete di professionisti e amministratori che per anni hanno gestito in esclusiva affari e finanziamenti. E tra gli indagati c’è anche il presidente della provincia di Reggio Calabria

Per questo motivo, sette persone sono state fermate per ordine della Dda di Reggio Calabria, con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, tutti aggravati dalle modalità mafiose. Fra loro ci sono l’ex deputato del Psdi Paolo Romeo, l’avvocato Antonio Marra, gli imprenditori Emilio Frascati, Giuseppe Chirico, Natale Saraceno, Domenico Marcianò e Antonio Idone.

Tutti quanti, grazie al ruolo rivestito all’interno della ‘ndrangheta reggina, avevano creato una rete di rete di professionisti, capace di indirizzare le sorti di rilevanti settori dell’economia di Reggio Calabria.

Mente e anima della rete per gli inquirenti sarebbe l’avvocato Paolo Romeo, ex deputato, già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, ma nonostante questo ancora influente sulla scena politica cittadina. È lui l’anima del Forum 2020, uno degli interlocutori su cui l’amministrazione comunale di Giuseppe Falcomatà conta per stabilire a quali opere destinare il tesoretto da 132 milioni contenuto nel “patto per la città metropolitana” firmato poco più di una settimana fa dal premier Renzi. In tale veste, Romeo è stato ricevuto dalla commissione consiliare competente per illustrare desiderata e progetti a nome del “suo” forum.

Ma l’inchiesta rischia di allargarsi anche oltre i sette soggetti colpiti da misura. Sul registro degli indagati, sebbene non colpiti da misura cautelare, figurano infatti anche diversi politici e dipendenti pubblici fra cui il presidente della provincia Giuseppe Raffa, il consigliere provinciale Demetrio Cara, il cancelliere capo della Corte d’Appello, Aldo Inuso, l’ex magistrato Giuseppe Tuccio, l’avvocato Rocco Zoccali, l’ex presidente della Reggina, Pino Benedetto ma anche Amedeo Canale, Andrea Scordo, Antonino Idone, Domenico Pietropaolo, Gaetano Tortorella, Saverio Genovese Zerbi. Michele Serra, Giuseppe Strangio, Domenico Arcò e Giovanni Pontari.

Le indagini, coordinate dalla Dda della locale Procura hanno portato a rilevare l’esistenza di un vero e proprio cartello criminale, presente ed operante nel territorio di Reggio Calabria, in grado di condizionare il regolare svolgimento delle attività economico/imprenditoriali, con particolare

riferimento alla grande distribuzione alimentare, sfruttando anche la compiacenza di pubblici amministratori, al fine di ottenere, tra l’altro, l’illecita percezione di profitti. Per questo motivo sono state sequestrate 12 società, per un valore approssimativo di 34 milioni di euro. di ALESSIA CANDITO – REPUBBLICA.IT